Il libro presenta per la prima volta dopo
oltre due secoli un Commento al testo
della seconda Critica di Kant. Paragrafo
per paragrafo l’autore guida il lettore a
una intelligenza diretta del testo che
tiene presente sia il complesso degli
scritti di Kant sia il contesto della riflessione
morale alla fine del secolo XVIII.
Nell’intento di cogliere il significato
obiettivo della Critica, l’autore evita una
lettura ‘armonizzatrice’ che passi sopra a
scabrosità e incongruenze del testo e che
miri a costruire un’etica aggiornata alle
discussioni moderne, ma estranea alle
argomentazioni del filosofo di Königsberg.
Il Commento è inframezzato da numerosi
excursus nei quali vengono discussi
separatamente concetti e problemi di
particolare rilevanza che si presentano
nel corso della Critica. L’autore ha cercato
di distinguere il più chiaramente possibile
l’esegesi immanente, nella quale ci
si prefigge di individuare il significato
obiettivo del testo kantiano, da un’esegesi
esterna la quale valuti l’etica di Kant
dal punto di vista di quell’esperienza
morale che è comune a tutti gli uomini.
Una siffatta valutazione coincide largamente
con la filosofia morale di san
Tommaso. Caratteristica del Commento è
che esso, sulla base dello studio di come
Kant sia giunto alla concezione dell’etica
sviluppata nella Critica della Ragion
Pratica, ne mette in luce l’indipendenza
del nucleo portante (formalismo e autonomia)
dalla posteriore ‘svolta’ trascendentale-
idealista, rilevando al tempo
stesso come singole parti argomentino
dal punto di vista della prima Critica.
Biografia dell'autore
Giovanni B. Sala SJ (1930) ha studiato
filosofia all’«Aloisianum» di Gallarate
e teologia all’«Università Gregoriana»
di Roma. Si è laureato in filosofia all’Università
di Bonn. Dal 1971 ha insegnato
nella «Hochschule für Philosophie» di
Monaco. È autore di numerose pubblicazioni
su Kant, come pure su temi di epistemologia-
metafisica, di etica e di teologia.


