Quanto il protezionismo culturale del Fascismo e lo stato pionieristico degli studi di anglistica ha influito sulla penetrazione delle letterature inglese e americana in Italia? La domanda – implicita nel titolo del volume – riassume il punto parafrasando una celebre, e triste, invettiva nata nell’ultima fase del regime e poi fortunatamente smentita dallo stato di fatto. È infatti negli anni tra le due guerre che gli autori inglesi e americani diventano familiari ai lettori italiani tanto quanto i francesi, i tedeschi o i russi. Riviste e quotidiani furono allora palestra, o tribuna, di cultori di ‘cose’ inglesi, come E. Cecchi, C. Linati e M. Praz, oltre che di scrittori come Pavese, Moravia e Vittorini. Per molti il viaggio nelle letterature straniere corrispose in quegli anni a un viaggio di conoscenza che fu anche esilio, fisico o mentale.
Biografia dell'autore
Arturo Cattaneo è ordinario di Letteratura inglese nell’Università Cattolica del Sacro Cuore; tra le sue pubblicazioni sui rapporti anglo-italiani, Il trionfo della memoria. La Casa della vita di Mario Praz (Vita e Pensiero, Milano 2003).
Giuliana Bendelli è ricercatrice di Letteratura inglese nell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Cristina Vallaro, Elisa Bolchi, Clara Assoni e Daniela Pagani svolgono attività di docenza e ricerca presso il Dipartimento di Lingue e letterature straniere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Giuliana Bendelli è ricercatrice di Letteratura inglese nell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Cristina Vallaro, Elisa Bolchi, Clara Assoni e Daniela Pagani svolgono attività di docenza e ricerca presso il Dipartimento di Lingue e letterature straniere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.


