Le Confessioni di un visionario costituiscono una viva testimonianza di un momento decisivo nella storia del Cantone Ticino: il colpo di stato del 1890 segna infatti la fine del monopolio di uno dei due partiti - che durante tutto il secolo si erano contesi il potere con lotte aspre e spesso violente - e l'introduzione, voluta dal Consiglio federale, di un governo misto e del sistema di voto proporzionale, sistema quest'ultimo che rappresentò una novità in Svizzera. Le Confessioni sono la testimonianza dell'ideologo della conciliazione tra i partiti storici: Alfredo Pioda è fautore di una politica moderata e centrista («se siamo liberali o conservatori, siamo prima d'ogni cosa ticinesi»), e di un rinnovamento radicale del costume politico ticinese, basato allora sull'opposizione intransigente tra liberali e conservatori. Da qui le critiche alla stampa, alla prassi giudiziaria, all'«esclusivismo», alla violenza, al predominio del ceto degli avvocati «Signori e Padroni del Canton Ticino», ecc., critiche che non risparmiano nemmeno il partito liberale del Pioda.
Le confessioni di un visionario
| Titolo | Le confessioni di un visionario |
| Autore | Alfredo Pioda |
| Collana | Testi e documenti di storia ticinese |
| Editore | Casagrande |
| Formato |
|
| Pagine | 304 |
| Pubblicazione | 2000 |
| ISBN | 9788877130679 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


