Unicopli: Storia sociale dell'educazione
Le colonie di vacanza italiane (1968-1990) Una pedagogia fra tradizione e innovazione
di Luca Comerio
editore: Unicopli
pagine: 185
Questo lavoro si propone di accompagnare il lettore in un immaginario viaggio nel tempo alla riscoperta del poliedrico mondo d
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Educazione e sessualità. Gli almanacchi di Paolo Mantegazza (1866-1905)
di Matteo Loconsole
editore: Unicopli
pagine: 150
Il volume si propone di ricostruire una pagina della storia dell'educazione e dei costumi sessuali delle italiane e degli ital
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Pericoloso a dirsi. Emozioni, sentimenti, divieti e trasgressioni nella storia dell'educazione
di Carmela Covato
editore: Unicopli
pagine: 152
"Pensieri miei pericolosi a dirsi" è uno scritto autobiografico di Pietro Verri del 1783, dove egli ripercorre alcuni momenti
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Idoli di bontà. Il genere come norma nella storia dell'educazione
di Carmela Covato
editore: Unicopli
pagine: 152
Buona o perversa? A partire dal lungo Ottocento, nell'ordine simbolico della cultura occidentale, ogni nuova forma di protagonismo delle donne fuori dalla sfera della vita privata viene comunemente percepita come possibile sovvertimento degli assetti sociali e delle gerarchie in essi implicite. Sia la rappresentazione di una femminilità silenziosamente sottomessa sia l'immagine della donna peccatrice non ci permettono, tuttavia, nemmeno di sfiorare le identità reali ma solo l'immaginario su di esse della cultura dominante. Il volume intende prendere in esame i paradigmi pedagogici e i modelli educativi nei quali il genere diviene norma ed è frequente il ricorso allo stereotipo della bontà e della ritiratezza come antidoto all' emancipazione culturale e sociale.
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Comari patentate
La scuola per levatrici nella Novara dell'Ottocento
di Mazzella Elisa
editore: Unicopli
pagine: 125
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Giuseppe Sergi e «la morale fondata sulla scienza». Degenerazione e perfezionamento razziale nel fondatore del Comitato italianao per gli studi di Eugenica
di Luca Tedesco
editore: Unicopli
pagine: 133
Studioso di una pluralità di discipline nella seconda metà dell'Ottocento, Sergi, tra i massimi antropologi positivisti tra Otto e Novecento e fondatore del movimento eugenetico italiano, le pose al servizio di una rifondazione razionale della società la cui integrità psico-fisica doveva essere salvaguardata attraverso un progetto di perfezionamento razziale e l'espunzione di ogni dimensione metafisica, segnatamente religiosa, che la società minacciava non meno della degenerazione biologica della razza. Se la drasticità delle misure prospettate da Sergi nei confronti dei 'tarati' irrecuperabili non fu accolta da quella latina nostrana, l'enfatizzazione sergiana della validità della profilassi fisica e morale, della medicina sociale preventiva, dell'assistenza materno-infantile e dell'educazione per i sani e per i deviati recuperabili sarebbe stata condivisa dalla nostra classe politica e medica, incline perlopiù ad accogliere il modello 'ambientalista-lamarckiano' piuttosto che quello 'determinista-mendeliano'. Il 'socio-ambientalismo' sergiano, così, avrebbe improntato nel nostro Paese il discorso sul perfezionamento razziale perlomeno fino agli anni Trenta del Novecento.
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Le storie usate. Calvino, Rodari, Pitzorno: riflessioni pedagogiche e letterarie tra mitologia e fiaba
di Barsotti Susanna
editore: Unicopli
pagine: 221
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Soli per il mondo. Bambine e bambini emigranti tra Otto e Novecento
editore: Unicopli
pagine: 298
La realtà della migrazione, oggi costituita da adulti e minori prevalentemente extraeuropei, ha interessato massicciamente anc
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