Il fattore identitario religioso è sempre stato
elemento determinante e discriminante nei processi
di formazione degli ordinamenti politici e
giuridici. La storia dell’Europa, dalla fine del
Medioevo all’epoca moderna e contemporanea,
testimonia il processo di nascita delle nazioni e
della rule of law attraverso una progressiva, inesorabile,
e sovente conflittuale, espulsione del
fattore religioso dagli architravi portanti i presupposti
etici normativi dello Stato. Con il termine
della Guerra Fredda diversi autori si sono
avventurati nella previsione della fine dei fattori
identitari degli Stati, in virtù dell’avvento di
una nuova ‘età dell’oro’ all’insegna dei principi
della democrazia e dei diritti umani nella scia
del formidabile processo di globalizzazione delle
istituzioni politiche. Gli eventi degli ultimi due
decenni paiono smentire tale profezia. La storia
degli ordinamenti giuridici più recenti non può
infatti ignorare la reviviscenza strutturale di
fattori identitari quali la religione, la lingua,
l’appartenenza etnica, che concorrono in misura
determinante a ostacolare i processi di internazionalizzazione
dei diritti umani.
È questo il caso topico del mondo arabo islamico,
dove ai violenti sconvolgimenti dell’assetto
politico di numerosi Stati, precedenti e successivi
alla Primavera araba, si accompagna una
netta conferma della religione islamica quale
unico – e non di rado discriminante – fondamento
etico, giuridico e normativo delle libertà
fondamentali della persona negli ordinamenti
nazionali e sovranazionali. La ricostruzione storica
del processo di riconoscimento dei diritti
umani, e della libertà religiosa delle comunità
cristiane in particolare, negli Stati di fede islamica
in Medio Oriente conferma come la concezione
universalista dei diritti umani non abbia
ad oggi risolto armoniosamente il suo confronto
con il delicato e ineludibile tema della libertà
religiosa nella sfera dello spazio pubblico.
Biografia degli autori
Valentina Colombo è ricercatrice di Storia dei Paesi
islamici presso l’Università Europea di Roma e
Senior Fellow presso la European Foundation for
Democracy di Bruxelles. Dopo essersi laureata in
Lingua e letteratura araba all’Università Cattolica
di Milano, ha conseguito il dottorato di ricerca in
Islamistica presso l’Istituto Orientale di Napoli. Ha
insegnato all’Università di Bologna, Ravenna e
Viterbo. I suoi ambiti di ricerca principali sono i
processi di democratizzazione in Medio Oriente e
la condizione della donna e degli intellettuali liberali
nel mondo islamico. Collabora regolarmente
con l’agenzia cattolica Zenit. Ha scritto numerosi
saggi e articoli sul mondo islamico. È anche la traduttrice
ufficiale italiana del Premio Nobel Nagib
Mahfuz e di autori della letteratura araba classica
e contemporanea. È membro del Comitato per l’islam
italiano presso il Ministero dell’Interno.
Luca Galantini insegna Storia del Diritto moderno all’Università Europea di Roma. Specializzato in Diritto internazionale umanitario e dei conflitti armati è docente di Regimi internazionali presso l’Università Cattolica di Milano e l’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dello stesso ateneo. Ha insegnato presso l’Università Jagellonica di Cracovia in Polonia, l’Università di Turku in Finlandia e l’Università di Mostar in Bosnia-Erzegovina. Consigliere Esperto del Ministero degli Affari Esteri, ha partecipato ai programmi di nation-building della Bosnia- Erzegovina per il settore delle riforme legislative. In qualità di consulente giuridico del governo italiano ha partecipato ai lavori del Trattato di Lisbona della UE. Ha diretto il programma della Commissione Europea Prisnet per la prevenzione del radicalismo e del terrorismo religioso negli Stati balcanici in adesione alla UE. Per Vita e Pensiero ha pubblicato La tutela delle identità culturali in Europa (2008) e Relativismo giuridico. La crisi del diritto positivo nello Stato moderno (2011).
Luca Galantini insegna Storia del Diritto moderno all’Università Europea di Roma. Specializzato in Diritto internazionale umanitario e dei conflitti armati è docente di Regimi internazionali presso l’Università Cattolica di Milano e l’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dello stesso ateneo. Ha insegnato presso l’Università Jagellonica di Cracovia in Polonia, l’Università di Turku in Finlandia e l’Università di Mostar in Bosnia-Erzegovina. Consigliere Esperto del Ministero degli Affari Esteri, ha partecipato ai programmi di nation-building della Bosnia- Erzegovina per il settore delle riforme legislative. In qualità di consulente giuridico del governo italiano ha partecipato ai lavori del Trattato di Lisbona della UE. Ha diretto il programma della Commissione Europea Prisnet per la prevenzione del radicalismo e del terrorismo religioso negli Stati balcanici in adesione alla UE. Per Vita e Pensiero ha pubblicato La tutela delle identità culturali in Europa (2008) e Relativismo giuridico. La crisi del diritto positivo nello Stato moderno (2011).


