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Vita e pensiero: Università/Scienze politiche/Ricerche

Le regioni dei partiti

Competizione elettorale e decentramento regionale in Italia, Francia e Gran Bretagna

di Martino Mazzoleni

editore: Vita e pensiero

pagine: 192

Storicamente, in molti stati europei il decentramento politico-istituzionale verso il livello regionale di governo è stato oggetto di scontri, a volte accesi, tra i protagonisti della vita politica nazionale. Questo volume si propone di illustrare come in particolare in Italia, Francia e Gran Bretagna la competizione interpartitica si sia intrecciata con lo sviluppo delle istituzioni regionali, che qui si compendia. L’analisi dell’evoluzione delle posizioni programmatiche e delle strategie dei principali partiti evidenzia la rilevanza crescente per la classe politica di fattori quali il successo elettorale delle formazioni regionaliste e la valenza delle istituzioni regionali in termini di office come di policy. Fattori che hanno condotto a una generale convergenza in favore della regionalizzazione dalla quale solo alcuni partiti, quelli posti agli estremi dello spettro politico, sembrano essere immuni. Oggi in questi tre paesi le principali formazioni politiche, anche quelle un tempo ostili al decentramento, ne sono infatti diventate sostenitrici e, in alcuni casi, pure efficaci fautrici.
Ordinabile
18,00

La tutela delle identità culturali nel governo d'Europa

Sovranità e sussidiarietà nel processo di integrazione europeo

di Luca Galantini

editore: Vita e pensiero

pagine: 136

I trend di analisi dei sistemi politici europei sembrano smentire in modo deciso la celebre teoria del villaggio globale di Mc
Disponibilità immediata
12,00

Geometrie del potere

Materiali per la storia della scienza politica italiana

di Damiano Palano

editore: Vita e pensiero

pagine: 464

Oggi, dopo le pesanti critiche che ne accompagnarono, negli anni Cinquanta e Sessanta, la rinascita, legata ai nomi di Norbert
Disponibilità immediata
30,00

Il potere della moltitudine

L'invenzione dell'inconscio collettivo nella teoria politica e nelle scienze sociali italiane tra Otto e Novecento

di Damiano Palano

editore: Vita e pensiero

pagine: 612

Cosa muove l'imprevedibile azione delle masse e quali sono le motivazioni profonde che in alcune eccezionali stagioni spingono
Esaurito
38,00

Finalismo dello Stato e sistema dei diritti nella Costituzione italiana

di Filippo Pizzolato

editore: Vita e pensiero

pagine: 264

Qual è il fondamento dei diritti nella Costituzione italiana? In che rapporto si pongono diritto naturale e diritto positivo? E ancora: ha rilevanza per il giurista ‘positivo’ il problema del fondamento dei diritti? Queste sono alcune delle decisive questioni alla cui risoluzione il presente volume offre un contributo significativo con riferimento alla Costituzione italiana del 1948. Analizzando le tradizionali concezioni dei diritti dell’uomo (le Dichiarazioni rivoluzionarie francese e americana, la teoria dei diritti pubblici soggettivi di derivazione tedesca) e concentrando l’attenzione sulla formazione filosofica e giuridica dei nostri costituenti, nonché sul processo costituente stesso, Filippo Pizzolato individua nell’idea di finalizzazione dei diritti l’originalità della Costituzione italiana. Secondo tale concetto, accuratamente distinto dalla teoria, solo apparentemente simile, della funzionalizzazione dei diritti, i diritti stessi costituiscono un corpus organico, sino quasi a formare un sistema coerente attorno a un fondamento, individuato in una particolare concezione antropologica. Non manca inoltre l’analisi di alcune importanti conseguenze, sul piano dell’interpretazione giuridica, di tale impostazione costituzionale riguardo ai diritti – in particolare a proposito dell’art. 2 quale norma ‘aperta’ o ‘chiusa’ –, all’accesa questione del bilanciamento dei diritti, al concetto della loro inviolabilità e, infine, al ruolo dei doveri nella nostra Carta fondamentale.
Esaurito
20,00

Il ragionevole disaccordo

Hayek, Oakeshott e le regole 'immotivate' della società

di Silvio Cotellessa

editore: Vita e pensiero

pagine: 196

Nelle scienze storico-sociali ogni ‘spiegazione’ dei fenomeni collettivi sembra dover dipendere – da Max Weber in poi – dalla ‘comprensione’ dei motivi dominanti per i quali gli individui sono disposti a interagire in società. La benevolenza disinteressata come il cieco opportunismo, il freddo calcolo degli interessi come l’invidia più o meno irrazionale possono costituire altrettante motivazioni che rispondono all’eteronomia causale delle intenzioni umane, al fatto cioè che i comportamenti individuali sono determinati da una pluralità di motivi storicamente e culturalmente differenti. Diversi pensatori vanno oggi evidenziando la necessità di riconoscere una gamma di motivazioni ben più ampia e comprensiva rispetto a quella contemplata dalla teoria liberale. Scaturisce da qui una critica radicale al liberalismo, che trova la più autorevole replica nella posizione teorica di Friedrich von Hayek. Immaginare una società estesa, che sappia governarsi per mezzo di principi d’azione e di coesione altrettanto ampi, vuol dire rinunciare una volta per tutte a comprendere l’agire umano dal punto di vista dell’intenzionalità individuale o collettiva. Per altri versi, un’idea simile viene ribadita anche da un altro straordinario – sebbene assai meno noto – esponente del liberalismo contemporaneo, Michael Oakeshott. Come per Hayek, anche per Oakeshott non è possibile risalire alle motivazioni o alle intenzioni per le quali gli individui – pur restando reciprocamente indipendenti – entrano in società. Con la cruciale differenza, però, che non si tratta per Oakeshott di una barriera cognitiva, bensì di un limite storico: ciascuna forma di vita associata – comprese le società liberali e di mercato – è il risultato di un prodotto umano contingente che, per il fatto di essersi formato attraverso innumerevoli conflitti motivazionali, cela nell’ambivalenza del suo stesso carattere le ragioni della propria precarietà.
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