Se la vostra sensazione è di averne avuto abbastanza dei demoni dello Zarathustra, dovete dirlo. È primavera quando Jung riprende il commento seminariale che lo sta impegnando da due anni. Verifica subito con i suoi uditori che l'incandescenza di Nietzsche non risulti insopportabilmente ulcerante anche per chi ha familiarità professionale con le patologie della psiche. Ma a Zurigo, in quel 1936, la gran parte di loro sceglie di continuare ad addentrarsi a proprio rischio nell'opera "sdrucciolevole", tormentosa e anticipativa che parla al pieno Novecento nella lingua della contemporaneità. Lì non c'è immagine che giaccia inerte, non c'è espressione libera da spasmo: ogni singolo passo rappresenta al tempo stesso un punto di sprofondamento abissale nell'inconscio di Nietzsche-Zarathustra e una linea di fuga verso gli orizzonti lussureggianti della sapienza più remota. La concrezione di spirito e vita vi raggiunge una tale densità da sgomentare lo stesso Jung, dettandogli una delle analisi più illuminanti del pensiero nietzscheano: "Dall'assalto dello spirito Nietzsche scoprì che esso è la vita stessa - vita in contrasto con la vita, vita in grado di sconfiggere la vita. E da quell'esperienza giustamente concluse che lo spirito è una potenza vitale: non uno spazio vuoto, morto, freddo come il ghiaccio, ma vita intensa e calda, ardente persino... Lo Zarathustra è la confessione di uno che è stato afferrato dallo spirito".
Lo «Zarathustra» di Nietzsche. Seminario tenuto nel 1934-39. Vol. 3
| Titolo | Lo «Zarathustra» di Nietzsche. Seminario tenuto nel 1934-39. Vol. 3 |
| Autore | Jung Carl G. |
| Argomento | Scienze Umane Psicologia |
| Collana | Seminari di Carl Gustav Jung |
| Editore | Bollati Boringhieri |
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| Pagine | 330 |
| Pubblicazione | 2013 |
| ISBN | 9788833923383 |
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