Tra le diverse modalità di accostare la storia dei secoli centrali del medioevo, particolarmente fecondo si rivela lo sviluppo del diritto canonico, che offrì un contribuito determinante alla costruzione dei fondamenti sia del papato, sia dei regna. L’alto medioevo si caratterizza per la vivace simbiosi tra le istituzioni ecclesiastiche ai diversi livelli e le espressioni del potere pubblico. Tuttavia, proprio a partire dal XII secolo, quest’ultimo avrebbe sempre più acquistato caratteri ‘laici’, cercando soprattutto nel diritto romano le basi sulle quali elaborare una adeguata giustificazione all’esercizio del potere politico, come pure di quello ecclesiastico. Il pensiero dei decretisti, dei decretalisti, nonché dei papi giuristi, tra i quali spiccano Innocenzo III e Innocenzo IV, incise dunque in maniera significativa sugli approfondimenti in merito al potere ‘giusto’, esercitato in accordo con i disegni divini. A questa riflessione vanno anche fatti risalire i motivi della lotta contro gli eretici – un elemento di disturbo in una società per definizione tesa alla realizzazione del progetto divino su di essa –, a volte dichiarati tali solo perché disobbedienti ai comandi del papa o dei principi. L’elaborazione canonistica si offre dunque come un punto di vista privilegiato dal quale cogliere le fasi e i motivi che, oltre a consentire una progressiva organizzazione delle diverse entità politiche del medioevo – tra le quali un posto di rilievo spetta allo Stato della Chiesa –, fornirono poi un importante riferimento al potere assoluto dei re.
Biografia dell'autore
Othmar Hageneder (1927) è dal 1952 impegnato nell’edizione dei registri di Innocenzo III (1198-1216); ha insegnato Storia medievale presso le Università di Innsbruck e di Vienna. Dal 1992 è membro effettivo dell’Accademia Austriaca delle Scienze e dal 1995 è Professore emerito. I suoi studi si sono soprattutto concentrati su temi di carattere giuridico-istituzionale in relazione alla storia dei rapporti tra sacerdotium e regnum nei secoli XI-XIII, nonché a problemi di diplomatica papale e di diritto canonico, il cui apporto risulta notevole sia nel fornire i fondamenti teorici della sovranità, sia nel giustificare la lotta all’eresia. A tutt’oggi ha curato l’edizione di cinque volumi dei registri di Innocenzo III (1964-1997) ed è autore di una monografia sull’esercizio della giurisdizione ecclesiastica nell’Alta e nella Bassa Austria. Uno dei saggi qui raccolti era già apparso in traduzione italiana: Il diritto papale di deposizione del principe: i suoi fondamenti canonistici (1150-1250), in Il pensiero politico del basso medioevo. Antologia di saggi a cura di C. Dolcini, Bologna 1983.


