Tra i primi anni Dieci e la metà degli anni Cinquanta del Novecento il consumo di film coinvolge un pubblico vasto e di diversi livelli sociali e culturali. Il cinema non esaurisce la sua portata sociale nella sola dimensione dello spettacolo, ma influenza altri mezzi di comunicazione di massa e propone nuovi stili di vita. Questo libro studia alcuni casi esemplari di paratesti cinematografici, ossia testi e discorsi generati o derivati da film (rotocalchi, cineromanzi, fumetti, fotoromanzi...) in una prospettiva di ricerca intermediale , attenta ai rapporti fra cinema, industria culturale e societa italiana. Nella prima parte del volume, attraverso l’analisi delle riviste cinematografiche, vengono ricostruite le tappe fondamentali dell’arrivo del cinema americano in Italia negli anni Dieci e la diffusione di modelli di comportamento
ispirati a Holliwood. In particolare si analizza il ruolo fondamentale svolto dai rotocalchi cinematografici per adeguare a rendere accettabile la cultura americana all’interno della tradizione italiana. Nelle lettere del direttore, nelle biografie romanzate dei divi, negli articoli di costume e nelle critiche ai film, da un lato si aderisce al fascino delle mode d’oltreoceano, dall’altro si prendono anche le distanze dal mondo holliwoodiano. Nella seconda parte del libro lo studio si concentra su esempi di film riproposti in altre forme espressive, cercando, ogni volta, di capire le ragioni di determinate scelte in relazione al contesto sociale e culturale dell’epoca. Si passa dall’uso d’immagini di film che illustrano edizioni di libri famosi come Quo vadis? e i promessi sposi nella prima metà degli anni dieci, alle cinenovelle degli anni Venti
e Trenta e ai fotoromanzi degli anni Cinquanta. Infine due film, Luciano Serra pilota (1938) di Goffredo Alessandrini e La domenica della buona gente (1953) di Anton Giulio Majano, sono analizzati con particolare attenzione sia come testi cinematografici sia nelle traduzioni in altri massmedia per evidenziare due momenti decisivi della storia del cinema e dell’industria culturale italiana: gli anni Trenta e gli anni Cinquanta .
Biografia dell'autore
Raffaele De Berti insegna storia e critica del cinema presso l’Università Cattolica di Brescia. Ha partecipato a ricerche sulla storia del cinema e sulle televisione, in particolare interessandosi ai rapporti tra cinema e altri mass-media. Fa parte del comitato scientifico della rivista «comunicazioni sociali», dove a pubblicato diversi saggi e curato alcuni numeri monografici tra i quali Cinepopolare. Schermi italiani degli anni Trenta (insieme a Elena Mosconi, 1998, 4). Ha collaborato con Francesco Casetti alle ricerche per la Verifica programmi trasmessi dalla RAI, Un’altra volta ancora. Strategie di comunicazione e forme di sapere nel telefilm americano in Italia (Torino 1984) e Tra me e te. Strategia di coinvolgimento dello spettatore nei programmi della neotelevisione (Torino 1988). Tra le pubblicazioni più recenti ha curato il volume Un secolo di cinema a Milano (Milano 1996) e luci del varietà. Pagine scelte ( in collaborazione con Luigi Boledi, Milano 1999).


