L'avvento di Internet ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nel mondo della musica. L'opportunità strabiliante di usare linguaggi musicali provenienti da ogni tempo e luogo ha rimescolato il concetto stesso di composizione, aprendo un ampio ventaglio di fusioni stilistiche e contaminazioni. Ciò presuppone grande responsabilità da parte del compositore, nonché il rischio di incorrere nell'esplorazione superficiale di un catalogo così pericolosamente vasto, smarrendo un requisito fondamentale: il senso critico. La soglia di attenzione e la capacità di concentrazione diminuiscono progressivamente di fronte alla logica di Spotify, un incessante crossover tra generi, che intacca l'archetipo di «storia musicale». I componimenti che richiedono un tempo d'ascolto lungo e ponderato mal si conciliano con questo metodo spasmodico. È ancora possibile qualche forma di resistenza alla continua accelerazione della fruizione musicale, arrestando così la nostra trasformazione in veri e propri analfabeti sonori?
Analfabeti sonori. Musica e presente
| Titolo | Analfabeti sonori. Musica e presente |
| Autore | Carlo Boccadoro |
| Argomento | Scienze Umane Comunicazione |
| Collana | Vele |
| Editore | Einaudi |
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| Pagine | 96 |
| Pubblicazione | 2019 |
| ISBN | 9788806242367 |
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