Michael Erler 1953 con questo libro si
impone in primo piano fra i giovani studiosi
tedeschi nell'ambito del nuovo paradigma
ermeneutico nell'interpretazione di Platone.
Egli esamina a fondo i dialoghi aporetici (in
particolare Lachete, Ippia minore, Eutifrone,
Carmide, Eutidemo), e li reinterpreta in funzione dei peculiari nessi fra scrittura e oralità,
che per la comprensione dei dialoghi di Platone risultano essere determinanti: non solo per
la comprensione di quelli scritti nella maturità
e nella vecchiaia, ma anche per quelli scritti
nella giovinezza, che sono tipicamente aporetici.
Erler, come tutti coloro che si muovono nell'ambito del nuovo paradigma ermeneutico,
parte della critica della scrittura che Platone
presenta nelle pagine finali del Fedro. ma vi
apporta cospicue novità, facendo vedere, in
maniera dettagliata, quale fosse lo sfondo
storico-culturale che rende particolarmente
comprensiva e significativa quella critica.
All'epoca di Platone il libro si stava staccando
dal suo autore; si imponeva come strumento
anche indipendentemente dall'oralità e dal
maestro; stava nascendo il lettore solitario. La
critica della scrittura e il modo con cui sono
impostati e concepiti gli stessi scritti di
Platone, intendono essere appunto una precisa
presa di posizione per frenare e correggere
queste tendenze. Lo scritto, secondo Platone,
non sostituisce l'oralità, ma ha sempre
bisogno di essa. gli stessi dialoghi teoretici,
riletti in questa ottica, si rivelano essere più
ricchi e più costruttivi.
Il senso delle aporie nei dialoghi di Platone
| Titolo | Il senso delle aporie nei dialoghi di Platone |
| Sottotitolo | Esercizi di avviamento al pensiero filosofico |
| Autore | Michael Erler |
| Collana | Università/Filosofia/Temi metafisici e problemi del pensiero antico |
| Editore | Vita e pensiero |
| Formato |
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| Pagine | 532 |
| Pubblicazione | 1991 |
| ISBN | 9788834305317 |
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