Questo saggio di Emilio Motta sulla liberazione dei baliaggi dal dominio dei Cantoni svizzeri fu scritto nel 1888. Motta aveva allora poco piú che trent'anni e un decennio piú tardi avrebbe ripreso lo stesso argomento con toni ben diversi. Questo scritto, che fu pressocché ignorato alla sua uscita e che anche la ricerca storica del nostro tempo tende a dimenticare, rivela in pieno la potente carica militante del giovane Motta. In effetti gli avvenimenti del lontano 1798 rappresentavano ancora novant'anni dopo, come spiega Silvano Gilardoni nell'Introduzione, un momento chiave del sentimento nazionale del paese e un oggetto privilegiato di contesa politica. Lo stesso Motta aveva chiaramente espresso la sua posizione critica rispetto all'ideologia cattolica e conservatrice del suo tempo e nella rivisitazione dei fatti del 1798 intravedeva la possibilità di individuare senza veli di retorica ma con una forte carica polemica le radici dell'identità ticinese e dei malesseri che affliggevano la classe politica contemporanea. La rarità del documento e la sua qualità militante, fanno di questa pubblicazione un evento straordinario.
Come rimanesse svizzero il Ticino nel 1798
| Titolo | Come rimanesse svizzero il Ticino nel 1798 |
| Autore | Emilio Motta |
| Curatore | S. Gilardoni |
| Collana | Testi e documenti di storia ticinese |
| Editore | Casagrande |
| Formato |
|
| Pagine | 144 |
| Pubblicazione | 2000 |
| ISBN | 9788877131812 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


