Abscondita: Miniature
Trattato sul bello
di Denis Diderot
editore: Abscondita
pagine: 85
L'eco delle concezioni estetiche di Denis Diderot (1713-1784) fu presso i contemporanei straordinaria. Le concezioni estetiche di Diderot trovano una prima compiuta espressione in una voce ("Bello") che scrisse per l'Encyclopédie, e che venne pubblicata a parte nel 1751 e più tardi nelle edizioni delle sue opere con il titolo di "Trattato sul bello". Il bello, non solo artistico, non è dunque intuizione repentina, frammentaria, non è immobile, indistinta contemplazione di una verità ideale, ma è movimento, progresso nella conoscenza della realtà attraverso i suoi nessi vitali. Un'esaltante passione di conoscenza, in cui il rigore del ragionamento scientifico sembra coniugarsi con la prepotente esigenza di adesione alla natura, e l'ansia profonda di conferire all'arte una nuova dignità, una serietà, un'autorevolezza più alte: ecco ciò che induce Diderot a portare con tanta penetrazione, con tanta passione il suo sguardo sul problema del bello.
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Grünewald
di Joris-Karl Huysmans
editore: Abscondita
pagine: 82
"Grunewald non è discepolo di alcun maestro, ed è giocoforza classificarlo nella storia della pittura come un essere eccezionale, come un barbaro di genio che per mezzo del colore grida invocazioni in un dialetto originale, in una lingua a parte. La sua anima tumultuosa va da un eccesso all'altro: la si sente agitata dalle burrasche, persino nelle sue volontarie tregue e nei suoi torpori, ma si fa straziante quando medita sugli episodi della Passione [...]. Quel Cristo spaventoso, morente sull'altare dell'ospizio d'Isenheim sembra fatto a immagine dei colpiti dal fuoco sacro che lo pregavano, e si consolavano al pensiero che il Dio che imploravano avesse provato i loro stessi tormenti, e che si fosse incarnato in una forma ripugnante quanto la loro, e si sentivano meno sventurati e meno spregevoli. Si capisce facilmente perché il nome di Grunewald non s'incontri, come quelli di Holbein, di Cranach, di Durer, sulle liste delle commesse e nei conti degli imperatori e dei principi. Il suo Cristo degli appestati avrebbe turbato la sensibilità delle corti; poteva esser compreso solo dagli infermi, dai disperati e dai monaci, membra sofferenti di Cristo ".
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Quando anche le donne si misero a dipingere
di Banti Anna
editore: Abscondita
pagine: 100
Non credo facile stabilire quando le donne si siano messe a dipingere: anche il caso, marginalissimo, di una monaca miniatrice
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Il paradosso dell'attore
di Denis Diderot
editore: Abscondita
pagine: 101
"Con un po' di cura, forse non avrei mai scritto nulla di più sottile e di più acuto. È un bel paradosso. Sostengo che è la sensibilità a rendere gli attori mediocri, l'estrema sensibilità gli attori limitati, il sangue freddo e il cervello gli attori sublimi" : così Denis Diderot (1713-1784) scriveva nel 1769 a Grinim, direttore della "Correspondance littéraire", annunciandogli il proprio testo. Soltanto dieci anni più tardi, dopo varie revisioni, il "Paradosso sull'attore" assumerà la sua definitiva forma dialogica, e dovrà attendere il 1830 per essere pubblicato in libro. Ma già al suo apparire in rivista, il testo alimentò l'accesa polemica sviluppatasi nell'Europa settecentesca sulla funzione del teatro, che vide tra i suoi protagonisti autori come Rousseau, Voltaire e Lessing. Ma sarebbe errato relegare il Paradosso nell'ambito della specificità teatrale: nella forma serrata del dialogo, che nel suo movimento dialettico esprime al meglio la complessità del pensiero diderotiano, esso affronta anche il problema, cruciale nell'estetica, del "modello ideale" e della sua funzione nella rappresentazione della realtà. Prendendo posizione contro la "sensibilità", Diderot rifiuta ogni forma passiva, impulsiva di imitazione della natura: l'arte non può ridursi al puro e semplice effetto psicologico dell'immedesimazione, ma deve essere adeguazione critica a un modello, a un fulcro ideale, risultato - a sua volta - di un complesso lavoro di osservazione e di riflessione sui dati del reale.
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Visitazione (della pittura cristiana)
di Jean-Luc Nancy
editore: Abscondita
pagine: 65
"La Visitazione è un soggetto relativamente poco trattato rispetto all'Annunciazione di cui potrebbe essere il complemento naturale, per non parlare ovviamente della nascita e dell'infanzia di Gesù [...] Nella Visitazione il divino resta celato e cifrato, ed è proprio questa dissimulazione o questo ritiro, questa assenza a costituire la manifestazione stessa [...] Dal punto di vista teologico la Visitazione non ha una particolare importanza. Ma dal punto di vista dell'arte, enuncia una verità di fondamentale importanza: quando l'arte era religiosa, non si identificava mai senza resto al religioso. Essa mescolava sempre al sacro anche il suo segreto, o anche: glielo sostituiva."
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Il Cenacolo di Leonardo
di Goethe J. Wolfgang
editore: Abscondita
pagine: 72
Il 16 novembre 1817 Goethe realizzò uno scritto sul Cenacolo di Leonardo da Vinci partendo da uno studio di Giuseppe Bossi, co
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Monsieur Giacometti, vorrei ordinarle il mio busto
di Caròla Paola
editore: Abscondita
pagine: 130
Un giorno del 1958, Paola Caròla bussa alla porta di Alberto Giacometti: desidera commissionargli il suo busto
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Estetica dei visionari
Daumier, Rembrandt, Piranesi, Turner, Tintoretto, El Greco
di Focillon Henri
editore: Abscondita
pagine: 76
I visionari formano un ordine a parte, singolare, confuso, in cui prendono posto artisti di talento molto diverso e forse anch
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Michelangelo
di Simmel Georg
editore: Abscondita
pagine: 88
Nel fondo della nostra essenza spirituale sembra albergare un dualismo, che ci impedisce di apprendere il mondo, la cui immagi
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Sulla scultura
di Moore Henry
editore: Abscondita
pagine: 71
La lunga e fortunata carriera di Henry Moore (1898-1986) esemplifica nella sua evoluzione alcune delle istanze che hanno carat
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Dalí
di Gómez de la Serna Ramón
editore: Abscondita
pagine: 100
Quando, il 12 gennaio del 1963, la morte fermò, a Buenos Aires, la mano di Ramon Gómez de la Serna, lo scrittore stava lavoran
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Dipingere è amare ancora
di Miller Henry
editore: Abscondita
pagine: 87
Affascinata fin dall'inizio da quel gran movimento di luci, di suoni, di animali, di esercizi sulla corda (al modo degli angel
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