Tullio Pironti: Elogi
Elogio del medico
di G. Paolo Porreca
editore: Tullio Pironti
pagine: 27
"È un medico senza mostrine e senza coccarde, il medico desnudo di Porreca. Un medico di corsia, di guardia, di paese, di ospedale, un medico in quattro 'stanze', che abita il giorno con il paziente e ne incrocia gli sguardi e i silenzi. Quel medico, lontano dall'eloquio e dalla retorica, che condivide in difetto di presunzione la solitudine altrui. I turni della domenica, le polpette di don Mario, i Notturni di Chopin e il coraggio di certe bugie, specie se fuori è Natale..."
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Elogio della parola e della poesia
di Joan Maragall
editore: Tullio Pironti
pagine: 72
Joan Maragall nacque nel 1860 a Barcellona da una ricca famiglia della borghesia imprenditoriale. Dopo gli studi in Giurisprudenza, si dedicò esclusivamente alla scrittura, dividendo il suo impegno tra giornalismo, poesia e prosa letteraria. Collaborò sin dalla sua fondazione al Diari de Barcelona, contribuendo all'affermazione di una identità catalana disegnata da confini linguistici e ideali all'interno di una auspicata tensione paniberica che condivise con autori importanti di lingua castigliana della sua generazione, come Miguel de Unamuno e Francisco Giner de los Rìos. La sua opera infatti concorse, al di là di ogni appartenenza a scuola o temperie storica, alla fondazione di un immaginario mitico e collettivo di lingua e nazionalità catalane. La produzione poetica si compone di cinque raccolte: "Poesies" (1895), "Visions i Cants" (1900), "Les Disperses" (1904), "Enllà" (1906), "Seqüències" (1911), e numerose traduzioni di poeti, sia classici che contemporanei. Tra gli scritti in prosa si ricordano diversi epistolari di gran valore letterario e gli "Elogi", di cui si propongono oggi in traduzione i due che meglio esprimono la sua poetica civile, irrazionale, cristiana e redenzionista: l'"Elogio della parola" (1903), l'"Elogio della poesia" (1909). Il poeta, poco tradotto, e noto in Italia solo a un esiguo numero di lettori non ingenui, si spense nel 1911 nella città natale. Contiene il "Canto spirituale" tradotto da Lello Voce e un'introduzione di Francesco Ardolino.
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Elogio di un incontro. Armando De Stefano
di Mauro Giancaspro
editore: Tullio Pironti
pagine: 48
"Quello che mi colpisce è che le opere, le scene, gli scorci, i gruppi, le posture, i personaggi, i volti di De Stefano hanno
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Elogio dell'adulterio
di Maria Roccasalva
editore: Tullio Pironti
pagine: 27
Da reato a consuetudine: questa è la metamorfosi dell.adulterio secondo Maria Roccasalva. In un passato non poi tanto remoto la donna fedifraga era vittima del cosiddetto "delitto d'onore"; oggi il peggio che possa accadere alla malcapitata è un divorzio economicamente svantaggioso. "Spogliato di quell'aura fosca e sinistra di peccato nel quale esso si consumava affermandosi, l'adulterio è stato privato anche del suo carattere eroico di ribellione [...]". Se è vero che l'ebbrezza della trasgressione rende l'amore più eccitante, si può facilmente intuire quali siano state le conseguenze, in questo senso "nefaste", di un post-femminismo estremo che ha privato l'adulterio del suo ingrediente più piccante: il gusto del proibito, di un segreto consumato tra le quattro mura di una stanza. "Andare a letto con un altro non significa mica tradire, ma cercare di essere in qualche modo felice. E più si è felici, più il matrimonio va a gonfie vele". E le donne italiane, saranno d'accordo?
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Elogio di san Gennaro
di Pietro Treccagnoli
editore: Tullio Pironti
pagine: 40
Per quanto si possa essere miscredenti, indifferenti o atei senza freni, bisogna sempre fare i conti con san Gennaro, con il s
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Elogio di Mourinho
di Mimmo Carratelli
editore: Tullio Pironti
pagine: 39
"Ave, messia del football arricciato, allenatore di viso corrucciato, di manette ammanettato, filoso del fallo laterale, poeta del pressing, esegeta dei novanta minuti più recupero, chiosatore dell'offside e notista vocale del penalty-no penalty, predicatore del successo ad ogni costo". In medio stat virtus? No. Non esistono mezze misure quando si ha a che fare con lo Special One. Persino nel nome: "Mou, diminutivo dolce come una caramella al latte, Mourinho tosto e sanguigno". Eccessivo ma con eleganza, proprio come le sue squadre, spregiudicate ma sempre attente alla difesa; croce (poco) e delizia (molto) dei quotidiani sportivi, amato e odiato, amico e nemico, simpatico e antipatico. Unisce undici giocatori e divide milioni di tifosi. "One. Special One. Number One. One and One", di se stesso dice: "Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia migliore di me". Diretto, sfrontato e imprevedibile, un astuto comunicatore, ma soprattutto, non lo si dimentichi mai, un allenatore vincente. Insomma, che piaccia o meno, Mourinho è riuscito a ridare vitalità e peso, con le sue parole e con il suo gioco, al calcio italiano, altrimenti sfiancato da scandali, fughe di soldi e di talenti e immobile nelle frasi fatte e scontate della falsa diplomazia. E allora "dagli, Mou! Di' quello che pensi e buonanotte al secchio e al pallone".
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Elogio di Helenio Herrera
di Giancarlo Dotto
editore: Tullio Pironti
pagine: 39
In principio fu Il Mago. Quando il fenomeno Mourinho non era ancora nato, il fenomeno Herrera era già all'apice della sua gloria, leader assoluto della più forte Inter di tutti i tempi, della squadra che tutti i tifosi di quella generazione, ma non solo, sanno ancora oggi recitare a memoria: Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Pierò, Suárez, Corso. Una preghiera più che una formazione. C'è un calcio "avanti H.H." e un calcio "dopo H.H.". Nessuno prima di Herrera, solo Mourinho dopo di lui, nel carisma assoluto con cui hanno governato e plagiato il mondo del pallone. Se la grandezza del portoghese si autoalimenta e si incupisce nel mito spietato di se stesso, quella dell.apolide Herrera sconfina e si disperde gioiosamente nel suo genio zingaro e magmatico, unico nell.assorbire e riplasmare tutti i saperi del mondo. "Helenio Herrera detto Il Mago nasceva cento anni fa in un.isola del Rio de la Plata o del Tigre, non si sa bene dove ma si sa bene perché. Spiegare al mondo come trovare la via più breve per arrivare al cuore delle cose. Che fosse la porta del Milan o quella dell.inferno. Suarez o il lampo. Non importa come. Due passaggi e gol. Due parole invece di cento."
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