Le forme di vulnerabilità e i rischi sociali che emergono nella società contemporanea assieme alle istanze individuali di autonomia e auto-realizzazione mutano le esigenze di protezione dei cittadini, evidenziando l’incapacità dello stato sociale moderno (passivo e assistenziale) di farvi fronte. In questo scenario i welfare states europei si sono orientati verso il paradigma dell’attivazione (come nel welfare to work), che pone l’occupazione al centro del patto di cittadinanza e trova nell’apprendimento continuo uno dei suoi pilastri. Non mancano gli aspetti critici. Su di essi riflette il presente volume, che studia alcuni regimi nazionali di “welfare attivo” e analizza le condizioni alle quali il lifelong learning possa rappresentare una risorsa per lo sviluppo, un sistema di protezione, una leva della cittadinanza attiva, salvaguardando eque opportunità e libertà sostanziali dei cittadini.
Biografia degli autori
Michele Colasanto è ordinario presso l’Università Cattolica di Milano, dove è direttore del Dipartimento di Sociologia e docente di Analisi comparata ed istituzioni del capitalismo e di Sociologia delle relazioni di lavoro. Si occupa delle trasformazioni dei sistemi produttivi e del lavoro, delle nuove relazioni industriali, di processi formativi.
Rosangela Lodigiani è ricercatrice presso l’Università Cattolica di Milano, dove insegna Istituzioni di sociologia e Politiche del capitale umano. Si occupa di processi formativi, politiche attive del lavoro con particolare riguardo al rapporto tra formazione e lavoro.
Rosangela Lodigiani è ricercatrice presso l’Università Cattolica di Milano, dove insegna Istituzioni di sociologia e Politiche del capitale umano. Si occupa di processi formativi, politiche attive del lavoro con particolare riguardo al rapporto tra formazione e lavoro.


