Skira: Skira Masters
Antonello da Messina
editore: Skira
pagine: 176
La prima opera firmata e datata di Antonello, il Salvator Mundi della National Gallery di Londra, del 1465, rivela d'acchito u
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Magritte
editore: Skira
Magritte procede per dissociazione: rompere i legami tra somiglianza e affermazione, stabilire la loro ineguaglianza, fare agi
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Klimt
editore: Skira
pagine: 192
«Nel 1936 il filosofo tedesco Walter Benjamin pubblicò un saggio dal titolo "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibili
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Hiroshige
editore: Skira
pagine: 191
"Hiroshige appartiene alla generazione, successiva a quella di Utamaro, in cui si assiste al relativo trascolorare dell'import
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Caravaggio
editore: Skira
pagine: 191
"Caravaggio, violento, assassino e geniale protagonista di una vita tormentata spesa tra il lusso e la raffinatissima cultura
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Manet
di Marcello Venturi
editore: Skira
pagine: 191
"Ah, scusate, vi credevo colossale, e cercavo da ogni parte un viso stravolto e patibolare
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Leonardo
editore: Skira
pagine: 192
Il nome di Leonardo da Vinci evoca nella percezione comune l'immagine del genio; egli visse in un'epoca in cui (nonostante l'i
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Giotto
editore: Skira
pagine: 192
"Rimutò l'arte di greco in latino, e ridusse al moderno." Con queste parole Cennino Cennini, pittore e teorico, sintetizza intorno al 1390 nel suo Libro dell'arte il ruolo innovatore di Giotto. Quello di interprete del nuovo naturalismo trecentesco, che supera gli schemi ieratici e innaturali dell'arte bizantina e apre all'Umanesimo. Un ruolo di rottura, avvertito chiaramente dai contemporanei. Il cronista trecentesco Giovanni Villani, qualche anno dopo la morte del pittore avvenuta l'8 gennaio 1337, lo definisce nella sua Cronica "il più sovrano maestro stato in dipintura che si trovasse al suo tempo, e quegli che più trasse ogni figura e atti al naturale". Pittore, architetto e scultore, Giotto è da sempre un mito. Certamente per la sua pittura "dal naturale", cioè dal vero, rivoluzionaria e innovatrice, per il nuovo senso dello spazio, del volume e del colore, che si lascia alle spalle il Medioevo. Ma anche per le capacità imprenditoriali, in grado di riorganizzare i cantieri artistici e compiere straordinarie imprese non solo per i francescani, ma per papi e re, da Roma ad Avignone, e nella stessa Firenze, dove nel 1334 viene eletto dal Comune "magistrum et gubernatorem" per i lavori nel duomo e nella città. Abile e vivace capobottega, è un oculato uomo d'affari, come rivelano le scarne note biografiche. Presentazione di Giancarlo Vigorelli.
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Michelangelo pittore
editore: Skira
pagine: 192
Il 18 febbraio 1564 il vecchio Michelangelo, quasi novantenne, muore
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