Narratore -Gli ostaggi, 1954; Per Luisa, 1972; Coincidenze, 1986; - e saggista, Giovanni Bonalumi fin dalle sue prime prove nel campo della critica ha riserbato una particolare, appassionata attenzione ai prodotti di giovani e anziani autori della Svizzera Italiana. In questo volume, emblematicamente intitolato Il pane fatto in casa, Bonalumi raccoglie una silloge di saggi, tutti, salvo uno - «Momenti delle lettere nella Svizzera Italiana tra il 1920 e il 1980» - usciti in riviste, in atti (di convegno) e in miscellanee, nel corso di quest'ultimo decennio. Otto dei tredici testi della raccolta considerano e commentano, a volte nell'ambito di veri e propri capitoli, a volte - in un paio di casi - di spezzoni, di «tessere», situazioni particolari delle lettere nella Svizzera Italiana, e aspetti di singole opere, tutte o quasi di narrativa, apparse dentro la prima metà del '900: opere di autori ticinesi, quali Francesco Chiesa, Giuseppe Zoppi, Pio Ortelli, Felice Filippini, Piero Bianconi. (Quest'ultimo visto solo per uno spicchio della sua multiforme attività). Gli altri saggi trattano nell'ordine: «L'endecasillabo dei Sepolcri»; «Le introduzioni di Fermo e Lucia e dei Promessi Sposi»; «Le correzioni del Garofano rosso di Vittorini»; i due ultimi testi analizzano, rispettivamente, la definizione che Montale dà di se stesso in una delle sue poesie più enigmatiche, «Iride» (definizione che si concreta nell'immagine del «povero Nestoriano smarrito»), e una delle prime poesie di Vittorio Sereni. Prefazione di Carlo Bo.
Il pane fatto in casa. Capitoli per una storia delle lettere nella Svizzera italiana e altri saggi
| Titolo | Il pane fatto in casa. Capitoli per una storia delle lettere nella Svizzera italiana e altri saggi |
| Autore | Giovanni Bonalumi |
| Collana | Il nostro tempo |
| Editore | Casagrande |
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| Pagine | 280 |
| Pubblicazione | 1988 |
| ISBN | 9788877130372 |
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