Nel Seicento, l'Italia e l'Europa entrano nella modernità. Il XVII secolo è già il nostro tempo intellettuale spirituale ed emotivo. Di quel secolo il romagnolo Guido Cagnacci fu protagonista. Non testimone e neppure comprimario, ma protagonista. Partito dalla "piccola Siviglia" (Arcangeli) riminese, partecipò a Roma della rivoluzione caravaggesca e a Bologna della "bellezza virtuosa" di Guido Reni. Fu a Venezia e alla corte imperiale di Vienna. Come un iperrealista dei giorni nostri lo affascinava l'obliquo enigma delle cose. Come un autore a noi contemporaneo riuscì a rendere visibile il vero dei sentimenti, delle emozioni, degli affetti, forzandone la rappresentazione fino all'oltranza e all'iperbole. Venerata religione, estasi mistica, concitata eloquenza, malinconico e compulsivo erotismo, percezione della fatalità della storia, violenza e dramma nelle umane passioni. Ecco ciò che occupa i quadri di Cagnacci. Questo universo magmatico, tumultuoso e già moderno, nessuno come lui, nel suo secolo, è riuscito a metterlo in figura.
Guido Cagnacci
| Titolo | Guido Cagnacci |
| Sottotitolo | Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni. Catalogo della mostra (Forlì, 20 gennaio-22 giugno 2008) |
| Editore | Silvana |
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| Pagine | 356 |
| Pubblicazione | 2007 |
| ISBN | 9788836610310 |
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