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Voltaire in salsa amorosa. Attrici facili e infedeli, un'erudita insaziabile, una nipote avida e ingrata

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Voltaire in salsa amorosa. Attrici facili e infedeli, un'erudita insaziabile, una nipote avida e ingrata
titolo Voltaire in salsa amorosa. Attrici facili e infedeli, un'erudita insaziabile, una nipote avida e ingrata
autore
argomento Storia, Religione e Filosofia Filosofia
collana Extra collana
editore Il Nuovo Melangolo
formato Libro
pagine 413
pubblicazione 2020
ISBN 9788869832574
 

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Nel sesto volume del suo monumentale lavoro di riscoperta del Settecento francese l'autore affronta i complessi rapporti della vita privata di Voltaire, da quello con le donne che ha amato al conflittuale sodalizio intellettuale e umano con Federico il Grande. Da "cornuto contento" il patriarca di Ferney passa dalle braccia di attrici dal cuore volubile a quelle di Mme du Chàtelet, che lo tradisce con uguale regolarità e non esita a mostrarsi nuda davanti al suo lacchè. Con un linguaggio punteggiato da un turpiloquio spesso scioccante, Voltaire non esita a richiamare a Parigi un grande libertino suo amico, con la promessa che ad attenderlo ci sono "fiche giovani e culi sodi". Si mette poi a convivere maritalmente con la nipote, informandola con bollenti lettere in italiano che "mio catzo, mio cuore sono innamorati di voi. Baccio il vostro gentil culo". Non trascura tuttavia di fare lo speculatore e di arricchirsi in modo prodigioso, anche con le azioni di chi fa la tratta degli schiavi. Dopo averlo accolto per tre anni alla sua corte, il re di Prussia continua ad ammirare la sua genialità, ma ne disprezza il lato umano definendolo "maligno come una scimmia", "uno scimpanzé che merita solo la frusta" e "il più grande scellerato dell'universo", prima di chiedersi cosa si possa fare per "rendere Voltaire meno filibustiere". La ricetta che consiglia è di "non litigare mai con i poeti e stare sempre alla larga dalle puttane". Il volume rivela anche l'aspetto inedito di Voltaire filantropo, che a Ferney accoglie gli ugonotti in fuga dalla Francia e per loro mette in piedi una fabbrica di orologi con i quali invade l'Europa. Una delle tante clamorose scoperte riguarda la sua triste fine, abbandonato nelle mani di due sordide megere, con il risultato che Voltaire decide di suicidarsi, lasciandosi morire di fame.
 

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