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Vita e pensiero: Università/Filosofia/Temi metafisici e problemi del pensiero antico

Prassifane, testimonianze e frammenti

Filosofia e grammatica in età ellenistica

di Elisabetta Matelli

editore: Vita e pensiero

pagine: 456

Il volume presenta la prima edizione italiana di testimonianze e frammenti di Prassifane di Mitilene, detto “di Rodi”, filosofo peripatetico del IV-III secolo a.C. Essa è accompagnata da una traduzione italiana con note e commento. Un’ampia introduzione presenta una ricostruzione delle origini della riflessione grammaticale greca entro cui s’inserisce anche l’opera di questo filosofo e presenta un quadro sintetico della sua vita e delle sue opere all’interno della storia della scuola peripatetica tra IV e III sec. a.C. Il volume restituisce luce a un importante tassello storico-culturale dell’Occidente greco finora rimasto nella penombra anche perché viene proposto all’interno del nuovo panorama ricostruito dalle recenti pubblicazioni del Project Theophrastus, un progetto internazionale che da alcuni decenni si occupa della ricostruzione delle perdute opere della scuola peripatetica in età ellenistica, importanti per l’influsso che ebbero anche sulla riflessione filosofica, poetica, retorica e letteraria romana.
35,00

L'immaginario e il simbolico nell'uomo

Il Commentario di Proclo all'"Alcibiade primo" di Platone. Prima traduzione italiana integrale, testo greco a fronte e apparati critici a cura dell'autrice. Presentazione di E. Moutsopoulos

di Francesca Filippi

editore: Vita e pensiero

pagine: 608

Se, nelle parole di Hegel, il Neoplatonismo rappresenta l’espressione più compiuta del pensiero antico e di tale espressione Proclo (412-485 d.C.), successore di Platone alla guida dell’Accademia di Atene, ha elaborato la versione più raffinata, articolata e sistematica, nella dottrina proclusiana è la filosofia antica nella sua interezza a essere chiamata in causa, valorizzata nelle proprie acquisizioni fondamentali e rinsaldata in una visione unitaria e insieme multiprospettica del proprio oggetto speculativo. Nel Commentario all’Alcibiade primo il Diadoco tratta dell’essenza dell’uomo e dell’identità autentica che questi è chiamato a elaborare dando vita a un complesso processo di auto-costituzione, che si configura sempre nei termini di un itinerario di conversione dell’anima a se stessa e all’ipostasi che la determina. Con quest’opera Proclo recupera e radicalizza le tesi antropologiche dei propri predecessori, suggerendo un’interpretazione sorprendentemente attuale del “Conosci te stesso”: l’“Io” autentico in cui l’uomo deve riconoscersi è l’esito della ricostituita relazione tra l’“ordine dell’Immaginario”, con cui l’anima umana coincide per essenza, e l’“ordine del Simbolico”, dal quale essa è determinata nel proprio statuto di coscienza riflettente. Il Commentario all’Alcibiade primo, che per il carattere paradigmatico e originale delle sue tesi è una lettura obbligata tanto per i cultori del pensiero antico e medievale quanto per gli studiosi di antropologia e delle moderne teorie della soggettività, è nella seconda parte di questo volume finalmente disponibile in traduzione italiana integrale, con testo greco a fronte e ampi apparati critici.
38,00

Valentino gnostico e platonico

Il valentinianesimo della 'grande notizia' di Ireneo di Lione: fra esegesi gnostica e filosofia medioplatonica

di Giuliano Chiapparini

editore: Vita e pensiero

pagine: 508

Nella direzione di una rivalutazione critica delle testimonianze degli eresiologi cristiani sullo Gnosticismo, l'autore ricost
32,00

L'anima e la matematica

Prefazione di Vincenzo Cicero

di Francesco Di Benedetto

editore: Vita e pensiero

pagine: 192

Da più d'un secolo svariate filosofie della matematica ne indagano il carattere privilegiato di scienza esatta, riconducendola
18,00

La levatrice del Platonismo

Testo e sottotesto nel Teeteto di Platone

di David Sedley

editore: Vita e pensiero

pagine: 208

Il Teeteto, unanimemente riconosciuto come uno dei capolavori platonici e testo fondamentale nella storia dell'epistemologia,
18,00

Dal logos dei Greci e dei Romani al logos di Dio

Ricordando Marta Sordi. A cura di Roberto Radice e Alfredo Valvo. Introduzione di Camillo Ruini

editore: Vita e pensiero

pagine: 480

Il volume raccoglie le relazioni presentate in occasione del Convegno internazionale Dal logos dei Greci e dei Romani al logos
30,00

Conosci te stesso

Da Socrate a San Bernardo

di Pierre Courcelle

editore: Vita e pensiero

pagine: 680

L'esortazione "conosci te stesso" è stata a lungo e da più parti ripresa nel corso della storia del pensiero, assumendo caratt
40,00

La filosofia della musica nel sistema di Proclo

Presentazione di Roberto Radice. Introduzione e traduzione di Francesca Filippi

di Evanghelos Moutsopoulos

editore: Vita e pensiero

pagine: 282

Questo secondo volume di Evanghélos Moutsopoulos dedicato alla filosofia della musica nel pensiero greco (il precedente del 2002 è sulla musica in Platone, e corrisponde al n. 88 della collana) completa il quadro di una concezione della musica che non è solo estetica, ma cosmologica e ontologica. È l’armonia del mondo che viene riprodotta e amplificata dal musico, e poi recepita dall’uomo colto grazie a una sua naturale ‘musicalità’, che nelle sue linee fondamentali è interpretata ed espressa dal filosofo. Qui sta il punto focale della ricerca di Moutsopoulos: c’è un rapporto stretto fra filosofo e musico che consiste nell’identità dell’oggetto, ossia nell’essenza eterna del bello, la quale da Platone in avanti è l’essenza eterna del Bene e in ultima istanza dell’Essere. Se Platone poneva in luce questa relazione, lasciando però un dislivello fra la visione intellettuale del bene e quella estetica, Proclo avvicinava i due livelli, facendo della musica una copia del Bene, esattamente come il cosmo fisico è un’immagine dell’Idea del Bene. Fra i due poli, quello platonico e quello procliano, passano circa otto secoli, ma lo sfondo teoretico è il medesimo e l’ispirazione è comune. A Moutsopoulos va il merito di aver saputo esprimere questa continuità con chiarezza, precisione e nel rispetto scrupoloso dei testi.
20,00

La filosofia di Platone

di Franz Von Kutschera

editore: Vita e pensiero

pagine: 704

Platone è considerato il fondatore della filosofia occidentale
40,00

Massimo il Confessore

Maestro di vita spirituale

editore: Vita e pensiero

pagine: 552

Questo volume è dedicato da Walther Völker – uno dei massimi patrologi tedeschi del XX secolo – all’approfondimento di un aspetto fondamentale della figura di Massimo il Confessore finora sostanzialmente poco considerato, quello della vita spirituale. Massimo (580-662 circa) fu un personaggio di primo piano nella discussione teologica dei suoi tempi, difensore della cristologia ortodossa del Concilio di Calcedonia, e per questo dovette subire le violenze dell’autorità imperiale, tanto da meritarsi il titolo di ‘Confessore’, tipico di coloro che ‘confessavano’ la fede cristiana a costo della sofferenza. Per il suo pensiero, la sua spiritualità e la sua passione fu famoso durante tutto il Millennio bizantino, ma nell’età moderna sostanzialmente trascurato. La riscoperta di Massimo è dovuta sicuramente alle ricerche di von Balthasar, che risalgono al 1940, ma il grande teologo dedicò il proprio interesse soprattutto alla teologia e alla metafisica dello scrittore. Rimaneva sostanzialmente poco considerato un secondo aspetto dell’insegnamento del Confessore, vale a dire tutta la parte più ampiamente ‘spirituale’, da intendersi nella forma dell’ascesi, della vita monastica, della meditazione. Questo è, appunto, l’ambito della produzione di Massimo a cui si è dedicato Völker. Il grande patrologo ha scritto sull’argomento un volume monumentale, ricchissimo di dati, di citazioni, di riferimenti. Völker ha ricostruito la spiritualità di Massimo nei minimi dettagli, ma anche collocandola nella storia della spiritualità cristiana orientale, individuando in lui, mediante un poderoso lavoro erudito, le tracce dei mistici che lo precedettero, come Clemente di Alessandria, Origene, Gregorio di Nissa, e soprattutto Dionigi l’Areopagita ed Evagrio, in una fitta trama di rimandi e di presenze. Grazie a questo studio Massimo emerge in tutta la sua grandezza, e insieme a lui spiccano le grandi figure che ne determinarono gli interessi spirituali.
40,00

Platone e il dialogo socratico

L'uso filosofico di una forma letteraria

di Charles H. Kahn

editore: Vita e pensiero

pagine: 446

Con questo volume Charles H. Kahn mette radicalmente in discussione una serie di ‘luoghi comuni’ molto diffusi nell’ermeneutica dei testi platonici. Il primo è la lettura evolutiva dei dialoghi. Kahn mostra come la filosofia platonica presenti alcuni elementi teorici di fondo cui Platone resta fedele nel corso di tutta la sua vita. Quanto alla successione delle opere, egli conferma la validità del metodo dell’analisi stilistica, ma denuncia l’impossibilità di identificare la posizione dei singoli dialoghi. L’unica cosa certa è l’identificazione di tre gruppi separati di dialoghi, che egli designa come gruppo stilistico I, II e III. L’attenta e ricca analisi dei testi permette comunque a Kahn di individuare numerosi collegamenti tra i primi dialoghi e quelli del periodo centrale, Simposio, Fedone, Repubblica, che soli permettono di capire adeguatamente gli spunti, i problemi, le ‘stranezze’ delle opere del primo gruppo. Questo tipo di attenzione è decisivo, perché Platone è a un tempo grande filosofo e grande scrittore, il che richiede una lettura che tenga conto sia della natura drammaturgica sia degli interessi filosofici dei dialoghi. A questo Kahn, forte della sua profonda conoscenza della filosofia presocratica, aggiunge una particolare attenzione al contesto culturale in cui ha operato Platone. Emerge così l’esistenza, nel IV secolo a.C., di un genere letterario, quello dei ‘dialoghi socratici’, al cui interno vanno collocati i testi platonici. Ciò da una parte rende impossibile ricostruire il pensiero di Socrate in base al ritratto che ne dà Platone, che è solo uno dei tanti nell’Atene del tempo, dall’altra ci dice che non esiste una fase ‘socratica’ della produzione scritta di Platone. Tutti i dialoghi sono pure invenzioni letterarie, che ricostruiscono un ambiente, quello del tempo di Socrate, già appartenente al passato e in cui l’autore poteva muoversi senza condizionamenti cronachistici, ma spinto solo da interessi teoretici ed esigenze protrettiche.
36,00

Dionisiaco e Alterità nelle "Leggi" di Platone

Ordine del corpo e automovimento dell'anima nella città - tragediaSaggio introduttivo di Maria Michela Sassi

di Giovanni Panno

editore: Vita e pensiero

pagine: 412

Le Leggi raccolgono l’eredità della tragedia ateniese del V secolo a. C. e la traducono nel progetto legislativo di una colonia chiamata Magnesia. L’ipotesi da cui questo libro muove è che il potere di mediazione fra le diverse istanze interne alla polis, che il progetto platonico assegna alla legislazione, riposi sull’esperienza, eminentemente politica, del teatro ateniese. La prima parte del saggio si concentra su un’analisi del senso politico della dialettica teatrale e rituale di ordine-disordine nella tragedia attica (in particolare le Baccanti di Euripide) e dei luoghi dell’opera platonica che, prima delle Leggi, si fanno carico di una critica (e ripensamento) dei meccanismi mimetici. Nella seconda parte sono esaminate le strutture legislativa e teoretica di Magnesia e la funzione che esse esplicano rispetto a ciò che è altro dalla città. Dall’analisi del sostrato filosofico che regge la legislazione emerge un nuovo ordine naturale al quale è subordinato il rapporto identitario fra i diversi gruppi sociali, fra il nomos e i singoli nomoi, e infine fra il singolo cittadino e il divino inscritto nella città. Il testo è arricchito da uno studio introduttivo di Maria Michela Sassi, dedicato alla rappresentazione del meccanismo psichico fra Repubblica e Leggi.
30,00

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