«La figura dell'osservatore pare fuori moda. L'esercizio poetico si è concentrato, ricavandone prestigio presso i critici, nella lavorazione tecnica, nell'evidenziazione di una padronanza professionale. Nessi si muove diversamente, ricercando e costituendo aderenze tra persone e oggetti non privilegiati, come fosse munito di un invisibile registratore. Ne risentono, spregiudicatamente, linguaggio e tematica; il primo, per pacati e saldi innesti del parlato, e non con il compiacimento della citazione sconcertante o del prezioso reperto, ma per combinatorietà necessaria; la seconda, per un processo interessante su cui vorrei fermarmi. Accade cioè che la malinconia del luogo appartato o il traffico della zona di transito, un composto che la leggenda non puramente turistica, asserisce patetico e sostanzialmente tranquillo, per l'osservatore partecipe trapassi sottilmente in una crudeltà senza pace, nell'ambiguità minacciosa che nulla può preservare. Il movimento, dovuto come si diceva all'incrocio fruttuoso di un'attenzione paziente e di una collocazione generosa, sorge dal conosciuto, dal frequentemente praticato, dagli esempi del vissuto, dalle consuetudini quotidiane, disoccultandone la speranza delusa, sino all'espressione della verità sgradevole, dalla radicalità esistenziale» (dalla prefazione di Giancarlo Majorino)
Rasoterra
| Titolo | Rasoterra |
| Autore | Alberto Nessi |
| Collana | Versanti |
| Editore | Casagrande |
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| Pagine | 120 |
| Pubblicazione | 2000 |
| ISBN | 9788877130983 |
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