Questo libro accosta una domanda di grande interesse nel contesto attuale: a quali condizioni l’assunzione di responsabilità sociale da parte di un’impresa può configurarsi non come costo aggiuntivo, ma come investimento in grado di contribuire alla competitività e allo sviluppo aziendali?
L’accezione di responsabilità sociale d’impresa accolta ed esplicitata nella prima parte del testo si discosta dalla mera filantropia, che si esaurirebbe nel destinare a scopi sociali una quota del reddito generato dall’azienda. La responsabilità sociale, invece, interessa strutturalmente la gestione strategica e operativa dell’impresa, istituto economico-sociale che, nel realizzare la sua tipica missione produttiva, inevitabilmente influisce su una molteplicità di soggetti, creando (o distruggendo) valore per ciascuno di essi.
La responsabilità sociale è davvero interessante quando si dimostra conveniente, nel senso etimologico di convenire, ovvero incontrarsi, ‘essere in armonia con’ le esigenze poste dagli obiettivi di competitività ed economicità dell’impresa. È il caso di quelle manifestazioni di imprenditorialità socialmente orientata definite sintesi socio-competitive. La sintesi socio-competitiva costituisce una modalità innovativa di rispondere alle attese di una o più classi di interlocutori sociali (dipendenti, comunità locale ecc.), al di là di quanto previsto dalla normativa vigente e dalle consuetudini del tempo, dando vita a una soluzione che contribuisce a sostenere e alimentare il vantaggio competitivo dell’impresa e, dunque, il suo disegno di sviluppo.
Nella seconda parte del volume, il tema viene ripreso illustrando i risultati di una ricerca – realizzata da ISVI con il sostegno di BPM, BVQI Italia, Ernst & Young Italia e Gruppo Ferrovie Nord Milano presso oltre 130 imprese italiane – che ha esaminato la correlazione tra impegno sociale e performance aziendali, prestando particolare attenzione al bilancio sociale, alle campagne di cause related marketing e alla certificazione sociale SA8000.
In questa indagine si è assunto come modello di riferimento il paradigma ‘Responsabilità sociale - Intangibles - Performance economiche’, in quanto gli interventi in esame contribuiscono al miglioramento delle performance alimentando quel patrimonio di risorse intangibili (capitale organizzativo, capitale umano e capitale relazionale) che costituisce una determinante fondamentale per il successo futuro dell’impresa.
L’accezione di responsabilità sociale d’impresa accolta ed esplicitata nella prima parte del testo si discosta dalla mera filantropia, che si esaurirebbe nel destinare a scopi sociali una quota del reddito generato dall’azienda. La responsabilità sociale, invece, interessa strutturalmente la gestione strategica e operativa dell’impresa, istituto economico-sociale che, nel realizzare la sua tipica missione produttiva, inevitabilmente influisce su una molteplicità di soggetti, creando (o distruggendo) valore per ciascuno di essi.
La responsabilità sociale è davvero interessante quando si dimostra conveniente, nel senso etimologico di convenire, ovvero incontrarsi, ‘essere in armonia con’ le esigenze poste dagli obiettivi di competitività ed economicità dell’impresa. È il caso di quelle manifestazioni di imprenditorialità socialmente orientata definite sintesi socio-competitive. La sintesi socio-competitiva costituisce una modalità innovativa di rispondere alle attese di una o più classi di interlocutori sociali (dipendenti, comunità locale ecc.), al di là di quanto previsto dalla normativa vigente e dalle consuetudini del tempo, dando vita a una soluzione che contribuisce a sostenere e alimentare il vantaggio competitivo dell’impresa e, dunque, il suo disegno di sviluppo.
Nella seconda parte del volume, il tema viene ripreso illustrando i risultati di una ricerca – realizzata da ISVI con il sostegno di BPM, BVQI Italia, Ernst & Young Italia e Gruppo Ferrovie Nord Milano presso oltre 130 imprese italiane – che ha esaminato la correlazione tra impegno sociale e performance aziendali, prestando particolare attenzione al bilancio sociale, alle campagne di cause related marketing e alla certificazione sociale SA8000.
In questa indagine si è assunto come modello di riferimento il paradigma ‘Responsabilità sociale - Intangibles - Performance economiche’, in quanto gli interventi in esame contribuiscono al miglioramento delle performance alimentando quel patrimonio di risorse intangibili (capitale organizzativo, capitale umano e capitale relazionale) che costituisce una determinante fondamentale per il successo futuro dell’impresa.
Biografia dell'autore
Mario Molteni è professore straordinario di Economia aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e di Strategia e politica aziendale presso l’Università Bocconi. Dal 1994 è direttore di ISVI (Istituto per i Valori d’Impresa), ente promosso da università, imprese e associazioni, che realizza ricerche e servizi alle aziende sui diversi aspetti della responsabilità sociale. È autore di numerose pubblicazioni in tema di strategia d’impresa e di Corporate Social Responsibility. Tra le più recenti: Le misure di performance nelle aziende non profit di servizio alla persona (Padova 1997); Bilancio e strategia (Milano 2000); Il cause related marketing nella strategia d’impresa (Milano 2004); I modelli di responsabilità sociale nelle imprese italiane (Milano 2004).


