Il volume rivisita il pensiero di Georg Simmel
(1858-1918) sulla libertà. Acuto interprete di
un’epoca che ha conosciuto un’accelerazione
grandiosa al cammino di libertà dell’uomo e, al
contempo, drammatiche involuzioni, il pensatore
tedesco, all’interno di un originale approccio
epistemologico contrassegnato dalla circolarità
tra idea ed esperienza, pone la questione
della libertà nei termini di un passaggio obbligato
per le scienze sociali: le relazioni, i modelli
e le forme di vita organizzata si sviluppano
infatti attorno a un certo immaginario della
libertà. Non a caso, quest’ultima costituisce
una sorta di fil rouge che attraversa tutti gli
scritti di Simmel, dall’ampia opera giovanile –
Einleitung in die Moralwissenschaft – fino al
frammento consegnato all’editore nello stesso
mese della sua morte dal significativo titolo
Über Freiheit. La stessa sociologia simmeliana
si pone come scienza della libertà relazionale:
l’analisi della libertà si intreccia
strettamente con quella del rapporto individuo-
società, dentro un’affascinante prospettiva
dialettica di co-originarietà e reciprocità
tra l’individuale e il sociale, fuori da visioni
deterministiche, meccanicistiche e individualizzanti.
Nella sua ricerca di «come possa l’io
individuale conservare il suo valore particolare,
senza allo stesso tempo sprofondare nell’instabilità
del soggettivismo», Simmel pone
attenzione alla visione antropologica sottostante
un’epoca, rivisitando la nozione di soggettività.
La nostra «libertà individuale non è
la pura determinazione interna di un soggetto
isolato, ma un fenomeno di relazione»: essa
si delinea unicamente dentro la nostra risposta
a un Tu, a un mondo sociale, alla vita. In
tal senso, la libertà viene compresa tra le
categorie della morale, la quale descrive il
radicamento dell’uomo nella relazione, poiché
è anzitutto una responsabilità. Il pensiero
simmeliano collocato al confine (tra sociologia, antropologia e riflessione filosofica) e disposto
a immergersi nel mistero impuro della
libertà – una sfida più grande di noi e del
nostro pensiero – continua a offrire un prezioso
contributo per la comprensione della condizione
umana contemporanea, delle sue sofferenze
e urgenze. Simmel ci insegna che, per
comprendere ogni tempo e per cimentarsi
nell’arte di costruire qualcosa che non eluda
la domanda di senso per sé e per gli altri,
occorre partire proprio da qui: da un’analisi
critica dell’immaginario della libertà.
Biografia dell'autore
Monica Martinelli è ricercatrice presso la
Facoltà di Sociologia dell’Università Cattolica
di Milano. Ha tradotto in italiano e curato la
pubblicazione del testo di G. Simmel,
Frammento sulla libertà (2009). Si occupa
delle trasformazioni sociali contemporanee: a
tale proposito ha pubblicato, tra l’altro:
Dentro e oltre il post-fordismo (2002); Il
legame incrinato (2003). Ha coordinato l’équipe
di ricerca Caritas Italiana-Università
Cattolica sulle periferie italiane (La città
abbandonata, a cura di M. Magatti, 2007) e
collaborato alla fase successiva di progettazione
sociale partecipata all’interno dei quartieri
urbani studiati (Animare la città, 2010).


