Quadri di provincia, bar e ristoranti annegati nella nebbia, sprazzi di sole come miraggi, uomini e donne comuni, storie ruvide di giornate al mare, impossibili e sognati naufragi. Sono queste le atmosfere predilette da Paolo Conte, che con le sue canzoni nate all'ombra del jazz ha fatto la storia della musica italiana. Nonostante i moltissimi riconoscimenti ufficiali, lo strepitoso successo di pubblico e gli attestati di stima, Conte continua a schermirsi quando lo chiamano "maestro". Per modestia e senso della misura, certo. O forse per il suo percorso artistico curioso e irregolare: jazzista dilettante e appassionato ad Asti, autore per altri negli anni del boom della canzone leggera italiana, cantautore amato da uno sparuto gruppo di ammiratori e diventato infine un nome importante della scena discografica e concertistica internazionale. Ha scritto marcette quando era di moda il beat e bozzetti provinciali quando dominava la protesta politica. Canta, ma non ama la sua voce, e per anni ha rifiutato di comparire sulle copertine dei suoi dischi. In questo modo è riuscito a entrare nell'anima di moltissimi appassionati. E questo è indubbiamente un colpo da maestro. In questo libro Paolo Giovanazzi traccia un profilo critico del musicista, ripercorrendo le diverse fasi della storia di Conte dagli esordi jazz fino a "Psiche", con il prezioso contributo di chi c'era, ha visto o ha partecipato da protagonista.
Paolo Conte. Il maestro è nell'anima
| Titolo | Paolo Conte. Il maestro è nell'anima |
| Autore | Paolo Giovanazzi |
| Editore | Aliberti |
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| Pagine | 245 |
| Pubblicazione | 2010 |
| ISBN | 9788874245994 |
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