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Vita e pensiero: Università/Filosofia/Temi metafisici e problemi del pensiero antico

Prassifane, testimonianze e frammenti

Filosofia e grammatica in età ellenistica

di Elisabetta Matelli

editore: Vita e pensiero

pagine: 456

Il volume presenta la prima edizione italiana di testimonianze e frammenti di Prassifane di Mitilene, detto “di Rodi”, filosofo peripatetico del IV-III secolo a.C. Essa è accompagnata da una traduzione italiana con note e commento. Un’ampia introduzione presenta una ricostruzione delle origini della riflessione grammaticale greca entro cui s’inserisce anche l’opera di questo filosofo e presenta un quadro sintetico della sua vita e delle sue opere all’interno della storia della scuola peripatetica tra IV e III sec. a.C. Il volume restituisce luce a un importante tassello storico-culturale dell’Occidente greco finora rimasto nella penombra anche perché viene proposto all’interno del nuovo panorama ricostruito dalle recenti pubblicazioni del Project Theophrastus, un progetto internazionale che da alcuni decenni si occupa della ricostruzione delle perdute opere della scuola peripatetica in età ellenistica, importanti per l’influsso che ebbero anche sulla riflessione filosofica, poetica, retorica e letteraria romana.
35,00

Prima della filosofia

Dinamiche dell'esperienza nei regni dell'Oriente antico e in Israele

di Nicoletta Scotti Muth

editore: Vita e pensiero

pagine: 200

La nostra epoca sembra caratterizzata da un disinteresse crescente per la conoscenza storica e da una predilezione per i dati immediati dell’esperienza concreta. Ma proprio a partire da una posizione empirista si può apprendere uno sguardo nuovo sulla storia, scoprendo che i dati storici, se opportunamente indagati, attestano la ricchezza di un’esperienza umana che trascende i limiti della pura empeiria. Seguendo questa prospettiva Eric Voegelin, filosofo e teorico della politica fra i più originali del Novecento, effettuò una sorta di riorientamento gestaltico dei principali ambiti disciplinari delle scienze dello spirito – storia, filosofia, religione e politica – che gli permise di individuare negli Imperi multiculturali dell’Oriente Antico, in Israele e nel mondo greco tre differenti “forme dell’esperienza” – cosmologica, storica e filosofica. Esse corrisponderebbero, a suo avviso, ad altrettante concezioni della realtà. La plausibilità e le implicazioni di questo insolito approccio sono state discusse nel corso di un convegno interdisciplinare tenutosi all’Università Cattolica nel gennaio 2010, da Giorgio Buccellati, assirologo e studioso di antiche culture mediorientali, Giulia Sfameni Gasparro, storica delle religioni antiche dell’area mediterranea e mediorientale, Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, filosofa della religione, Ignacio Carbajosa, veterotestamentarista, Peter J. Opitz e Nikolaus Lobkowicz studiosi del pensiero politico e di teoria della politica, Massimo Marassi, filosofo e Nicoletta Scotti Muth, storica della filosofia. I loro interventi qui raccolti formano una sorta di companion a Israele e la rivelazione (Vita e Pensiero 2009) primo volume dell’opus magnum di Voegelin Ordine e Storia.
20,00

Valentino gnostico e platonico

Il valentinianesimo della 'grande notizia' di Ireneo di Lione: fra esegesi gnostica e filosofia medioplatonica

di Giuliano Chiapparini

editore: Vita e pensiero

pagine: 508

Nella direzione di una rivalutazione critica delle testimonianze degli eresiologi cristiani sullo Gnosticismo, l'autore ricost
32,00

La levatrice del Platonismo

Testo e sottotesto nel Teeteto di Platone

di David Sedley

editore: Vita e pensiero

pagine: 208

Il Teeteto, unanimemente riconosciuto come uno dei capolavori platonici e testo fondamentale nella storia dell'epistemologia,
18,00

Conosci te stesso

Da Socrate a San Bernardo

di Pierre Courcelle

editore: Vita e pensiero

pagine: 680

L'esortazione "conosci te stesso" è stata a lungo e da più parti ripresa nel corso della storia del pensiero, assumendo caratt
40,00

I Medioplatonici

Uno studio sul Platonismo (80 a.C - 220 d.C). A cura di Emmanuele Vimercati

di John Dillon

editore: Vita e pensiero

pagine: 576

I Medioplatonici di John Dillon è considerato un classico negli studi di filosofia antica, pressoché unico nel suo genere. Esso offre infatti un’importante sintesi storico-filosofica sul cosiddetto ‘Medioplatonismo’, cioè sulla fase della tradizione platonica compresa fra il I secolo a.C. e gli inizi del III secolo d.C., determinandone in modo chiaro e sistematico i confini cronologici e tematici e gli autori più significativi. Lo studio ripercorre le tappe fondamentali della tradizione medioplatonica, dalle sue origini nel I secolo a.C. agli immediati predecessori di Plotino. Dopo aver tracciato un quadro dell’Accademia Antica e della sua eredità nei secoli successivi, Dillon si sofferma in particolare su Antioco di Ascalona, Filone, Plutarco, la ‘Scuola di Atene’ (II secolo d.C.), Albino/Alcinoo, Apuleio, i neopitagorici, e su alcune correnti ‘periferiche’ del Platonismo imperiale. L’importanza di questo lavoro consiste nell’aver gettato luce sulla categoria filosofica del ‘Medioplatonismo’, che in precedenza non era universalmente accolta, contribuendo a introdurla definitivamente nel dibattito filosofico. Un pregio non indifferente è la chiarezza espositiva, che rende il libro fruibile anche da parte di un pubblico non strettamente specialistico. Completano l’opera una postfazione dell’autore, con una discussione sullo stato degli studi nel ventennio 1977-1996, e un aggiornamento della bibliografia medioplatonica dal 1987 al 2010, a cura di Emmanuele Vimercati.
35,00

Attività e virtù

Anima e corpo in Aristotele

editore: Vita e pensiero

pagine: 468

I molteplici e complessi rapporti tra l'anima e il corpo, le caratteristiche della psichè e i nessi tra le sue diverse funzion
35,00

Le teorie neoplatoniche del simbolo

Il caso di Giovanni Eriugena

di Francesco Paparella

editore: Vita e pensiero

pagine: 264

Il volume si propone di distinguere allegoria, metafora e simbolo, ovvero le principali forme di significazione traslata della
21,00

Massimo il Confessore

Maestro di vita spirituale

editore: Vita e pensiero

pagine: 552

Questo volume è dedicato da Walther Völker – uno dei massimi patrologi tedeschi del XX secolo – all’approfondimento di un aspetto fondamentale della figura di Massimo il Confessore finora sostanzialmente poco considerato, quello della vita spirituale. Massimo (580-662 circa) fu un personaggio di primo piano nella discussione teologica dei suoi tempi, difensore della cristologia ortodossa del Concilio di Calcedonia, e per questo dovette subire le violenze dell’autorità imperiale, tanto da meritarsi il titolo di ‘Confessore’, tipico di coloro che ‘confessavano’ la fede cristiana a costo della sofferenza. Per il suo pensiero, la sua spiritualità e la sua passione fu famoso durante tutto il Millennio bizantino, ma nell’età moderna sostanzialmente trascurato. La riscoperta di Massimo è dovuta sicuramente alle ricerche di von Balthasar, che risalgono al 1940, ma il grande teologo dedicò il proprio interesse soprattutto alla teologia e alla metafisica dello scrittore. Rimaneva sostanzialmente poco considerato un secondo aspetto dell’insegnamento del Confessore, vale a dire tutta la parte più ampiamente ‘spirituale’, da intendersi nella forma dell’ascesi, della vita monastica, della meditazione. Questo è, appunto, l’ambito della produzione di Massimo a cui si è dedicato Völker. Il grande patrologo ha scritto sull’argomento un volume monumentale, ricchissimo di dati, di citazioni, di riferimenti. Völker ha ricostruito la spiritualità di Massimo nei minimi dettagli, ma anche collocandola nella storia della spiritualità cristiana orientale, individuando in lui, mediante un poderoso lavoro erudito, le tracce dei mistici che lo precedettero, come Clemente di Alessandria, Origene, Gregorio di Nissa, e soprattutto Dionigi l’Areopagita ed Evagrio, in una fitta trama di rimandi e di presenze. Grazie a questo studio Massimo emerge in tutta la sua grandezza, e insieme a lui spiccano le grandi figure che ne determinarono gli interessi spirituali.
40,00

Platone e il dialogo socratico

L'uso filosofico di una forma letteraria

di Charles H. Kahn

editore: Vita e pensiero

pagine: 446

Con questo volume Charles H. Kahn mette radicalmente in discussione una serie di ‘luoghi comuni’ molto diffusi nell’ermeneutica dei testi platonici. Il primo è la lettura evolutiva dei dialoghi. Kahn mostra come la filosofia platonica presenti alcuni elementi teorici di fondo cui Platone resta fedele nel corso di tutta la sua vita. Quanto alla successione delle opere, egli conferma la validità del metodo dell’analisi stilistica, ma denuncia l’impossibilità di identificare la posizione dei singoli dialoghi. L’unica cosa certa è l’identificazione di tre gruppi separati di dialoghi, che egli designa come gruppo stilistico I, II e III. L’attenta e ricca analisi dei testi permette comunque a Kahn di individuare numerosi collegamenti tra i primi dialoghi e quelli del periodo centrale, Simposio, Fedone, Repubblica, che soli permettono di capire adeguatamente gli spunti, i problemi, le ‘stranezze’ delle opere del primo gruppo. Questo tipo di attenzione è decisivo, perché Platone è a un tempo grande filosofo e grande scrittore, il che richiede una lettura che tenga conto sia della natura drammaturgica sia degli interessi filosofici dei dialoghi. A questo Kahn, forte della sua profonda conoscenza della filosofia presocratica, aggiunge una particolare attenzione al contesto culturale in cui ha operato Platone. Emerge così l’esistenza, nel IV secolo a.C., di un genere letterario, quello dei ‘dialoghi socratici’, al cui interno vanno collocati i testi platonici. Ciò da una parte rende impossibile ricostruire il pensiero di Socrate in base al ritratto che ne dà Platone, che è solo uno dei tanti nell’Atene del tempo, dall’altra ci dice che non esiste una fase ‘socratica’ della produzione scritta di Platone. Tutti i dialoghi sono pure invenzioni letterarie, che ricostruiscono un ambiente, quello del tempo di Socrate, già appartenente al passato e in cui l’autore poteva muoversi senza condizionamenti cronachistici, ma spinto solo da interessi teoretici ed esigenze protrettiche.
36,00

Dionisiaco e Alterità nelle "Leggi" di Platone

Ordine del corpo e automovimento dell'anima nella città - tragediaSaggio introduttivo di Maria Michela Sassi

di Giovanni Panno

editore: Vita e pensiero

pagine: 412

Le Leggi raccolgono l’eredità della tragedia ateniese del V secolo a. C. e la traducono nel progetto legislativo di una colonia chiamata Magnesia. L’ipotesi da cui questo libro muove è che il potere di mediazione fra le diverse istanze interne alla polis, che il progetto platonico assegna alla legislazione, riposi sull’esperienza, eminentemente politica, del teatro ateniese. La prima parte del saggio si concentra su un’analisi del senso politico della dialettica teatrale e rituale di ordine-disordine nella tragedia attica (in particolare le Baccanti di Euripide) e dei luoghi dell’opera platonica che, prima delle Leggi, si fanno carico di una critica (e ripensamento) dei meccanismi mimetici. Nella seconda parte sono esaminate le strutture legislativa e teoretica di Magnesia e la funzione che esse esplicano rispetto a ciò che è altro dalla città. Dall’analisi del sostrato filosofico che regge la legislazione emerge un nuovo ordine naturale al quale è subordinato il rapporto identitario fra i diversi gruppi sociali, fra il nomos e i singoli nomoi, e infine fra il singolo cittadino e il divino inscritto nella città. Il testo è arricchito da uno studio introduttivo di Maria Michela Sassi, dedicato alla rappresentazione del meccanismo psichico fra Repubblica e Leggi.
30,00

Platone e le 'ragioni' dell'immagine

Percorsi filosofici e deviazioni tra metafore e miti

di Linda M. Napolitano Valditara

editore: Vita e pensiero

pagine: 336

La caverna, la skiagraphìa o ‘pittura d’ombra’, il mito degli androgini, il sofista che crea un mondo ruotando attorno uno specchio che lo rifletta, Socrate tafano e torpedine marina: le immagini celeberrime del corpus platonico sono qui rimeditate alla ricerca delle ‘ragioni’ che consentono di leggerle non quali semplici tratti decorativi, ma come veicoli di verità. L’immagine (eikòn, èidolon) è infatti definita da Platone (Soph. 240 A) «una cosa che, fatta a somiglianza di una cosa vera, è distinta da questa e tale e quale la vera». Se, secondo la potente e celebre teoria della mìmesis, l’immagine è ontologicamente e gnoseologicamente decettiva (poiché copia dei sensibili, a loro volta copia delle idee), non è però del tutto priva di verità, ipotesi avallata dall’uso platonico di èidola legòmena, o ‘immagini di parole’ e dalla tesi (Tim. 71 A ss.) secondo cui l’anima appetitiva apprende il vero solo per via di ‘immagini e fantasmi’. ‘Falsa’ è allora per Platone quella immagine che, come le ombre della caverna, vela e nasconde il proprio strutturale rapporto con il modello. Essa è prodotta da qualcuno che vuole, per suo tramite, ingannare altri disposti – poiché inesperti del fondamento e oggetto vero di bellezza e felicità – a farsi ingannare. L’obbligo socio-culturale di creare ed esibire invece immagini ‘vere’ risulta anche dal fatto che la prima forma della consapevolezza di sé matura, secondo Platone, nella contemplazione del proprio sé in imagine: l’immagine speculare rinviata dagli occhi dell’interlocutore che ci sta dinnanzi e che ci confuta, come fa Socrate paralizzante torpedine, oppure quella riflessa nel volto dell’amante con cui condividiamo la nostalgia della Bellezza persa con la caduta-incarnazione nel corpo. Nell’un caso e nell’altro occorre dunque saper ‘immaginare’ bene, cioè, per quanto possibile, con verità.
30,00

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