Spesso frettolosamente percepita come sinonimo di relativismo e quindi abbandonata all'euforia dei buontemponi o all'acido corrosivo degli scettici, l'ironia parrebbe un inquilino scarsamente compatibile e perfino imbarazzante per rapporto al pensiero della fede. Questo saggio, ideale prosecuzione della riflessione dell'autore sul tema della "voce della rivelazione", scommette sulla fecondità del singolare accostamento fra teologia e ironia: il soffio ironico emerge come una finzione salutare e onesta, una maschera che smaschera la differenza tra il punto di vista degli uomini e quello di Dio. Ospite dell'evento della rivelazione, l'ironia sprigiona una "voce di sottile silenzio" e restituisce alla teologia quel "pudore della verità" di cui dovrebbe essere sempre mendicante. Ne è cifra sintetica il Cristo crocifisso e sorridente di Chagall: l'ossimoro scomodo che affascina e interpella.
L'ironia, «voce di sottile silenzio». Per un'ermeneutica del linguaggio rivelativo
| Titolo | L'ironia, «voce di sottile silenzio». Per un'ermeneutica del linguaggio rivelativo |
| Autore | Sergio Gaburro |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Religione |
| Collana | Universo teologia, 101 |
| Editore | San Paolo Edizioni |
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| Pagine | 246 |
| Pubblicazione | 2013 |
| ISBN | 9788821577437 |
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