«Si lavora troppo e si guadagna sempre meno… Dopo le riforme, l’assistenza sociale e i premi
sono spariti, le ore di straordinario non vengono più pagate, la corruzione è aumentata.
Qualche mese fa abbiamo scioperato. I media non ne hanno fatto cenno. Non abbiamo ottenuto
niente… È chiaro che le riforme non procedono nella giusta direzione: in alto hanno
favorito la corruzione dei funzionari del Partito, mentre in basso hanno approfondito le disuguaglianze
e aumentato le difficoltà della vita».
Chi parla è un’operaia di Shanghai, che riassume in pochi, efficaci tratti la situazione attuale
del ‘laboratorio del mondo’, quella Cina che aspirava a essere un modello di riferimento per
il ‘socialismo di mercato’ e che invece rivela tutta la fragilità di un’esperienza di capitalismo
spinto senza i contrappesi delle democrazie liberali.
È questa una delle voci raccolte dai due autori di China blues, tornati in Cina dieci anni
dopo il loro primo viaggio per capire ‘in diretta’ cosa è cambiato con la ‘politica di apertura’, le
riforme, la ‘crescita a due cifre’, il restyling olimpico. E hanno messo insieme una trentina
tra interviste, documenti ed esperienze, frutto dell’incontro con personaggi disparati, alcuni
rimasti in Cina, altri emigrati a Parigi, altri ancora immaginari, espressione esemplare di
situazioni corali. Sfrattati, registi, ex detenuti, filosofi, tassisti, operai, ambientalisti, membri
di organizzazioni non governative: sono loro i volti di questa nuova realtà cinese che racconta
di un’intera generazione sacrificata, dell’estrema precarietà di un modello sociale che
deve fare i conti con la repressione concentrazionaria, i lavoratori senza diritti delle zone
franche, lo sfruttamento senza freni delle risorse naturali che minaccia milioni di contadini
e provoca un incontenibile inquinamento. Trenta istantanee dal vivo che descrivono l’altra
faccia della ‘società armoniosa’. Un reportage di denuncia, ma anche un monito per le
società occidentali. Nel mondo del mercatoglobale, la Cina non è un caso a parte, ma condiziona
inevitabilmente la situazione generale del pianeta. Concludono infatti gli autori di
questo blues corale, di volta in volta acuto, sfiduciato, divertente, disperato: «Più conosciamo
la Cina, meglio comprendiamo l’Occidente».
Biografia degli autori
Hsi Hsuan-wou (1951), interprete, traduttore, insegnante, ha partecipato alla redazione della
celebre antologia Révo.cul. dans la Chine pop. Anthologie de la presse des Gardes rouges, mai
1966 - janvier 1968. La sua collaborazione con Charles Reeve è iniziata nel 1997 con il reportage
critico di un viaggio in Cina Bureaucratie, bagnes et business, tradotto in italiano nel
2000 con il titolo: Tianxia Diyu: l’inferno sulla terra. Burocrazia (celeste), lavoro forzato e
business in Cina.
Charles Reeve, nato a Lisbona nel 1945, dal 1967 vive a Parigi, dove si era rifugiato dopo
aver disertato dall’esercito coloniale portoghese. Saggista politico e storico, ha dedicato
al suo paese d’origine L’esperienza portoghese. La concezione golpista della rivoluzione sociale
(tradotto in italiano nel 1976), per poi orientarsi sulla situazione cinese con diversi
volumi tra i quali, tradotti in italiano: La tigre di carta. Saggio sullo sviluppo del capitalismo
in Cina dal 1949 al 1972 (1974) e il reportage Tianxia Diyu: l’inferno sulla terra. Burocrazia
(celeste), lavoro forzato e business in Cina (2000, con Hsi Hsuan-wou).


