Nel corso della storia, la tecnologia applicata
a fini bellici ha rivestito un ruolo fondamentale
nell’esercizio della guerra. Dalla scoperta
della polvere da sparo all’impiego delle armi
nucleari, le innovazioni militari hanno
progressivamente alterato le modalità del
warfare, spesso garantendo la vittoria a chi
per primo riuscisse a padroneggiarle. Questa
regolarità è oggi evidente nell’applicazione
della tecnologia informatica sui sistemi
d’arma più avanzati. Tali strumenti, secondo
alcuni analisti, avrebbero portato a una vera
e propria Rivoluzione negli Affari Militari
(RMA), modificando profondamente le
caratteristiche della guerra. Gli Stati Uniti, in
particolare, sarebbero riusciti a sfruttare tali
progressi per consolidare il proprio primato
mondiale e rimodellare il warfare a proprio
piacimento. Come testimoniato dai conflitti
in Iraq, Afghanistan e Kosovo, infatti, l’esercito
americano è riuscito a conseguire una
rapida vittoria con perdite estremamente
ridotte. Tuttavia, la superiorità dell’America
nei confronti dei propri avversari non è sufficiente
a suffragare l’ipotesi della RMA.
Rimane quindi aperto il quesito: quale impatto
hanno le innovazioni militari sulle modalità di
esercizio della violenza? Per rispondere a tale
interrogativo, il volume di Andrea Locatelli
indaga le modalità in cui le innovazioni
vengono recepite dalle Forze Armate concentrandosi
sull’esperienza americana degli ultimi
venti anni. Ne emerge un quadro complesso e
articolato, che sancisce il fallimento della
Rivoluzione negli Affari Militari e aiuta a comprendere
gli effetti – spesso imprevedibili –
delle innovazioni militari
Biografia dell'autore
Andrea Locatelli è assegnista di ricerca presso
l’Università Cattolica del Sacro Cuore. In
precedenza è stato borsista post-dottorato
presso l’Università di Bologna e scholar-inresidence
presso il Center for European
Studies della Carleton University (Canada). Ha
conseguito il dottorato in Scienza Politica
presso l’Università di Firenze, la specializzazione
in Economia e Relazioni Internazionali
presso l’ASERI e la laurea in Scienze Politiche
presso l’Università di Bologna (sede di Forlì). È
stato docente a contratto e visiting professor
presso svariati atenei in Italia e all’estero,
tra cui l’Università Cattolica di Milano,
l’Università di Pavia, la University of Ghana,
Novosibirsk State University (Russia),
Pázmány Péter Catholic University (Ungheria)
e Carleton University.


