Nel 340 a.C. il console Decio Mure, al comando di un'ala dell'esercito romano impegnato in Campania contro i latini, nel tentativo di rovesciare le sorti del combattimento ricorre alla devotio. Attraverso il rito così denominato, consacra se stesso e le truppe nemiche ai Mani e alla Terra, confidando che ciò valga a ottenere l'appoggio divino nel prosieguo della battaglia. Coraggiosamente si lancia quindi tra le schiere avversarie, incontro a una morte eroica che prelude alla vittoria dei suoi soldati. Narrata da tante fonti antiche e in particolare da Livio, la vicenda, sovente ripresa da poeti e scrittori come Dante, Petrarca e Machiavelli, sarà immortalata da vari artisti e sommamente da Rubens, che le dedica un ciclo pittorico esposto al Liechtenstein Museum in Vienna. Ancora al centro della riflessione di pensatori del nostro tempo, in essa taluno è giunto a scorgere la chiave idonea a decifrare uno degli eventi più tragici del recente passato: l'attacco alle Torri Gemelle di New York dell'11 settembre 2001. Anche per orientarsi criticamente nel dibattito teorico odierno, occorre allora riconsiderare a fondo l'affascinante procedura giuridico-religiosa attivata da Decio Mure.
Rubens e la devotio di Decio Mure
| Titolo | Rubens e la devotio di Decio Mure |
| Autore | Luigi Garofalo |
| Argomenti |
Diritto, Economia e Politica Diritto Law |
| Collana | Imago iuris, 1 |
| Editore | Pacini Editore |
| Formato |
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| Pagine | 144 |
| Pubblicazione | 2018 |
| ISBN | 9788869953026 |
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