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Vita e pensiero: Università/Filosofia/Platonismo e filosofia patristica

Filone di Alessandria nella prima letteratura cristiana

Uno studio d'insieme

di David T. Runia

editore: Vita e pensiero

pagine: 552

34,00
19,00

Eriugena

I fondamenti del suo pensiero

di Werner Beierwaltes

editore: Vita e pensiero

pagine: 444

24,00

Agostino

Il battesimo del pensiero antico

di John M. Rist

editore: Vita e pensiero

pagine: 472

24,00

L' oltre nel presente

La filosofia dell'uomo in Gregorio di Nissa

di Claudia Desalvo

editore: Vita e pensiero

pagine: 360

19,00

Eros e Psyche

Studi sulla filosofia di Platone, Plotino e Origene

di John M. Rist

editore: Vita e pensiero

pagine: 308

John M. Rist affronta un tema importante e centrale all’interno della filosofia greca, che ha ricevuto la sua forma caratteristica attraverso Platone, Plotino ed il tardo Neoplatonismo: Eros rivela la situazione dell’uomo come quella di un essere collocato “fra” “Povertà” (“Penia”) e “Ricchezza” (“Poros”), il che significa, in termini non mitologici: fra il bisogno e la piena realizzazione, fra il sapere e il non-sapere. Eros è quella forza presente nell’anima dell’uomo che, mediante il suo domandare critico, cerca di andare oltre la condizione attuale di insufficienza spirituale. La consapevolezza dell’insufficienza del sapere umano rispetto al sapere divino (assoluto, puro) – “nessuno degli dei fa filosofia” perché sono già “sapienti” – incita l’uomo proprio a “filo-sofare”: sotto questo aspetto, Eros è l’attiva mediazione fra le diverse forme dell’essere e della coscienza,, il passaggio pensante dal divenire all’essere, da un sapere ancora latente ad un sapere cosciente; è il fondamento e l’incessante impulso per il movimento di trascendenza del pensiero: “Eros filosofa per tutta la vita”. Includendo nelle sue riflessioni il teologo cristiano Origene, influenzato in modo essenziale dalla filosofia platonica, Rist conferisce al complesso della sua trattazione una tensione, quale emerge efficacemente nella drammatica trasformazione e nello sviluppo del concetto di “Eros” all’interno del cristianesimo. Il libro di Rist offre un contributo essenziale e suscita ulteriori questioni circa la teoria greca dell’Eros come forza fondamentale dell’anima umana e circa la sua trasformazione nell’idea cristiana di Dio come amore. Questa forma riflessiva, teologica, non può essere pensata senza gli accenni ad un Principio divino che “ama” presenti nella filosofia neoplatonica, ma neppure senza il concetto di un’ascesa “amante” dell’anima verso l’Uno-Bene, che – nel caso più fortunato – trova il suo compimento nell’autotrascendimento del pensiero nell’unione con l’Uno.
16,00

Giustino Martire

Il primo cristiano platonico

di Giuseppe Girgenti

editore: Vita e pensiero

pagine: 188

Con Giustino, filosofo e martire, come la tradizione cristiana, abbiamo a che fare con una personalità emblematica dei problemi affrontati dal cristianesimo nei primi tempi della sua diffusione: come possa il cristiano essere anche filosofo. Problema arduo e risolto con risposte e soluzioni spesso unilaterali e non soddisfacenti: con la “ellenizzazione del cristianesimo”, secondo la ben nota formula del Harnack, la quale produsse, come relazione, altre formule o interpretazioni parimenti eccessive: Giustino non è filosofo, non è platonico, o, addirittura, il cristianesimo è l’antifilosofia. Giuseppe Girgenti, in questo saggio rapido e incisivo, affronta il problema, ricorrendo le soluzioni che erano state avanzate in precedenza, mettendo a nudo la loro limitatezza o, peggio, la precarietà nel procedere dimostrativo. Va notata la sicurezza con cui il Girgenti ripercorre le varie proposte di interpretazione, ma soprattutto, va sottolineata la nuova proposta: “l’identificazione Logos/Cristo fa del cristianesimo non una filosofia, cioè una ricerca della verità, ma la Sophia, cioè la Verità stessa”. Questa è la proposizione essenziale, e la base della interpretazione nuova proposta nel libro. Essa spiega l’altra enunciazione fondamentale della filosofia giustinea,, che sarà anche di Clemente Alessandrino, poi: la presenza del Logos di Dio in tutti gli uomini rende questi ultimi “filosofi”, in quanto ricercano la sapienza, mentre Dio, nella persona storica del Cristo, è sapiente, anzi, è la Sapienza in sé. Inutile dire quanto sia stato importante, per l’ulteriore sviluppo del cristianesimo nella sua forma più immediata e più colta, l’aver conquistato questa certezza, della somma Sapienza in Dio, di Dio come Logos. Una conquista che, certo, ha ellenizzato il cristianesimo, facendogli perdere altri aspetti genuini, come quelli di origine giovannea di Dio come Amore, ma che, comunque, gli ha procurato un’arma preziosa per combattere lo gnosticismo.
9,30

Il platonismo e l'antropologia filosofica di Gregorio di Nissa

di Enrico Peroli

editore: Vita e pensiero

pagine: 364

Il saggio di Enrico Peroli (Il Platonismo e l'antropologia filosofica di Gregorio di Nissa) si presenta come un importante contributo allo studio di uno dei problemi più complessi che richiede la comprensione del grande Padre Cappadoce. Tale problema non ha goduto, considerando la critica del Nisseno nel suo complesso, di una viva attenzione; si possono riscontrare sporadici accenni ad esso nelle opere dei più grandi studiosi di Gregorio di Nissa (Daniélou, Volker, Cherniss), ma si è sempre trattato di contributi marginali e contingenti, che non sono mai andati oltre a qualche assaggio. I1 problema, cioè, era stato visto a grandi linee, ma non chiarito e delineato con nettezza. Tale lacuna è colmata dal Peroli con questo suo saggio, nel quale viene affrontata con grande attenzione e competenza tutta una serie di tematiche relative alla antropologia, in un confronto serrato con la tradizione filosofica greca. Il saggio di Enrico Peroli getta in questo modo una luce chiara su problemi oscuri e complessi. Vi si apprezzano non soltanto una vasta cultura, prodotta da ampie letture di testi cristiani e di testi neoplatonici, ma anche una lucidità esemplare nell'impostazione di difficili problemi e una limpidezza non comune nell'esporli al lettore.
19,00

Porfirio e Vittorino

di Pierre Hadot

editore: Vita e pensiero

pagine: 640

Pierre Hadot (1922), professore emerito di Storia del Pensiero Ellenistico e Romano a Parigi, è certamente uno degli studiosi più rappresentativi di lingua francese del Neoplatonismo e dei suoi rapporti con la Patristica. L'opera che presentiamo è uno dei suoi lavori più impegnativi, fondamentale per la comprensione del rapporto Platonismo?Cristianesimo in uno dei suoi momenti cruciali: Porfirio infatti, pur essendo avversario del Cristianesimo, ha fornito a Mario Vittorino gli strumenti concettuali per una prima formulazione filosofica del dogma della Trinità; sappiamo d'altra parte che Agostino si accostò alla filosofia neoplatonica proprio attraverso le versioni latine di Plotino e di Porfirio redatte da Mario Vittorino. In particolare Hadot prende in esame tre gruppi di testi estratti dalle opere teologiche di Mario Vittorino (che miravano a difendere la consustanzialità del Padre e del Figlio contro le teorie degli Ariani) e dimostra che essi hanno Porfirio come fonte, in particolare le dottrine contenute nel suo Commentario al Parmenide platonico (opera che viene pubblicata parallelamente a questa). Dio viene definito da Porfirio e da Vittorino sia come l'Essere stesso anteriore all'Ente, sia come il Primo Uno, Principio di ogni realtà. Porfirio identifica questo Uno?Essere con il primo termine della Triade (Padre?Potenza?Intelletto) di cui parlavano gli Oracoli caldaici; Vittorino da parte sua identifica la Triade intellegibile neoplatonica (che si articola in essere, vita e pensiero, ovvero, secondo un'altra formulazione, in manenza, processione e conversione) con la Trinità cristiana, per cui i tre momenti della Triade vengono identificati con le tre Persone divine, Padre, Figlio e Spirito Santo. L'opera di Hadot, per la profondità dell'analisi, l'accuratezza delle note, la ricchezza dei rimandi e delle informazioni relative alle fonti e agli influssi di Porfirio e di Vittorino nel Neoplatonismo e nella Patristica, si impone come punto di riferimento irrinunciabile per tutti gli studiosi del Platonismo e della sua recezione nella Patristica.
25,00

Gregorio di Nissa

di Walter Völker

editore: Vita e pensiero

pagine: 480

“Gregorio di Nissa filosofo e mistico” è un saggio di W.Volker (Wiesbaden 1955), che ci introduce nel cuore della spiritualità del grande Cappadoce, di colui che può ben essere considerato come il più grande filosofo greco dell’età patristica, insieme con Origene. È significativo che, per il Nisseno come per Origene, che fu il suo maestro spirituale, la dottrina cristiana abbia tratto il suo nutrimento, oltre che dalla tradizione della Chiesa, dalla filosofia platonica: una ulteriore testimonianza, questa, di come la metafisica platonica abbia informato di sé non soltanto il pensiero pagano successivo, ma anche la cultura e la filosofia cristiana dei primi secoli (e certo anche oltre). Il saggio del Volker esamina, appunto, questa osmosi, questa interazione delle due grandi componenti dello spirito cristiano: la traduzione evangelica e biblica, da una parte, e la filosofia platonica, dall’altra; quest’ultima, a sua volta, meditata e fatta propria da una lunga serie di pensatori della scuola di Alessandria, Origene, appunto, Clemente, e, prima ancora, il giudeo Filone. L’esame delle tradizioni culturali e spirituali è condotto dal Volker con una esaustività mirabile e con una rara obbiettività. In questo saggio lo studioso, che si era dedicato precedentemente alla tradizione cristiana della cultura alessandrina, e studierà poi anche Dionigi l’Areopagita e Massimo il Confessore , persegue una sua linea di indagine con equilibrio e competenza, distinguendosi, con queste sue qualità precipue, da altri studiosi precedenti che non sempre avevano saputo unire a geniali intuizioni l’obbiettività della prova o sollevare il dettaglio della ricerca filologica ad una visione d’insieme più ampia. “ Gregorio di Nissa filosofo e mistico” è uno studio capitale nella ricerca sul Nisseno, non solo perché prende in considerazione una ricchissima messe di dati, ma anche perché applica il suo rigore filologico alla “storia della questione”. Dopo lo studio del Volker la critica del Nisseno ha avuto nuovi stimoli e impulsi, talora anche in contrasto con il Volker stesso, ma questo è stato un segno della vitalità del lavoro che, anche se non definitivo (come nessun’opera umana), è, comunque, un punto di partenza insostituibile.
20,00

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