Il tuo browser non supporta JavaScript!

Salerno: Quaderni di Filologia e critica

«Erano i capei d'oro a l'aura sparsi». Metamorfosi delle chiome femminili tra Petrarca e Tasso

di Alessandra P. Macinante

editore: Salerno

pagine: 91

I capelli d'oro sono uno dei topoi più famosi (e abusati) della lirica italiana, almeno fino all'Ottocento. In queste pagine l'autrice analizza i più celebri ritratti femminili della poesia fiorita in Italia nei secoli XIII e XIV, per poi soffermarsi sul magistrale riuso operato da Tasso nella "Liberata". Il tema della descriptio puellae è trattato in maniera innovativa alla luce della teoria classica del tetracromatismo, che prevedeva da parte del poeta l'impiego di soli quattro colori (il bianco, il nero, il giallo, il rosso). Riferimenti al topos dei capelli biondi femminili sono già nei poeti siciliani, ma è con Cino da Pistoia che l'immagine delle chiome dorate assume una valenza significativa, prima che Petrarca la potenzi semanticamente rendendola esemplare. Il percorso definito in queste pagine, ricche di esemplificazioni attinte a testi di varia tipologia e datazione, prosegue con Boccaccio e Tasso: il novelliere e il poeta cinquecentesco contaminano il canone lirico, l'uno ricorrendo a moduli narrativi, l'altro trasformando le esili fanciulle bionde della tradizione lirica in coraggiose eroine pronte alla battaglia. Il volume ricostruisce dunque un percorso tematico che va dalla lirica delle Origini alla fine del Cinquecento, tracciando attraverso il particolare del colore dei capelli una storia dell'immagine femminile che tocca in profondità i valori stessi della poesia.
13,50

Bibliografia della lirica italiana minore del Trecento (BLIMT). Autori, edizioni, studi

di Teresa Nocita

editore: Salerno

pagine: 144

Strumento di consultazione nato per rispondere a un'esigenza primaria degli studi filologici e letterari, questo repertorio è stato allestito sulla base di ricerche bibliografiche e sondaggi diretti nel patrimonio manoscritto di biblioteche italiane e straniere, protratti per diversi anni. La BLIMT recensisce le edizioni di riferimento di 224 autori (da Antonio da Ferrara a Sennuccio del Bene, da Giovanni Quirini ad Antonio Pucci, da Nerio Moscoli a Guglielmo Maramauro, per citarne solo alcuni) e raccoglie l'indicazione degli studi critici pubblicati su di essi nell'ultimo quarto di secolo, ambendo alla maggiore completezza possibile. Corredano adeguatamente l'opera una Introduzione dove si passano in rassegna le principali sillogi di lirica trecentesca e le più importanti monografie, e viene identificata la nuova tipologia del codice "municipale", considerato peculiare di questa specifica tradizione testuale , un'ampia Bibliografia e i necessari Indici finali.
14,00
14,00

Le stampe dantesche postillate delle biblioteche fiorentine

di Natascia Bianchi

editore: Salerno

pagine: 108

Le stampe dantesche postillate è il primo volume di una serie di studi che indagano sullo studio e la tradizione delle rare edizioni dantesche a stampa. Questo volume è dedicato alle edizioni della Commedia e del Convivio stampate tra Quattro e Cinquecento che, passate tra le mani di lettori e studiosi anonimi, noti o riconoscibili, sono state studiate e annotate a mano nel corso dei secoli. Il libro è il risultato di indagini condotte nei fondi librari delle Biblioteche Marucelliana, Medicea Laurenziana, Riccardiana, dell'Accademia della Crusca e della Società Dantesca. Ben 73 volumi postillati sono qui catalogati e minuziosamente descritti.
15,00

Dante e Guido Cavalcanti: il dissidio per la «Vita nuova» e il «Disdegno» di Guido

di Enrico Malato

editore: Salerno

pagine: 196

Questa seconda edizione è arricchita di novità che approfondiscono il tema del complesso rapporto tra Dante Alighieri e Guido Cavalcanti, aggiungendo un nuovo contributo alla filologia dantesca. Le scintille tra i due poeti, sorte per una differente visione dell'amore (mezzo che stimola al cammino verso il divino per Dante, sentimento passionale travolgente per Guido), hanno ispirato entrambi in diverse composizioni. La tesi dell'autore lascia intravvedere nuove prospettive di studio del'opera dantesca. La "Commedia", infatti, potrebbe essere una sorta di elaborata risposta di Dante a Guido e, in questa prospettiva, alcuni passi rimasti oscuri fino ad oggi, troverebbero oggi una nuova possibilità interpretativa.
18,00

Storie e canzoni. Le stampe popolari della raccolta di Luigi Giuseppe De Simone. Censimento

editore: Salerno

pagine: 184

Il presente volume rende conto di una preziosa raccolta di varie operette (oltre 200 rarissimi libretti popolari a stampa prevalentemente dell'Ottocento conservata presso la Biblioteca Provinciale N. Bernardini di Lecce) inventariata e descritta da Luigi Giuseppe De Simone (Lecce, 1835 Arnesano di Lecce, 1902), magistrato salentino e studioso dagli interessi variegati, che gli valsero fitti rapporti con molti intellettuali nazionali ed europei. Tra questi libretti si trovano riedizioni di antichi e noti cantari, poemetti pastorali, religiosi, storici, storie d'amore, di duelli, di briganti e assassini, contrasti, canzoni carnevalesche napoletane.
16,00
40,00
15,00
8,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.