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Neri Pozza: Bloom

L'incontro

di Bodo Kirchhoff

editore: Neri Pozza

pagine: 202

È una fredda sera di aprile nell'alta valle del Veissach, sul confine alpino
16,00

La compagnia delle anime finte

di Wanda Marasco

editore: Neri Pozza

pagine: 238

Dalla collina di Capodimonte, la «Posillipo povera», Rosa guarda Napoli e parla al corpo di Vincenzina, la madre morta
16,50

Tre piani

di Eshkol Nevo

editore: Neri Pozza

pagine: 255

In Israele, nei pressi di Tel Aviv, si erge una tranquilla palazzina borghese di tre piani
17,00

Ultimi dispacci di vita palestinese in Israele

di Sayed Kashua

editore: Neri Pozza

pagine: 315

Qualche tempo fa Ha'aretz, il quotidiano progressista israeliano, ha affidato una rubrica a Sayed Kashua, l'autore di "Due in
20,00

La ragazza in verde

di Derek B. Miller

editore: Neri Pozza

pagine: 410

Iraq, 1991
18,00

Tutti stanno a guardare

di Bradbury Megan

editore: Neri Pozza

pagine: 253

New York: una città che ispira e seduce, che attrae irresistibilmente, un luogo dove tutti stanno a guardare poiché tutto può
16,50

Il male oscuro

di Giuseppe Berto

editore: Neri Pozza

pagine: 508

Apparso per la prima volta nel 1964, "Il male oscuro" ottenne subito un grande successo, vincendo nello stesso anno il Premio Viareggio e il Premio Campiello. L'apprezzamento critico che ne segui, tuttavia, non colse forse pienamente la grandezza di quest'opera e della figura di Giuseppe Berto nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento. Come sovente accade, questo romanzo e lo stesso Berto conoscono forse soltanto oggi quella che Benjamin definiva «l'ora della leggibilità». Comparato con le opere di quell'epoca caratterizzata da una società in piena espansione, "Il male oscuro", come nota Emanuele Trevi nello scritto che accompagna questa nuova edizione, appare come «lo specchio, frantumato ma straordinariamente nitido, di un intero mondo, di un'epoca storica», un capolavoro assoluto dotato di «un'autorevolezza paradossale, che si basa sulla travolgente energia degli stati d'animo». Come i grandi libri, il romanzo presuppone una genealogia. Berto ha ammesso più volte il suo debito con "La coscienza di Zeno" di Svevo e "La cognizione del dolore" di Gadda, dalla quale ricavò il titolo stesso del suo libro. "Il male oscuro", tuttavia, segna una svolta fondamentale rispetto a queste opere precorritrici: non descrive semplicemente una nevrosi, ma la mima e la incarna. Il suo linguaggio è la manifestazione stessa del male, «l'epifania tragicomica della sua oscurità» (Trevi). Un'assoluta novità artistica e letteraria che Berto non esitò a battezzare «stile psicoanalitico». Una prosa modernissima che, narrando di un male assolutamente personale, fa scorrere davanti ai nostri occhi «la Roma della Dolce Vita e di via Veneto, i medici e le loro contrastanti e fallaci diagnosi, l'industria del cinema con tutte le sue bassezze e le sue assurde viltà, la famiglia borghese e la sua economia domestica, i cambiamenti del costume sessuale, i rotocalchi a colori e le villeggiature in montagna»... la malattia di un'epoca apparentemente felice.
18,00

Il grande marinaio

di Catherine Poulain

editore: Neri Pozza

pagine: 399

È una notte di febbraio a Manosque-les-Pla-teaux, nel Sud della Francia, una notte in cui i bar sono ancora pieni di gente e di fumo, quando Lili riempie un piccolo zaino militare e decide che è giunta l'ora di non morire più di infelicità, di noia, di birra. Meglio andarsene in capo al mondo, in Alaska, «verso il cristallo e il pericolo», a pescare nel freddo e nel vento! Il marasma delle grandi avenue newyorchesi, un pullman Greyhound con sopra un levriero, cento dollari per passare da un oceano all'altro, ed eccola a Kodiak, la grande isola che spunta fra due brandelli di nebbia, con le sue foreste scure, le montagne e la terra bruna e sporca che affiora dalla neve sciolta. Di fronte solo l'oceano glaciale del Pacifico del Nord. Qui, Lili si imbarca sulla Rebel per la pesca con il palamito in alto mare. Lo spilungone che la accoglie le rivolge uno sguardo stupito, prima di metterla in guardia su quello che l'aspetta. Imbarcarsi è come sposare la barca, una volta messo piede a bordo non hai più una vita, non hai più niente di tuo. Bisogna stare attenti a tutto, alle lenze che calano in acqua con una forza tale da portarti via un arto, e a quelle recuperate che, se si spezzano, possono ammazzarti o sfigurarti. Bisogna abituarsi al ghiaccio sul ponte che devi spaccare con una mazza da baseball, al freddo che gela il fiato tra le labbra, alla mancanza di sonno, al mare grosso, alla nebbia che inganna persino i radar, al sale che lambisce gli zigomi, brucia la fronte e secca le labbra, divorando il volto. Ma, soprattutto, bisogna essere all'altezza dei compagni di viaggio, un equipaggio composto da marinai incalliti, abituati alle durezze del mestiere e a lavorare in un ambiente estremo. Un giorno sulla Rebel si imbarca Jude, «il grande marinaio», un veterano della pesca con il palamito...
18,00

Il simpatizzante

di Thanh Nguyen Viet

editore: Neri Pozza

pagine: 511

il mese di aprile del 1975 a Saigon. Il mese nel quale la guerra che va avanti da tempo immemorabile ha cominciato ormai a perdere i pezzi. In una villa dalle mura ricoperte di cocci di vetro e di filo spinato arrugginito, il generale capo della Polizia Nazionale del Vietnam del Sud, colto da improvvisa insonnia, vaga tra le stanze con la faccia di un pallore verdognolo. Il fronte settentrionale ha ceduto dinanzi all'avanzata dei Vietcong, gli aerei americani decollano giorno e notte con a bordo donne, bambini e orfani, e l'ordine ufficiale di evacuazione tarda a venire soltanto per evitare la rivolta in città. A bordo di un C-130, con un volo coperto, il Generale si appresta a raggiungere gli Stati Uniti con la famiglia e parte dei suoi uomini. Ufficiale magro dal portamento impeccabile, il Generale crede in Dio, nella moglie, nei figli, nei francesi, negli americani e... nell'assoluta fedeltà del suo uomo di fiducia, il solo tra i suoi sottoposti ad abitare a casa sua: il Capitano. Non sa che il Capitano è, in realtà, una spia, un dormiente, un uomo con due facce che fotografa in gran segreto ogni rapporto e dispaccio e li invia a Man, suo addestratore tra le fila Vietcong. Figlio illegittimo di una vietnamita e di un prete cattolico francese, il Capitano ha studiato in un piccolo college della California meridionale, spedito da quelle parti da Man con una borsa di studio e il compito di apprendere la "mentalità degli Stati Uniti", un paese che, ai suoi occhi, si rivela subito cosi scioccamente narcisista da definire tutto "super" (i supermercati, le superstrade, Superman, il Super Bowl ecc.). Animato da un'autentica fede nel comunismo, rientrato in patria, ha sostenuto con tale rigore la sua parte di agente doppogiochista da risultare insospettabile agli occhi di tutti, anche a quelli di Bon, l'amico di lunga data che è entrato a far parte del famigerato "Phoenix Program" della CIA.
18,00

Palazzokimbo

di Piera Ventre

editore: Neri Pozza

pagine: 425

Nella prima metà degli anni Settanta, Stella, detta a scuola stelladamore, col nome attaccato al cognome, ha un palazzo intero per madre. A Napoli, tutti lo chiamano Palazzokimbo per via dell'enorme insegna pubblicitaria che campeggia sul tetto. Chili e chili di ringhiere, porte blindate, chiavistelli... un clangore di ferro risuona per i suoi otto piani, fino alla cima, una distesa asfaltata e ricoperta di antenne, da cui si scorge tutta la città, compresa la striscia di mare dove si erge la Saint-Gobain, la vetreria proprietaria degli appartamenti in cui vive il personale della fabbrica. Settanta famiglie di operai, come il papà di Stella, e impiegati ed elettricisti che hanno a che fare con silice, ossidi, nitrati e amianto, e rientrano a casa coi vestiti che sopra i baveri sembra vi sia uno spolvero di talco. All'ottavo piano abita la famiglia D'Amore. Ci sono i genitori, zia Marina, la sorella signorina di papà, i nonni paterni, Stella e sua sorella Angela. C'è pure un gatto, battezzato Otto, per un semplice calcolo d'aggiunta. Tanti D'Amore, e ciascuno con un passo e una voce, un modo di sbattere le porte, di strascicare i piedi, di richiudere sportelli, di calibrare il volume della televisione. Quattro piani sotto vive la signora Zazzà, che calza sempre le pantofole, indossa una quantità di stracci variopinti e cela un segreto che nessuno conosce. Quando non si aggira per Palazzokimbo, Stella trascorre il tempo incantato della sua infanzia con Consiglia, l'amica del cuore.
18,00

Geometrie di un panorama sconosciuto

di Vendela Vida

editore: Neri Pozza

pagine: 233

Che cosa può fare una giovane donna profondamente ferita negli affetti più cari, se non partire per mete lontane, lontanissime dalle persone e dai luoghi all'origine dei suoi patemi? È quanto fa la protagonista di queste pagine. Un trolley blu, un anonimo zainetto di tela nera, un biglietto aereo per Casablanca in tasca, e via dalla Florida, via da una sorella gemella che si è rivelata un doppio cattivo di se stessa, via da un marito che ha mostrato un volto ancora peggiore. Casablanca, però, è una città in cui le avversità quelle circostanze che, secondo un noto pensiero, ci insegnano a "farci uscire da noi stessi" - sono all'ordine del giorno. Tutto ha inizio al bancone dell'anonimo albergo dove la giovane donna si reca per prendere possesso della camera prenotata poco prima di partire per il Marocco. Il tempo di appoggiare lo zaino sul trolley, di allungarsi verso il bancone, di riempire il modulo con i dati del passaporto, per fare un'agghiacciante scoperta: lo zainetto di tela nera non c'è più. Volatilizzato con portatile, portafoglio, carte di credito, contanti, macchina fotografica, beauty e tutto il necessario per sopravvivere in un paese straniero. Un'innocente menzogna, affiorata alle labbra giusto per far colpo sulla polizia - "Io sono una giornalista, una giornalista del New York Times" - dà il via a un crescendo tale di equivoci, bugie e fraintendimenti da generare un autentico carosello di false identità, doppi, travestimenti.
16,00

Addii, fischi nel buio, cenni

di Silvio Perrella

editore: Neri Pozza

pagine: 383

I saggi contenuti in questo volume sono stati scritti nel corso di trenta anni. Da qui la tripartizione dell'indice: Anni Ottanta, Anni Novanta, Nel Duemila. Vengono alla luce nella parte terminale del Novecento, ma sono rivolti anche al tempo precedente. In questo senso costituiscono un viaggio all'interno della storia letteraria del Novecento in compagnia della generazione di scrittori che viene qui indicata come la generazione dei nostri antenati. La voce degli antenati, è noto, può continuare a parlarci oppure essere ignorata, e consegnata a un tempo ritenuto irrimediabilmente passato. Nati tra le due guerre mondiali, a volte nello stesso anno in cui nacque il fascismo, gli scrittori che appartengono alla generazione degli antenati "ebbero - come scrive Silvio Perrella nell'introduzione - la possibilità di essere giovani donne e uomini in un momento in cui l'Italia da monarchica diventava repubblicana e sembrava lasciarsi alle spalle il retaggio del precedente regime. Chi in un modo chi in un altro contribuì, sia pure indirettamente, a scrivere la Costituzione, che ancora oggi è considerata una delle poche leggi italiane che non siano dettate dai soliti e italici azzeccagarbugli". Perciò rappresentano "per ragioni insieme storiche e anagrafiche l'ultima generazione dei padri e delle madri. Quelle che vennero dopo, distanziate anche di pochissimi anni, furono invece le generazioni dei figli. Figli e figli dei figli".
18,00

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