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Quodlibet: Lavoro critico

Dispersione ordine distanza. L'illuminismo di Foucault, Luhmann, Blumenberg

di Diego Donna

editore: Quodlibet

pagine: 288

Al centro del dibattito franco-tedesco del Novecento sul ruolo e gli effetti della razionalità moderna, Michel Foucault, Nikla
24,00

Roland Barthes Club Band

editore: Quodlibet

pagine: 224

A un quarto di secolo dalla morte e a un secolo dalla nascita, cosa resta di Roland Barthes e delle creature teoriche che ha g
20,00

Le forme sociali

editore: Quodlibet

pagine: 176

Le forze sociali continuamente si compongono, scompongono e ricompongono in forme che definiscono il modo in cui il sociale organizza il sistema delle proprie relazioni. Ogni forma è, dunque, solo una delle possibilità sociali di interazione, sempre mutevole e sempre mutabile. Il CeRC - Centre for Governmentality and Disability Studies "Robert Castel" e il GRiOS - Centro studi sull'Ontologia Sociale hanno promosso un confronto fra le prospettive antropologiche, filosofiche e sociologiche per esplorare alcuni usi e declinazioni della nozione di "forma sociale", ragionare sugli strumenti della sua indagine e analizzare parte dei codici culturali che strutturano l'esperienza quotidiana dell'ordine sociale delle formazioni, delle deformazioni e dell'informe.
16,00

Lungo lento. Maratona e pratica del limite

di Paolo Maccagno

editore: Quodlibet

pagine: 133

"Questo è un libro sull'umano e sui suoi limiti. Il suo ritmo è quello lento della maratona, che assomiglia a un'esplorazione di possibilità, assomiglia all'evoluzione. Solo due milioni di anni fa, e solo con il genere Homo, inizia la crescita dell'encefalo. Ben prima, l'innovazione che ci fece divergere da tutte le altre grandi scimmie scaturì dai piedi e dalla loro meccanica. Precisamente, dalla postura bipede: un'invenzione formidabile, ma anche imperfetta, come spesso accade nell'evoluzione. Quale sia stata la sua funzione iniziale, a noi figli della Rift Valley il bipedismo ha regalato doni preziosi come la corsa sulle lunghe distanze e l'uso libero delle mani. Dunque 'la storia dell'umanità inizia con i piedi', come scriveva nel 1964 il grande antropologo e archeologo André Leroi-Gourhan, una perfetta premessa evoluzionistica a questa originale monografia di un maratoneta e antropologo, ricercatore del limite e della diversità."
15,00

L'eminenza grigia. Autobiografia della polvere

di Fabio Coccetti

editore: Quodlibet

pagine: 384

Un celeberrimo mito d'origine ha provato a svilire la polvere, equiparandola a un nulla che siamo stati e al quale ritorneremo. Ma la materia Grigia non cede al discredito e alla diffamazione, e permane. Chiunque abbia a che fare con la polvere sa infatti che essa non compare, piuttosto ricompare: come il rimosso ritorna, identica a se stessa, là dove in fondo è sempre stata. Però, se ogni tentativo di rimuoverla è destinato a fallire e ci limitiamo di fatto, con le nostre grossolane operazioni di pulizia, a rimuoverla, a metterla in movimento per l'ennesima volta, una ragione c'è: la nostra casa è anche la sua casa. Ogni equivoco nasce dalla colpevole rimozione di questa evidenza. Il suo destino, a differenza del nostro, è di restare e, soprattutto, di resistere, sopravvivendo alla disfatta dei nostri sistemi di produzione del senso. Così, fra Bacon, stoviglie da cucina, urne cinerarie, foto di un bob assassino, Duchamp, menti lucide, specchi infranti, Giacometti, Morandi, Parmiggiani, mondi fluttuanti, taccuini magici e arti fantasma, la biografia della Grigia è anche il racconto di una eternità fragile che, con il suo rumore silenzioso, non smetterà mai di interpellarci.
25,00

Gli occhiali di Pessoa. Studio sugli eteronomi e la modernità

di Ercole Giap Parini

editore: Quodlibet

pagine: 104

Fernando Pessoa visse una breve esistenza e molte vite, a cavallo dei due densi secoli in cui si è ridefinito il rapporto tra
15,00

Spazi Uniti d'America. Etnografia di un immaginario

di Matteo Meschiari

editore: Quodlibet

pagine: 151

Dov'è l'America? Nemmeno gli Americani lo sanno. Ci sono voluti cinque secoli per addomesticare un continente, ma non sono bastati per esorcizzare un inquietante eccesso di spazio: l'America è troppo vasta, per pensarla tutta bisogna pensarla a pezzi, e per unire i pezzi bisogna inventarla. Miti e narrazioni di conquista ci hanno provato da subito, riempiendo la mappa di monumenti privati e di pubbliche dimore, ma oltre a luoghi-per-sempre abbiamo bisogno di luoghi-valvola, di fast-places da abitare per un giorno, e da smontare al mattino come una tenda. On the road antropologico attraverso spazi del fuori, del limite e del quotidiano, questo libro percorre le molte Americhe che hanno fatto l'America. A vent'anni dalla pubblicazione di "Nonluoghi" di Marc Augé, la riflessione sul "fare luogo" registra una svolta, interrogando in modo nuovo la diversità spaziale delle culture.
16,00

E la carne si fece verbo

Il discorso sul libertinaggio politico nell'Italia del nouveau régime

 

editore: Quodlibet

pagine: 144

A partire dalla primavera del 2009, le condotte sessuali degli uomini di governo sono diventate oggetto di interrogazione mora
18,00

Lévi-Strauss. Fuori di sé

editore: Quodlibet

pagine: 265

In occasione del centenario della nascita di Claude Lévi-Strauss, per onorare il grande maestro, Marino Niola offre una raccol
24,00

Critica del trauma. Modelli, metodi ed esperienze etnopsichiatriche

di Natale Losi

editore: Quodlibet

pagine: 215

Il pensiero del "trauma" nasce nella mente del soccorritore ancor prima che in quella di chi viene soccorso
18,00

Pietre di pane. Un'antropologia del restare

di Vito Teti

editore: Quodlibet

pagine: 188

Nulla più dell'idea del "restare" potrebbe apparire estraneo alla storia del sapere etnografico. Restare sembra l'antitesi del viaggiare, del mettersi in discussione, della disponibilità al disordine, alla scoperta, all'incontro. Ma davvero l'idea e la pratica del restare sono inconciliabili con l'esperienza antropologica? E, soprattutto, è possibile pensare un viaggiare separatamente dall'esperienza del restare, e davvero il restare va accostato all'immobilità, alla scelta di non incontrare l'alterità e di non fare i conti con la propria ombra, il proprio doppio? L'avventura del restare - la fatica, l'asprezza, la bellezza, l'etica della "restanza" - non è meno decisiva e fondante dell'avventura del viaggiare. Attraverso racconti, memorie, note di viaggio e riflessioni, che si fondono in un romanzo antropologico ambientato tra la Calabria e il Canada, Vito Teti ricostruisce la complessità della "restanza", senza nessun cedimento a un'estetica dell'immobilismo e con una sofferta interrogazione sul senso dell'erranza nell'epoca della modernizzazione globale.
20,00

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