Il presente studio intende delineare il rapporto tra filosofia e teologia rivelata nel pensiero di Leibniz attraverso la considerazione di due misteri centrali della rivelazione cristiana, intorno ai quali vivo era il dibattito nel Sei-Settecento: Trinità e Incarnazione. Rifiutandosi di accettare questi dogmi, ritenuti irrazionali, i sociniani diventano il principale bersaglio dei difensori di tali misteri. Nate sul terreno teologico, le polemiche trinitarie si intrecciano strettamente con problemi di ordine filosofico, quali il rapporto fede-ragione, rivelazione-sapere,
il dibattito circa l’ambito di validità del principio di
non contraddizione, la riflessione sui limiti dell’intelletto umano e i gradi della conoscenza, la valenza e il significato dell’analogia, la legittimità dell’uso dei concetti di ‘natura’, ‘sostanza’, ‘persona’, la precisazione del concetto di relazione. Leibniz, prendendo direttamente parte a tali polemiche, diventa una guida d’eccezione per chi voglia scorgerne le implicazioni filosofiche, da lui chiaramente evidenziate. Questa attiva partecipazione implica, d’altra parte, la riflessione su nodi fondamentali per la sua stessa dottrina filosofica, sia a livello gnoseologico sia a livello metafisico. L’impegno leibniziano, volto alla difesa della Trinità dal punto di vista logico e – più in generale – alla giustificazione dello statuto gnoseologico delle proposizioni rivelate come sopra – ma non contro – la ragione, sembra infatti sostanziato a livello metafisico da un tacito presupposto: la coerenza, o addirittura la complementarietà, di una concezione trinitaria di Dio con la concezione leibniziana della struttura metafisica dell’universo. Abbracciata in uno sguardo d’insieme, la discussione dei problemi posti dalle verità rivelate svela una profonda (e per molti versi sorprendente) apertura del pensiero di Leibniz al senso del mistero.
Biografia dell'autore
Maria Rosa Antognazza è nata nel 1964. Dopo il conseguimento della laurea e del dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università Cattolica di Milano, ha svolto attività di ricerca presso diverse istituzioni estere. Ha collaborato con riviste e case editrici nazionali e internazionali attraverso la pubblicazione di studi sul rapporto tra fede e ragione nel Sei-Settecento. Attualmente è British Academy Postdoctoral Fellow e Research Fellow presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Aberdeen (Gran Bretagna).


