Nell'ultimo mezzo secolo il campo delle arti visive ha assistito alla progressiva scomparsa delle opere tradizionalmente intese - quadri e sculture - e a un contestuale affermarsi delle installazioni e degli ambienti estetici, in grado di avvolgere lo spettatore in un'esperienza multisensoriale. Dopo aver colto questo fenomeno di "vaporizzazione" nel saggio "L'arte allo stato gassoso", Yves Michaud torna a farsi grande interprete del mondo dell'arte contemporanea descrivendone una seconda decisiva evoluzione: il suo assoggettamento al regime iper-estetico odierno. Operazioni di estetizzazione sempre più capillari e pervasive plasmano ogni ambito del vivere quotidiano, in cui qualunque cosa risponde ormai all'imperativo di essere attraente e piacevole. Da frontale, l'esperienza estetica diventa atmosferica e la sensibilità del soggetto si fa diffusa e ipertrofica. In un contesto simile, quale spazio rimane alla Grande Arte? La risposta è decisa e il giudizio inappellabile: nessuno. L'arte è davvero finita.
L'arte è davvero finita
| Titolo | L'arte è davvero finita |
| Autore | Yves Michaud |
| Argomento | Letteratura e Arte Arte |
| Collana | Esperienze dell'estetico. Testi |
| Editore | Mimesis |
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| Pagine | 328 |
| Pubblicazione | 2024 |
| ISBN | 9791222306728 |
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