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Lettera a un sovrano crociato sui fondamenti della vera religione. Testo arabo in appendice

Lettera a un sovrano crociato sui fondamenti della vera religione. Testo arabo in appendice
Titolo Lettera a un sovrano crociato sui fondamenti della vera religione. Testo arabo in appendice
Autore
Curatore
Collana La Coda di Paglia
Editore La vita felice
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 121
Pubblicazione 2011
ISBN 9788877993625
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All'inizio del XIV secolo, mentre i Mongoli dell'Iran minacciano di invadere il sultanato mamelucco e i Crociati bordeggiano senza sosta lungo le coste della Siria-Palestina, portandovi guerra e terrore, il più grande pensatore musulmano del tempo, Taqi ai-Din Ahmad Ibn Taymiyya scrive a un sovrano crociato residente a Cipro. Nella sua epistola, egli chiede di liberare i prigionieri musulmani o almeno di trattarli con benevolenza e di non imporre loro a forza il battesimo; ma ciò che rende soprattutto interessante il testo è la straordinaria lezione di religione comparata che accompagna le sue richieste, nella quale l'autore vanta i meriti dell'islam e invita il suo corrispondente a riflettere sui fondamenti della "vera religione".
 

Biografia dell'autore

Taqi al-Din Ahmad Ibn Taymiyya

Taqî al-Dîn Ahmad Ibn Taymiyya, uno dei più grandi pensatori dell’islam, nacque nel 1263 a Harrân nella Mesopotamia settentrionale. Educato a Damasco, aderì alla scuola giuridica hanbalita e divenne presto celebre per le sue posizioni rigoristiche e antimistiche. Alla sua attività di teologo, unì un intenso impegno politico che lo portò a opporsi con ogni mezzo alle invasioni mongole e ad assumere posizioni fortemente polemiche nei confronti delle autorità mamelucche: per le sue critiche contro il potere costituito conobbe a più riprese le prigioni del Cairo e di Damasco. Arrestato per l’ennesima volta nel 1336, morì in carcere due anni dopo. Ai suoi funerali partecipò una grande folla, e la sua tomba, nel cimitero dei sufi di Damasco, è ancora oggi una delle più venerate.

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