Il pensiero strategico contemporaneo non è il
regno della rassegnazione alla caduta dei
limiti alla violenza bellica, né può essere
ridotto a una galleria di impenitenti fautori
della guerra combattuta senza freni e inibizioni.
Se l’etica o il diritto internazionale non
hanno mai smesso di impegnarsi sul versante
della limitazione della guerra, esiste anche
un’autonoma riflessione svolta dai militari –
non necessariamente mossa da preoccupazioni
umanitarie, semmai impegnata a salvaguardare
i presupposti di proficuità ed efficacia
politico-strategica dell’impiego della forza
militare, ma comunque orientata a imbrigliare
la furia distruttiva della guerra. Questo
libro si sofferma proprio sui modi in cui la
strategia contemporanea, nelle sue diverse
articolazioni (terrestre, navale e aerea), ha
provato a smussare gli spigoli della guerra.
Esso offre una rassegna degli ‘antidoti’ alla
violenza illimitata che alcuni tra i suoi principali
esponenti si sono persuasi, ma così spesso
illusi, di aver individuato ed escogitato.
Emerge dai capitoli del volume un bagaglio di
riflessioni, suggestioni e dottrine della guerra
limitata da cui continua a trarre ispirazione la
strategia oggi. Dopo la fine della Guerra
Fredda la forza militare è rimasta al centro
della scena internazionale, ma assieme alla
sua ingombrante presenza si sono rinnovati i
tentativi della teoria strategica di trovare il
modo di conciliare il perseguimento della vittoria
militare con l’obiettivo della mitigazione
delle (inevitabili) sofferenze procurate dalla
guerra, quelle subite dalla propria parte ma
anche quelle inflitte all’avversario. Il libro
parla insomma anche del nostro modo di
intendere la guerra oggi – del nostro modo di
provare a limitarla: ciò facendo, esso ci ritrae
in bilico su un filo sottile, teso sul precipizio
dell’illusione.
Biografia dell'autore
Corrado Stefanachi insegna Studi Strategici e
Geopolitica presso l’Università degli Studi di
Milano. Ha tenuto per diversi anni nello stesso
Ateneo il corso di Relazioni Internazionali.
È autore di numerose pubblicazioni su temi di
politica internazionale e strategia, tra le quali
la monografia La seconda era nucleare. Le
armi nucleari dopo la fine della Guerra Fredda
(Milano, 2007).


