La crisi dello Stato moderno e il trasferimento di alcune sue essenziali funzioni al mercato, da una parte, e alla società civile, dall’altra, hanno forse reso superflua la politica? L’hanno forse ridotta a compiti di mero controllo esteriore e di rispetto delle regole del gioco? Stretta fra l’universalismo dei diritti dell’uomo e il particolarismo delle comunità chiuse, la politica rischia di non trovare più il suo spazio vitale.
Eppure proprio l’individualismo e il pluralismo stanno contribuendo a rivitalizzare l’istanza di una dimensione comunitaria dell’operare politico. Sono proprio le identità individuali e collettive a richiedere, non solo per la loro protezione e per il loro sviluppo, ma per la loro stessa costituzione un riconoscimento politico. Più che mai l’individuo ha bisogno, per elaborare e realizzare i propri progetti di vita, di un contesto pubblico che coltivi e renda accessibili una grande varietà di beni. Ciò vuol dire che per ben costruire la propria identità personale bisogna cooperare con gli altri nel mantenere aperto e vitale tutto l’orizzonte del bene umano.
La tesi che sostiene quest’indagine è che non vi può essere politica come attività se non v’è politica come comunità, essendo questa il luogo dove si realizza l’autentica e piena fioritura della persona umana. In tal modo la politica, non più semplicisticamente identificata con gli apparati istituzionali, può ritrovare in un contesto democratico il suo senso morale.
Biografia dell'autore
Francesco Viola (Alessandria, 1942), è professore di Filosofia del diritto all’Università di Palermo. È autore di ricerche sul pensiero etico-giuridico di Hobbes (Behemoth o Leviathan?, Milano 1979), sul concetto di autorità (Autorità e ordine del diritto, Torino 1987), sui diritti dell’uomo (Diritti dell’uomo, diritto naturale, etica contemporanea, Torino 1989), sulla filosofia ermeneutica del diritto ( Il diritto come pratica sociale, Milano 1990), sui rapporti tra diritto e natura (Stato e natura, Milano 1995), tra etica e natura (Dalla natura ai diritti, Roma-Bari 1997) e, insieme a Giuseppe Zaccaria, di un volume di prossima pubblicazione su diritto e interpretazione.


