La violenza sui civili è uno dei fenomeni più
diffusi all’interno dei conflitti intrastatali.
Le immagini televisive e i reportage
mostrano di frequente come ribellioni condotte
in nome del popolo abbiano il popolo
stesso come sua prima vittima. Il ‘buon
ribelle’, il combattente per la libertà, è una
figura tanto popolare quanto, spesso, mitica.
Molti movimenti ribelli nella realtà non
esitano a usare la violenza contro quella
stessa popolazione civile di cui si proclamano
difensori. Esistono dunque notevoli
differenze fra ‘miti’ e ‘realtà’ e fra i metodi
d’azione e gli obiettivi delle diverse organizzazioni
insurrezionali nel mondo reale.
L’autore del volume analizza le ragioni che portano i ribelli alla scelta di ricorrere alla violenza contro la popolazione civile. A tal fine, percorre e rivisita la ricca letteratura emersa sul tema negli ultimi anni all’interno delle scienze sociali e propone alcune interpretazioni originali sulle cause di tali decisioni che insistono sulle preferenze strategiche e la struttura organizzativa dei gruppi e sulle sfide che questi si trovano ad affrontare nei contesti ‘locali’ della loro azione. Alla sezione teorica segue una sezione empirica in cui si prendono in considerazione le azioni di diversi gruppi armati nei conflitti in Sudafrica, Guatemala, Libano e Bosnia-Erzegovina. Questa analisi fornisce un primo riscontro delle ipotesi avanzate e tenta di illuminare più da vicino gli specifici meccanismi che descrivono, e in parte spiegano, le azioni dei gruppi armati.
L’autore del volume analizza le ragioni che portano i ribelli alla scelta di ricorrere alla violenza contro la popolazione civile. A tal fine, percorre e rivisita la ricca letteratura emersa sul tema negli ultimi anni all’interno delle scienze sociali e propone alcune interpretazioni originali sulle cause di tali decisioni che insistono sulle preferenze strategiche e la struttura organizzativa dei gruppi e sulle sfide che questi si trovano ad affrontare nei contesti ‘locali’ della loro azione. Alla sezione teorica segue una sezione empirica in cui si prendono in considerazione le azioni di diversi gruppi armati nei conflitti in Sudafrica, Guatemala, Libano e Bosnia-Erzegovina. Questa analisi fornisce un primo riscontro delle ipotesi avanzate e tenta di illuminare più da vicino gli specifici meccanismi che descrivono, e in parte spiegano, le azioni dei gruppi armati.
Biografia dell'autore
Francesco N. Moro è borsista post-dottorato
presso il Centro Interuniversitario di
Ricerca sul Sud Europa del Dipartimento di
Scienza della Politica e Sociologia dell’Uni -
versità di Firenze e Associate Fellow al
Bologna Center della Johns Hopkins
University. È autore di Transizioni pericolose.
Forme e logiche della violenza nelle fasi
di liberalizzazione politica (2009) e ha curato
(con S. Costalli) La guerra nello Stato.
Forme della violenza nei conflitti intrastatali
contemporanei (Vita e Pensiero, 2010).


