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Vita e pensiero: Università/Relazioni internazionali e scienza politica

Cognitive Analysis of Decisionmaking

The Case of Israel in the October 1973 Conflict

di Matteo Legrenzi

editore: Vita e pensiero

pagine: 96

The dynamics that underlie information processing in foreign policy decisionmaking, the resultant biases and errors, and implications for the quality of decisions are tested with reference to Israeli decision making during the 1973 conflict. The book focuses on how Israeli decision makers faced the unavoidable tasks of assessing risks and forming risk preferences in the buildup to the conflict. It emphasizes the way some key assumptions shaped the cognitive filters through which information was processed and how this led to a narrow framing of the choices that were available. At a broader level the book makes the case that the way a particular war is initiated, and even more importantly, the manner in which the outcome of a particular conflict is conceptualized, directly affects the standing of actors in the international system.
12,00

La primavera araba

Origini ed effetti delle rivolte che stanno cambiando il Medio Oriente. Introduzione di Vittorio Emanuele Parsi

di Stefano Maria Torelli

editore: Vita e pensiero

pagine: 288

EBOOK IN VENDITA SU BOOKREPUBLIC: http://www.bookrepublic.it/books/publishers/Vita%20e%20Pensiero/ 17 dicembre 2010: il giovane ambulante tunisino Mohamed Bouazizi si dà alle fiamme per protestare contro la polizia che aveva sequestrato la mercanzia che cercava di vendere per la strada. Quello che sembrava un episodio come tanti ha segnato, simbolicamente, l’inizio di una serie di cambiamenti epocali nell’area del Mediterraneo e del Vicino Oriente. Mentre in alcuni Paesi, come la Siria, si continua a combattere, in altri, come Tunisia, Egitto e Libia, regimi che credevamo oramai consolidati sono caduti, facendo emergere le enormi contraddizioni, ma anche le grandi speranze, di un mondo che, dall’altra parte del mare, abbiamo sempre giudicato ‘immutabile nel suo apparente immobilismo’. Cosa c’è davvero dietro alle piazze colme di giovani che inneggiano alla libertà e per questa hanno deciso di morire? Quali sono e da dove nascono storicamente le dinamiche che hanno dato vita alle rivolte? E soprattutto cosa accadrà ora che l’argine si è rotto e l’onda della ‘primavera araba’ sembra poter travolgere gli equilibri, già precari e complessi, della regione? Nulla sarà davvero più come prima? Sono domande a cui questo libro intende rispondere attraverso il contributo di studiosi che hanno analizzato sia i Paesi direttamente coinvolti dalle sollevazioni, sia gli attori regionali che, pur non essendone stati direttamente toccati, ne sono in qualche modo interessati, per cercare non solo di conoscere, ma anche e soprattutto di comprendere il senso delle rivolte arabe e i loro possibili esiti, per nulla scontati.
25,00

Challenges of Development: Asian Perspectives

di Francesco Bestagno

editore: Vita e pensiero

pagine: 192

This book collects the essays of a distinguished group of scholars, practitioners and officials focusing on Asia, one of the key areas of the developing world. The themes presented in this book reflect topical challenges faced by this continent in its much striven efforts for development. The editors’ intention has been to promote the knowledge of the perception by Asian Countries of their developing needs and of the policy measures that can be used to foster development. What is the role assigned, in the perspective of key Asian countries, to crucial factors like fundamental rights, the rule of law, environmental protection, trade liberalization? The concepts of development, environmental protection, climate change, use and distribution of natural resources are discussed through the well-known paradigm of sustainable development. But this exercise is more focused, being carried out through the lens of key ideas, and from the perspective of the various countries-areas and the personal views of the respective authors. These key notions are the rights to life and to development, and more generally human rights, equitable distribution of resources, common but differentiated responsibility, the pivotal role of finance, trade and knowledge-and-technology transfer to developing countries to trigger and support sustainable development. Analyzing the challenges of development from an Asian perspective does not lead to results which are only of limited interest to this continent. It is exactly because of its protean complexity that Asia can offer useful lessons for development in other areas of the developing world – and maybe even beyond. CONTENTS: FRANCESCO BESTAGNO - LUCA RUBINI, Introduction SEEMA SAPRA, Sustainable Development and the Role of the Indian Supreme Court ZHIXIONG HUANG, The Right to Development: The Chinese Perspective GIUSEPPE GABUSI, From the Roaring Nineties’ to the Doha Stalemate: China’s Development within the WTO Negotiation Framework CELINE TAN, Financing for Sustainable Development: The Challenges Ahead for Asian Economies STEFANO INAMA, Is South-South Regionalism in South-East Asia Really Liberalizing Trade? The Implementation of the ASEAN-China Free Trade Area SIMONA BERETTA, Epilogue: Immaterial Conditions Matter for Sustainable Development
19,00

Tecnologia militare e guerra

Gli Stati Uniti dopo la rivoluzione negli affari militari

di Andrea Locatelli

editore: Vita e pensiero

pagine: 264

Nel corso della storia, la tecnologia applicata a fini bellici ha rivestito un ruolo fondamentale nell’esercizio della guerra. Dalla scoperta della polvere da sparo all’impiego delle armi nucleari, le innovazioni militari hanno progressivamente alterato le modalità del warfare, spesso garantendo la vittoria a chi per primo riuscisse a padroneggiarle. Questa regolarità è oggi evidente nell’applicazione della tecnologia informatica sui sistemi d’arma più avanzati. Tali strumenti, secondo alcuni analisti, avrebbero portato a una vera e propria Rivoluzione negli Affari Militari (RMA), modificando profondamente le caratteristiche della guerra. Gli Stati Uniti, in particolare, sarebbero riusciti a sfruttare tali progressi per consolidare il proprio primato mondiale e rimodellare il warfare a proprio piacimento. Come testimoniato dai conflitti in Iraq, Afghanistan e Kosovo, infatti, l’esercito americano è riuscito a conseguire una rapida vittoria con perdite estremamente ridotte. Tuttavia, la superiorità dell’America nei confronti dei propri avversari non è sufficiente a suffragare l’ipotesi della RMA. Rimane quindi aperto il quesito: quale impatto hanno le innovazioni militari sulle modalità di esercizio della violenza? Per rispondere a tale interrogativo, il volume di Andrea Locatelli indaga le modalità in cui le innovazioni vengono recepite dalle Forze Armate concentrandosi sull’esperienza americana degli ultimi venti anni. Ne emerge un quadro complesso e articolato, che sancisce il fallimento della Rivoluzione negli Affari Militari e aiuta a comprendere gli effetti – spesso imprevedibili – delle innovazioni militari
22,00

La guerra nello Stato

Forme della violenza nei conflitti intrastatali contemporanei

editore: Vita e pensiero

pagine: 216

Guerre civili, azioni di ‘guerriglieri’ e ‘terroristi’ sono uno dei fenomeni più studiati dalle scienze sociali a livello internazionale e negli ultimi anni riempiono i notiziari e le pagine dei giornali. La guerra nello Stato si pone l’obbiettivo di colmare la relativa assenza di ricerca sul tema in Italia, sia ricostruendo il vivace dibattito teorico che si è sviluppato fra gli studiosi sia offrendo contributi originali che trattano alcuni specifici conflitti intrastatali, le loro origini e i modi in cui sono combattuti. La prima parte analizza il legame di questi combattimenti con il sistema internazionale nato dopo la fine della Guerra fredda, utilizzando ipotesi e schemi interpretativi della scienza politica e delle relazioni internazionali contemporanee e guardando all’importante relazione fra la presenza di risorse naturali e il manifestarsi dei conflitti. Nella seconda parte l’attenzione si sposta in particolare sulla Bosnia, il Libano, la Palestina e il Sudan. Con riguardo a questi casi specifici, si mettono in evidenza importanti dinamiche sugli attori, le loro strategie, le interazioni e l’influenza dei contesti locali. Il volume vorrebbe essere un punto di riferimento su un tema importante ma ancora poco esplorato, e come tale si rivolge non solo a studenti universitari e ‘addetti ai lavori’, ma anche a coloro che, all’interno di un pubblico più ampio, vogliano riflettere criticamente su un fenomeno così drammaticamente attuale nella politica mondiale.
18,00

Sfide globali per il Leviatano

Una filosofia politica delle armi nucleari e del riscaldamento globale

di Furio Cerutti

editore: Vita e pensiero

pagine: 336

Lo Stato sovrano creato all’inizio dell’età moderna non risulta più capace di proteggere noi e tanto meno le generazioni future dal pericolo di una guerra nucleare e dagli effetti del riscaldamento globale, le uniche due sfide veramente globali che chiudono la modernità – ma in modo ben diverso da quel che credono i ‘postmoderni’. La politica si trova ormai dinanzi al compito di lavorare per la sopravvivenza della civiltà materiale che rende possibile la vita del genere umano – e non semplicemente per la sicurezza dei singoli Stati. Ci riuscirà o fallirà? Furio Cerutti ricostruisce qui la genesi storica di quelle minacce letali sorte dalle attività stesse degli uomini e s’interroga sul significato profondo del nostro rapporto con i posteri, la vera chiave per capire se siamo tenuti o meno a fare sacrifici a loro beneficio. Rinuncia invece a fornire ricette di immediata – e caduca – spendibilità politica, preferendo penetrare con sguardo analitico i problemi normativi e istituzionali che soggiacciono alle sfide globali. Questo libro «audace» (Andrew Gamble, recensione dell’originale inglese su «The Political Quarterly»), «rigoroso e ben costruito» (Giacomo Marramao su «Iride») è amaro nel dar nome al male che gli esseri umani hanno fatto e rischiano di fare a se stessi, ma rifugge dal catastrofismo e dai toni predicatori, attestandosi su un discorso insieme filosofico e scientifico che include la scienza politica, la strategia nucleare e la climatologia. «Un libro impegnativo, ma non difficile», come ha scritto un altro recensore, Luca Fonnesu, grazie alla limpidezza delle argomentazioni e alla loro ricca illustrazione empirica.
25,00

Il Mediterraneo nelle relazioni internazionali

editore: Vita e pensiero

pagine: 240

Culla di civiltà e crogiolo di culture, il Mediterraneo ha da sempre costituito un'arena di incontro e il luogo di genesi di p
20,00

Il 'buon ribelle'

Organizzazioni armate e violenza sui civili nei conflitti intrastatali

di Francesco N. Moro

editore: Vita e pensiero

pagine: 220

La violenza sui civili è uno dei fenomeni più diffusi all’interno dei conflitti intrastatali. Le immagini televisive e i reportage mostrano di frequente come ribellioni condotte in nome del popolo abbiano il popolo stesso come sua prima vittima. Il ‘buon ribelle’, il combattente per la libertà, è una figura tanto popolare quanto, spesso, mitica. Molti movimenti ribelli nella realtà non esitano a usare la violenza contro quella stessa popolazione civile di cui si proclamano difensori. Esistono dunque notevoli differenze fra ‘miti’ e ‘realtà’ e fra i metodi d’azione e gli obiettivi delle diverse organizzazioni insurrezionali nel mondo reale. L’autore del volume analizza le ragioni che portano i ribelli alla scelta di ricorrere alla violenza contro la popolazione civile. A tal fine, percorre e rivisita la ricca letteratura emersa sul tema negli ultimi anni all’interno delle scienze sociali e propone alcune interpretazioni originali sulle cause di tali decisioni che insistono sulle preferenze strategiche e la struttura organizzativa dei gruppi e sulle sfide che questi si trovano ad affrontare nei contesti ‘locali’ della loro azione. Alla sezione teorica segue una sezione empirica in cui si prendono in considerazione le azioni di diversi gruppi armati nei conflitti in Sudafrica, Guatemala, Libano e Bosnia-Erzegovina. Questa analisi fornisce un primo riscontro delle ipotesi avanzate e tenta di illuminare più da vicino gli specifici meccanismi che descrivono, e in parte spiegano, le azioni dei gruppi armati.
20,00

Dopo la guerra

Grandi potenze e riallineamenti dopo i conflitti egemonici

di Simone Pasquazzi

editore: Vita e pensiero

pagine: 280

Come cambiano gli allineamenti fra le grandi potenze dopo i conflitti egemonici? Quali cause spiegano la fine delle coalizioni vittoriose e la genesi di nuove grandi rivalità strategiche? Il volume risponde a questi interrogativi mettendo a confronto la teoria neorealista del balance of power, secondo cui gli stati si allineano in modo da favorire l’equilibrio di potenza, e la teoria liberale della ‘struttura interna’, per cui gli stati si allineano in base alle loro caratteristiche politico-ideologiche, economiche e sociali. Analizzandone le dinamiche causali dopo le Guerre napoleoniche e dopo la Prima guerra mondiale, l’autore dimostra come i riallineamenti postbellici fra le grandi potenze siano spiegati meglio dalla seconda prospettiva teorica (conclusione che sembra peraltro confortata non solo dall’esito del riallineamento successivo alla Seconda guerra mondiale, ma anche dal persistere dell’Alleanza atlantica dopo la Guerra fredda). Oltre a importanti spunti per il dibattito teorico fra le diverse scuole di pensiero internazionalistiche, da questo studio si possono trarre riflessioni strategiche di particolare valenza sia sui futuri rapporti fra potenze consolidate (come gli USA) e potenze emergenti (Cina in testa), sia sul funzionamento e i destini delle principali istituzioni internazionali di sicurezza.
24,00

L'onda lunga delle Primavere arabe

Implicazioni teoriche e sfide geopolitiche

editore: Vita e pensiero

pagine: 256

Gli eventi accaduti nei primi mesi del 2011 hanno rivoluzionato il contesto geopolitico mediorientale. Regimi che si trascinavano da decenni, apparentemente solidi, sono rapidamente crollati; nuovi equilibri sono emersi nell’area e, fatto non secondario, la capacità di influenza delle grandi potenze nella regione si è rivelata effimera. Alla profondità dei fenomeni che hanno interessato i Paesi del Mediterraneo allargato non è purtroppo corrisposta un’adeguata capacità di comprensione. Molti aspetti delle Primavere arabe risultano tuttora inspiegati. È stato davvero toccato un punto di non ritorno? Oppure gli elementi di continuità torneranno a prevalere sulle spinte al cambiamento? Quali sono le cause profonde dell’erosione dei regimi autoritari? Quali possibilità si aprono per gli Stati europei – e l’Italia in particolare – nel difficile tentativo di instaurare nuovi legami con questi Paesi? Per dare una risposta a tali interrogativi, il volume illumina i fenomeni in questione alla luce delle principali teorie della Scienza Politica e delle Relazioni Internazionali. Il quadro che ne emerge fornisce un’accurata descrizione delle complesse dinamiche mediorientali contemporanee e suggerisce nuovi sentieri di ricerca.
20,00

Il nuovo governo del mondo

Ideologie, strutture, contropoteri

di Georges Corm

editore: Vita e pensiero

pagine: 280

La crisi mondiale apertasi negli anni 2007-2009 e non ancora conclusa ha rivelato agli occhi di tutti le responsabilità e le terribili conseguenze della globalizzazione e della speculazione finanziaria. Eppure nulla sembra essere cambiato. Perché una simile inerzia pericolosa del mondo politico ed economico? Georges Corm esplora in questo volume le ragioni e i meccanismi attraverso i quali la cosiddetta ‘civiltà degli affari’ continua a riprodurre se stessa nonostante il fallimento dei suoi modelli e la crisi in cui ha precipitato non solo il mondo dei mercati, ma la vita delle persone. Forte della sua competenza in campo economico ma anche, e soprattutto, della sua pratica di analisi storica degli avvenimenti politici e sociali della nostra epoca, Corm inizia mettendo a fuoco le fonti ideologiche che stanno alla base del potere globale e lo cristallizzano in un ostinato immobilismo. Si tratta, egli dice, di vecchie dispute filosofiche che hanno lacerato la storia dell’Europa e che oggi si incarnano sostanzialmente in un neoliberismo alimentato da un idealismo semplicistico, da un misticismo pervicace che ricorda lo spirito dottrinario del socialismo ‘scientifico’. Questa dogmatica neoliberista è poi confermata dall’odierno insegnamento dell’economia, che sforna un vero e proprio esercito di diplomati e laureati destinati a formare l’armatura burocratica del sistema economico mondializzato, impedendone una riforma di ampia portata. E tra questi milioni di studenti ci sono anche i futuri leader del potere globale, il quale dunque si rafforza nella sua struttura piramidale e nelle sue reti transnazionali, veicolando un modello economico e sociale di grande e pericoloso fascino. Infine, Corm affronta i meccanismi della finanziarizzazione dell’economia e la sua cieca gestione attraverso freddi modelli econometrici, con il conseguente abbandono dei principi di etica e moralità nel mondo degli affari. Cosa interromperà questa catena di crisi? Da dove partirà il riscatto, la scintilla del cambiamento? L’analisi di Corm cede qui il passo all’indicazione di un futuro possibile, anche se non facile da attuare, che parta anzitutto da una profonda rivoluzione degli stili di vita. Solo una ‘de-globalizzazione’ delle menti può dare l’avvio alla riforma dei sistemi economici e politici a favore di un ‘mondo aperto’, di un’economia solidale e umana in cui trovino nuovamente spazio i valori etici e l’equità.
22,00

Diritti umani e identità religiosa

Islam e Cristianesimo in Medio Oriente: un profilo storico giuridico

editore: Vita e pensiero

pagine: 168

Il fattore identitario religioso è sempre stato elemento determinante e discriminante nei processi di formazione degli ordinamenti politici e giuridici. La storia dell’Europa, dalla fine del Medioevo all’epoca moderna e contemporanea, testimonia il processo di nascita delle nazioni e della rule of law attraverso una progressiva, inesorabile, e sovente conflittuale, espulsione del fattore religioso dagli architravi portanti i presupposti etici normativi dello Stato. Con il termine della Guerra Fredda diversi autori si sono avventurati nella previsione della fine dei fattori identitari degli Stati, in virtù dell’avvento di una nuova ‘età dell’oro’ all’insegna dei principi della democrazia e dei diritti umani nella scia del formidabile processo di globalizzazione delle istituzioni politiche. Gli eventi degli ultimi due decenni paiono smentire tale profezia. La storia degli ordinamenti giuridici più recenti non può infatti ignorare la reviviscenza strutturale di fattori identitari quali la religione, la lingua, l’appartenenza etnica, che concorrono in misura determinante a ostacolare i processi di internazionalizzazione dei diritti umani. È questo il caso topico del mondo arabo islamico, dove ai violenti sconvolgimenti dell’assetto politico di numerosi Stati, precedenti e successivi alla Primavera araba, si accompagna una netta conferma della religione islamica quale unico – e non di rado discriminante – fondamento etico, giuridico e normativo delle libertà fondamentali della persona negli ordinamenti nazionali e sovranazionali. La ricostruzione storica del processo di riconoscimento dei diritti umani, e della libertà religiosa delle comunità cristiane in particolare, negli Stati di fede islamica in Medio Oriente conferma come la concezione universalista dei diritti umani non abbia ad oggi risolto armoniosamente il suo confronto con il delicato e ineludibile tema della libertà religiosa nella sfera dello spazio pubblico.
16,00

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