Nella direzione di una rivalutazione critica delle
testimonianze degli eresiologi cristiani sullo
Gnosticismo, l’Autore ricostruisce la dottrina
gnostica di Valentino e di alcuni suoi continuatori,
offrendo un’ampia ed articolata analisi storico-
religiosa di una delle più importanti e problematiche
fonti indirette valentiniane, la ‘Grande
Notizia’, cioè i primi otto capitoli dell’Adversus
Haereses di Ireneo di Lione. Di essa restituisce
per la prima volta il testo originale greco,
trasmesso da Epifanio e finora filologicamente
subordinato all’antica traduzione latina. A supporto,
in forma sinottica, è posta la versione fornita
per lunghi tratti dall’Adversus Valentinianos
di Tertulliano. Lo studio delle modalità di composizione
ha permesso di individuare il ricorso
ad una sorta di tecnica ‘ad intarsio’, che rende
difficile una netta distinzione tra le fonti. Alcune
di esse, risalenti al periodo romano di Ireneo
tivano la tipica graduazione dualistica del divino.
Il carattere sensibilmente positivo del demiurgo,
il cosmo quale riproduzione imperfetta
di un modello superiore, lo spirituale presente
nell‘uomo e nel diavolo, la necessità dell’etica
per la salvezza ed, infine, lo stretto rapporto fra
essere e conoscenza (gnosis), fanno del Valentinianesimo
una dottrina gnostica estremamente
coerente e al tempo stesso piuttosto distante
dall’immagine tradizionale dello Gnosticismo
antico. L’Autore ne propone in effetti una visione
innovativa, lontana sia da recenti istanze decostruzioniste
sia da più datati stereotipi, come
quelli di uno Gnosticismo anticosmico e pessimista
di origine pre-cristiana o giudaica.
(153-170 circa), sono costituite dalla più antica
interpretazione del Prologo del Vangelo di Giovanni
e da un testo utilizzato anche da Clemente
di Alessandria per gli Excerpta ex Theodoto. La
nascita e la diffusione della dottrina di Valentino
sono collocate all’interno di una fase particolarmente
complessa dello sviluppo del primo Cristianesimo:
attorno alla metà del II secolo, infatti,
a Roma nell’ambito della Grande Chiesa si
andava articolando la distinzione fra eresia e ortodossia,
a seguito del dibattito fra personaggi
come Giustino, Policarpo e Ireneo, da una parte,
e Marcione, Valentino e Tolomeo, dall’altra.
L’ampia analisi dei contenuti dottrinali della
‘Grande Notizia’ si è avvalsa degli strumenti
messi a punto dal metodo storico-comparativo
proprio della Storia delle Religioni, ed ha inteso
illuminare le modalità peculiari con cui Valentino
e Tolomeo hanno interpretato ed utilizzato i
materiali loro offerti dalla coeva speculazione
medioplatonica, dalla tradizione giudaica e da
quella cristiana. In questo modo vengono messe
in luce le caratteristiche della teologia valentiniana
(Bythòs, Sophìa, coppie eoniche pleromatiche),
nonché i problemi di teodicea che ne motivano la tipica graduazione dualistica del divino.
Il carattere sensibilmente positivo del demiurgo,
il cosmo quale riproduzione imperfetta
di un modello superiore, lo spirituale presente
nell‘uomo e nel diavolo, la necessità dell’etica
per la salvezza ed, infine, lo stretto rapporto fra
essere e conoscenza (gnosis), fanno del Valentinianesimo
una dottrina gnostica estremamente
coerente e al tempo stesso piuttosto distante
dall’immagine tradizionale dello Gnosticismo
antico. L’Autore ne propone in effetti una visione
innovativa, lontana sia da recenti istanze decostruzioniste
sia da più datati stereotipi, come
quelli di uno Gnosticismo anticosmico e pessimista
di origine pre-cristiana o giudaica.
Biografia dell'autore
Giuliano Chiapparini (1964) ha compiuto gli
studi letterari classici ad indirizzo filologico
presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore
(Milano), dove si è laureato in Storia delle Religioni.
Ha poi conseguito il Dottorato di ricerca
in “Tradizioni e Istituzioni Religiose di Ambiente
Circum-Mediterraneo” presso l’Università di
Messina. Le sue ricerche, ispirate al metodo proprio
della Storia delle Religioni e condotte sulla
base di una costante attenzione storico-filologica,
si sono concentrate sugli aspetti filosofico-
religiosi del mondo tardoantico ed in particolare
sui rapporti tra la filosofia medio- e neoplatonica
e le correnti gnostiche di diverso
orientamento. Fra i suoi saggi si segnalano Anticosmismo
e procosmismo negli Gnostikòi del II
e III secolo. A proposito del ‘paradigma ermeneutico’
di H.Jonas (Annali di Scienze Religiose
2004) e Gnosticismo: fine di una categoria storico-
religiosa? A proposito di alcune tendenze recenti
nell’ambito degli studi gnostici (Annali di
Scienze Religiose 2006).


