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Relazioni culturali e rapporti umani tra Svizzera e Italia

Relazioni culturali e rapporti umani tra Svizzera e Italia
Titolo Relazioni culturali e rapporti umani tra Svizzera e Italia
Autore
Collana Il nostro tempo
Editore Casagrande
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 180
Pubblicazione 1977
ISBN 9788877131096
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Il tema delle relazioni culturali fra Paesi confinanti, quali la Svizzera e l'Italia, è sempre ricco, oltre che di sorprese, di interesse, e talvolta si fa appassionante; quello dei rapporti umani delle due genti cementa e vivifica l'assunto. Due temi che, all'unisono o distintamente, vibrano e sollecitano l'attenzione del lettore nel libro Relazioni culturali e rapporti umani fra Svizzera e Italia che Reto Roedel, nestore di questi studi, ha dato alle stampe per i tipi delle Edizioni Casagrande SA di Bellinzona. Libro avveduto e ricco di scoperte, scritto con lo scrupolo dello studioso e con la vena e l'arguzia del narratore. Ad apertura e a chiusura, due testi di ponderata considerazione sia dei vari sviluppi che nei secoli, sino ai giorni nostri, ebbero le relazioni culturali fra i due diversi Paesi, sia della diffusione della lingua italiana nella cultura europea di ieri e di oggi. Testi che rifuggono da ogni divagazione o convenzionalità, testi documentari, privi di panegirici, che si attengono alla esclusiva concretezza dei fatti, rinunciando anche alle parole - mere parole - buone o meno che qualche cospicuo personaggio dell'uno o dell'altre campo, una volta o l'altra, può avere pronunciato. Fra queste due specie di colonne portanti, il libro si sviluppa con vari capitoli rivolti a un nutrito gruppo di illustri o ignoti ammiratori dell'uno o dell'altra terra, eminenti e anche umili fautori di reciproca comprensione, di mutua armonia. Sono medaglioni, in tutto stacco, che vividamente rievocano figure il cui profilo il tempo può avere svanito e cancellato, o passioni del resto note ma non ancora altrettanto penetrate. Fra la gente del passato, rivivono personalità quali Paganino Gaudenzio, secentista poschiavino che fu uno dei luminari dello «studium» pisano, allora sommamente apprezzato e oggi quasi totalmente dimenticato, e Giovanni Antonio Pazzaglia, settecentesco piacevolone genovese, che lasciò un non trascurabile testo memorialistico sulla «lodabile repubblica e città di San Gallo», testo che, fuor del luogo, tutti ignorano. Nei capitoli che considerano la gente dei giorni nostri, si incontrano due scrittori di primissimo piano: si ha conferma del luminoso cordiale e totale attaccamento alla Svizzera di Diego Valeri, e della viva simpatia per le terre ticinesi dichiarata anche da chi vi fu per così dire espulso, Gian Battista Angioletti. Né manca in questa serie di rammemorazioni, che hanno il pregio di non trascurare gli umili, il ritratto di un fornaio il quale «tra l'infornare e lo sfornare pagnotte e sfiloni, si faceva tergere la fronte dalle Muse» e scriveva versi sull'uno e sull'altro Paese, un semplice lavoratore italiano residente a Ligornetto. E, su questi accostamenti, il libro va oltre, non elude il preciso problema dei lavoratori stranieri presenti in Svizzera, anzi vi dedica un intero capitolo. Lo fa con lo stesso scrupolo e con la stessa passione con i quali illustra l'umano, non libresco, incontenibile amore di Jacob Burckhardt per la vecchia Roma, o se volete quello di Enrico Federer per gli aspri e appartati sentieri appenninici, i sentieri
 

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