La dottrina che Platone attribuisce nei suoi dialoghi a Protagora appare strettamente connessa alla riflessione critica intorno al regime democratico. Il sofista sviluppa un concetto di uguaglianza che rimanda alla necessaria condivisione da parte di tutti i membri della comunità di disposizioni sociali, coltivate grazie all'educazione e alle istituzioni della città. Alla base vi è l'idea che le società umane siano capaci di trovare in se stesse le risorse ordinatrici e donatrici di senso necessarie alla loro sopravvivenza. Il punto di partenza sono dunque i bisogni e le esperienze degli uomini, pur nella finitezza delle loro forze intellettuali e morali; forze legate sì alla relatività dei punti di vista e al loro antilogico opporsi, alla mutabilità e al contrasto delle opinioni, all'impossibilità di stabilire, una volta e per sempre, il bene per se stessi e per la città, ma ancorate al tempo stesso alla consapevolezza che solo dalla cooperazione gli uomini possono ricavare il loro benessere, come singoli e come collettività, e dar vita a una sfera in cui l'uguaglianza politica predomini sulle disuguaglianze naturali e sul conflitto.
Protagora e l'arte politica
| Titolo | Protagora e l'arte politica |
| Autore | Li Vigni Fiorinda |
| Collana | Diotima. Questioni di filos. e politica |
| Editore | La scuola di Pitagora |
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| Pagine | 230 |
| Pubblicazione | 2010 |
| ISBN | 9788889579893 |
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