Mimesis: Forme Del Possibile
Arte classica, moderna e contemporanea. Un confronto attraverso le immagini
di Nicola Vitale
editore: Mimesis
pagine: 101
L'arte visiva è qui colta dalle origini ai giorni nostri nei suoi sviluppi essenziali; dalle diverse tradizioni espressive, al
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La «solarità» nella pittura. Da Hopper alle nuove generazioni
di Nicola Vitale
editore: Mimesis
pagine: 210
L'arte visiva, dal secondo Novecento a oggi, assume un carattere conflittuale, tra astrattismo e realismo, tra concettuale e postmodemo,tra nostalgia classicista e violenza della provocazione fine a se stessa. In questo saggio si ipotizza l'esistenza di un percorso diverso, dove l'arte ritrova la sua pienezza e universalità nell'opera dei pittori proposti. Sono artisti isolati di diverse generazioni, che a partire da Hopper e Balthus - individuati come precursori - sono stati per lo più fraintesi dalla critica del loro tempo. Solo ora si stanno delineando le tracce di un cambiamento radicale, che vede l'arte ricominciare da capo da un fondamento estetico che Nicola Vitale, sin dal primo saggio "Figura solare", mette in evidenza con chiarezza. Secondo l'autore esiste un senso dell'arte atemporale che non può che emergere dal lavoro stesso, da particolari tecniche in cui si conciliano elementi opposti. Come nell'arte greca arcaica, medievale, ma anche di culture esotiche, la semplice figura emerge da tensioni astratte che intensificano il campo visivo e danno vita alle immagini, cambiandone radicalmente il senso. È quella "solarità" che, come la Claritas con cui i filosofi scolastici designavano lo splendore delle opere del loro tempo, richiede un esercizio di percezione che permetta di coglierne la qualità estetica fondamentale, e superare lo storicismo che ha dominato nel Novecento.
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Una pittura filosofica. Antoni Tàpies e l'informale
di Giuseppe Di Giacomo
editore: Mimesis
pagine: 192
L'opera dell'artista catalano Antoni Tàpies può essere definita una "pittura filosofica": Giuseppe Di Giacomo mette in evidenza come la grandezza di quest'arte, che è insieme "rappresentazione" e "presentazione" di materie, stia nella sua capacità di fare emergere, pur nella sua totale immanenza, una dimensione trascendente e spirituale. Tale dimensione è ciò che distingue l'opera di Tàpies da quella di altri artisti informali, pur condividendo con essi la dimensione materica. In un mondo caratterizzato da una mercificazione totale dell'arte, e nel quale il valore artistico si identifica col valore economico, l'arte di Tàpies è una delle poche a sottrarsi a questa logica di mercato, proponendosi come testimonianza delle brutalità della storia del Novecento.
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A proposito della critica d'arte. Teoria e pratica. Cultura e politica
di Romàn de La Calle
editore: Mimesis
pagine: 140
Nel cardine interdisciplinare tra l'estetica, la filosofia e il "fare critico", "A proposito della critica d'arte" si avvicina al mondo della critica d'arte per ricercare le sue funzioni e i suoi momenti costitutivi. In effetti, "riflettere sulla critica d'arte significa allo stesso tempo delineare le labili frontiere e gli scambi esistenti tra l'estetica, la poetica e la critica, così come studiare le connessioni tra creatività e critica". Superando l'orizzonte oggettivo dell'opera d'arte, il libro ci propone in tal modo una chiave di lettura del fare artistico, attraverso un'analisi della critica come Paideia o delle relazioni tra i testi e le immagini, tra Ekphrasis e Hypotiposis. Un'analisi attraverso la quale affiora anche l'influenza che il pensiero filosofico, la pratica critica e l'estetica italiana hanno esercitato nel contesto della critica d'arte spagnola.
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