Nello studio delle relazioni internazionali,
l’equilibrio di potenza definisce quella particolare
situazione di controbilanciamento che
scatta in risposta a un tentativo di egemonia.
Come concetto, ma anche come pratica politica,
ha radici lontane. Molti ne ravvisano
addirittura le prime tracce nelle relazioni esistenti
tra le città-stato italiane nel XV-XVI
secolo. Da allora si è affermata l’idea che,
quando una grande potenza dà segni di puntare
a dominare il sistema internazionale, le
altre grandi potenze si alleano in modo da
preservare la propria sicurezza creando un
chiaro contrappeso nei confronti dell’aspirante
egemone.
L’inglese Richard Little porta qui nuove e significative suggestioni a questo argomento che continua ad affascinare gli studiosi di relazioni internazionali, e lo fa con una limpida precisione analitica che rende il suo lavoro un punto fermo nella discussione attuale. Egli elabora un modello innovativo del concetto di equilibrio di potenza attraverso il quale riesamina quattro testi ‘classici’ che utilizzano questo concetto come chiave di comprensione teorica delle relazioni internazionali: Politica tra le nazioni (1948) di Hans J. Morgenthau, La società anarchica (1977) di Hedley Bull, Teoria della politica internazionale (1979) di Kenneth N. Waltz e La logica di potenza (2001) di John J. Mearsheimer. Il suo approccio a queste vere e proprie ‘icone’ della disciplina non solo consegue il risultato di una loro analisi approfondita e comparata, ma ottiene anche l’effetto di liberarle dall’immagine stereotipata che si era sedimentata negli anni e di consegnarle al dibattito attuale nuovamente vitali all’interno di un modello interpretativo più ampio ed elaborato.
L’inglese Richard Little porta qui nuove e significative suggestioni a questo argomento che continua ad affascinare gli studiosi di relazioni internazionali, e lo fa con una limpida precisione analitica che rende il suo lavoro un punto fermo nella discussione attuale. Egli elabora un modello innovativo del concetto di equilibrio di potenza attraverso il quale riesamina quattro testi ‘classici’ che utilizzano questo concetto come chiave di comprensione teorica delle relazioni internazionali: Politica tra le nazioni (1948) di Hans J. Morgenthau, La società anarchica (1977) di Hedley Bull, Teoria della politica internazionale (1979) di Kenneth N. Waltz e La logica di potenza (2001) di John J. Mearsheimer. Il suo approccio a queste vere e proprie ‘icone’ della disciplina non solo consegue il risultato di una loro analisi approfondita e comparata, ma ottiene anche l’effetto di liberarle dall’immagine stereotipata che si era sedimentata negli anni e di consegnarle al dibattito attuale nuovamente vitali all’interno di un modello interpretativo più ampio ed elaborato.
Biografia dell'autore
Richard Little, uno dei massimi studiosi europei di relazioni internazionali, è professore di Politica internazionale presso l’Università di Bristol. Già presidente della British International Studies Association, è autore, con Barry Buzan, di International Systems in World History (2000).


