Nell'ambito della polemica antieretica, vero e proprio "banco di prova" per i grandi autori classici cristiani, Tertulliano occupa un posto del tutto particolare: nel trattato Contro gli eretici, composto pochi anni dopo la sua conversione, affronta la questione ricorrendo alla propria formazione pagana e allo strumento giuridico delle praescriptiones, le clausole che venivano invocate nei processi per sollevare delle obiezioni. Se è vero che la Chiesa ha ricevuto le Scritture da Cristo tramite gli apostoli, essa sola ne è l'erede per via di trasmissione legittima: gli eretici dunque non hanno il diritto né di possederle né di interpretarle. In questo modo, Tertulliano approfondisce la riflessione sulla tradizione, formulando in proposito una prima vera dottrina; l'opera contiene inoltre notizie storiche di grande interesse sulla Grande Chiesa del III secolo, sugli ambienti in cui si sono sviluppate le principali eresie e sulla prassi più antica della Chiesa: un prezioso documento della vita e della spiritualità del primo cristianesimo e un bell'esempio dell'arte di uno dei massimi scrittori cristiani.
Contro gli eretici
| Titolo | Contro gli eretici |
| Autore | Quinto S. Tertulliano |
| Curatore | C. Moreschini |
| Collana | Testi patristici, 165 |
| Editore | Città Nuova |
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| Pagine | 104 |
| Pubblicazione | 2002 |
| ISBN | 9788831131650 |
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