Quodlibet: Habitat
La frattura tra architetti e intellettuali, ovvero gli insegnamenti dell'italofilia
di Jean-Louis Cohen
editore: Quodlibet
pagine: 300
In questo libro di culto, pubblicato originariamente come un Bildungsroman nel 1984, Jean-Louis Cohen analizza un momento chia
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Officina Gio Ponti. Scrittura, grafica, architettura, design
editore: Quodlibet
pagine: 275
Il volume raccoglie otto saggi inediti sulla multiforme attività di Gio Ponti distribuiti in quattro aree tematiche, dedicate
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Il giardino in movimento
di Gilles Clément
editore: Quodlibet
pagine: 308
Trent'anni dopo la sua prima pubblicazione, "Il giardino in movimento" racchiude ancora in sé diversi gradi di leggibilità: è
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Amate l'architettura. L'architettura è un cristallo
di Gio Ponti
editore: Quodlibet
pagine: 320
«Non un libro per gli architetti, ma per gli incantati dall'architettura»
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Testi sulla (non più) città
di Rem Koolhaas
editore: Quodlibet
pagine: 230
Atlanta, Singapore, Dubai, Parigi, Lilla, Berlino, Tokyo, New York, Rotterdam, Mosca o ancora Londra: con il suo sviluppo diso
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Con la coda dell'occhio. Scritti sulla fotografia
di Marina Ballo Charmet
editore: Quodlibet
pagine: 181
Il soggetto privilegiato della fotografia di Marina Ballo Charmet è il «sempre visto», ciò che rimane sulla soglia della perce
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Argomenti per un dizionario del design
di Ugo La Pietra
editore: Quodlibet
pagine: 480
«Quando, attraverso il tempo, l'evoluzione del linguaggio passò da poche parole a un numero di espressioni sempre maggiore, di
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L'architettura della partecipazione
di Giancarlo De Carlo
editore: Quodlibet
pagine: 144
Il percorso accademico e professionale di Giancarlo De Carlo congiunge in un'unica vocazione due termini etimologicamente contrapposti: architettura e anarchia, tenendosi sempre al riparo dalle allucinazioni utopistiche tipiche, ad esempio, degli anni Sessanta e Settanta, e anzi mantenendo sempre dritta la barra della "ricerca di un metodo e, soprattutto, di un rigore capaci di restituire credibilità all'approccio disciplinare (Tafuri)". Nello scritto qui pubblicato egli tenta di dimostrare in forma lineare e lucida come l'idea di una architettura partecipata - "quando tutti intervengono in egual misura nella gestione del potere, oppure - forse così è più chiaro - quando non esiste più il potere perché tutti sono direttamente ed egualmente coinvolti nel processo delle decisioni" - possa costituire un'utopia realistica, cioè compiutamente realizzabile. Le distinzioni teoriche messe in campo a tale scopo: progetto vs processo, funzione vs uso, ordine vs disordine e così via, forniscono un armamentario utile ancora oggi per chi tenti di mettere in moto nuove pratiche di partecipazione non solo in campo architettonico.
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Contro l'oggetto. Conversazioni sul design
di Emanuele Quinz
editore: Quodlibet
pagine: 314
«"È impossibile definire il design"
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