fbevnts Miniature - tutti i libri della collana Miniature, Abscondita - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 4
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Abscondita: Miniature

Le ville venete

di Andrea Palladio

editore: Abscondita

pagine: 85

"Leggendo questo trattato, è facile accorgersi di quanto Palladio ami le ville. L'architetto non è un grande letterato: il suo stile è piuttosto faticoso, le frasi si dipanano con lentezza, ma, quando scrive delle ville, il suo linguaggio si fa più sciolto. Egli, principale esponente di un nobile classicismo, affronta con disinvoltura e, si direbbe, quasi con piacere, temi banali: dalle zanzare alla bollitura dei legumi, dal tipo di piante che crescono lungo i corsi d'acqua al problema del puzzo dei letami. Così facendo, dimostra la sua grande concretezza, il senso pratico che lo porta ad agire sempre 'sul campo', mai in modo astratto, ma anzi verificando personalmente ogni dettaglio. Si comprende così come le ville siano nate esattamente per il luogo in cui si trovano: non sono oggetti interscambiabili fra loro o (come è invece spesso avvenuto, specie nel mondo anglosassone) ricalcabili e ' trapiantabili' altrove. Il genius loci caratterizza e indirizza ogni progetto, in un rapporto inscindibile con il contesto naturale e con la volontà del committente. Poiché, conclude Palladio con una punta di autoironia, 'spesse volte fa bisogno all'architetto accommodarsi più alla volontà di coloro che spendono, che a quello che si devrebbe osservare'. (Dalla Postfazione di Stefano Zuffi)
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12,00

Lettere e scritti sull'arte

di Giovanni Segantini

editore: Abscondita

pagine: 119

"'Più m'addentro nell'arte e vivo di essa e per essa, e più sento il bisogno di esprimermi non solo colle opere, ma collo scritto, per determinare il significato di questa parola Arte almeno nella parte che più mi tocca, la pittura'. Così inizia uno dei primi tentativi di Giovanni Segantini di raccogliere compiutamente e ordinatamente le idee e le intuizioni sull'arte. Sono scritti che non vogliono avere alcun carattere scientifico, anzi, fin dal titolo, 'Così penso e sento la pittura' o 'Sentimento e natura', testimoniano la loro assoluta, empirica soggettività. E se è vero, come aveva scritto, che 'artista si nasce e non si diventa' perché non c'è scuola che possa inoculare il germe dell'arte, nel caso della scrittura, invece, la faccenda si faceva assai più complessa. Almeno lo era per lui". (Dallo scritto di Lorella Giudici)
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13,00

Chagall

di Pieyre de Mandiargues André

editore: Abscondita

pagine: 94

Léger e Delaunay, racconta Chagall, gli rimproveravano (prima del 1914) d'essere un pittore 'letterario'
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13,00

Chiacchiere di un imbrattatele

di Paul Gauguin

editore: Abscondita

pagine: 94

"Era dunque necessario, pur tenendo conto di tutti gli sforzi e di tutte le ricerche, anche scientifiche, compiute, pensare a una liberazione totale, rompere i vetri a rischio di tagliarsi le dita - lasciando alla generazione successiva, ormai indipendente, liberata da ogni intralcio, il compito di risolvere il problema intelligentemente. Non dico 'definitivamente', perché è appunto di un'arte senza fine che qui si parla, ricca di tecniche di ogni tipo, capace di tradurre tutte le emozioni della natura e dell'uomo, di adattarsi a ogni individualità, a ogni epoca, secondo gioie e sofferenze. Era dunque necessario impegnarsi anima e corpo nella lotta, battersi contro tutte le scuole (tutte, senza distinzioni), non denigrandole, certo, ma in altri modi, affrontare non solo l'ufficialità ma anche gli impressionisti, i neoimpressionisti; il vecchio e il nuovo pubblico. Non avere più moglie né figli che vi rinnegano. Poco importano le ingiurie. Poco importa la miseria. Tutto questo come condotta umana. Come lavoro. [...] Lo sforzo di cui parlo fu compiuto all'incirca una ventina d'anni fa, sordamente, inconsapevolmente, ma tuttavia con risolutezza: poi andò consolidandosi. Che ciascuno se ne attribuisca la paternità! Che importa. L'importante è ciò che esiste oggi e che aprirà la strada all'arte del XX secolo. [...] Ecco, mi sembra, di che consolarci di due province perse, perché abbiamo così conquistato l'Europa intera, e soprattutto creato la libertà delle arti plastiche."
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12,00

Vincent Van Gogh

di Johanna Van Gogh Bonger

editore: Abscondita

pagine: 128

"Una storia nota quella di Vincent, forse la più famosa vita d'artista di tutti i tempi, apparentemente raccontata qui nella sua versione più lineare e semplice, complicata invece perché piena di riflessi. (...) La biografia di Vincent scritta da Johanna è una biografia della ricerca della serenità, una appassionante sequenza di momenti tranquilli e di crisi in qualche modo risolte, bellissima sequenza di momenti tranquilli e di crisi in qualche modo risolte, bellissima sequenza di delusioni d'amore, che Johanna racconta con comprensione e dolcezza." (dalla postfazione di Elio Grazioli)
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13,00

Quaderno di schizzi pedagogici

di Paul Klee

editore: Abscondita

pagine: 102

"La prima edizione del Pädagogisches Skizzenbuch di Paul Klee venne preparata nel 1924, e apparve l'anno successivo come secondo volume della collana Bauhausbücher curata da Walter Gropius e Laszlo Moholy-Nagy. Una riedizione seguì poco dopo, nel 1927. A Gropius e Moholy-Nagy doveva esser chiaro fin dall'inizio che queste 'premesse fondamentali' come venne detto nella presentazione del libro 'di una parte dell'insegnamento teorico allo Staatliches Bauhaus di Weimar costituivano una componente essenziale della concezione artistico-didattica di Klee e dell'Istituto'. (...) Il Pädagogisches Skizzenbuch viene qui riprodotto integralmente. La sua preziosità non è dovuta solo a Paul Klee, autore dei disegni e delle riflessioni teoriche, ma anche all'impaginazione di Moholy-Nagy, che può esser considerata pionieristica. Si pone qui il problema (sollevato anche allora) se la soluzione adottata da Moholy-Nagy risponda appieno alle esigenze della spiritualità del pensiero e del disegno di Paul Klee, o se la spiccata personalità dell'impaginatore non contribuisca a suggerirne un'interpretazione distorta. Va peraltro ricordato che Klee autorizzò questa forma. Il libro rappresenta dunque un prodotto di quella cooperazione di 'forze di diverso indirizzo' che fu una caratteristica del Bauhaus, insistentemente affermata da Klee come potenziale di feconda dialettica interna e di produttività." (dalla premessa di Hans M. Wingler)
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13,00

Leonardo da Vinci's last supper

di Johann Wolfgang Goethe

editore: Abscondita

pagine: 96

Con un commento di Marco Carminati
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12,00

Arte e astrologia nel palazzo Schifanoja di Ferrara

di Aby Warburg

editore: Abscondita

pagine: 74

"Già da parecchio tempo vedevo chiaramente che un'analisi iconologica particolare degli affreschi di Palazzo Schifanoja avrebbe dovuto rivelare la duplice tradizione medioevale del mondo figurativo delle divinità antiche. Qui possiamo, seguendo le fonti, chiarire fino nei particolari tanto l'influenza della sistematica dottrina delle divinità olimpiche, come la tramandavano i dotti mitografi medioevali dell'Europa occidentale, quanto anche l'influenza della mitologia astrale, come essa si conservava imperturbata nei testi e nelle immagini della pratica astrologica. La serie degli affreschi murali di Palazzo Schifanoja a Ferrara rappresentava le immagini dei dodici mesi. Il simbolismo complesso e fantastico di queste figure ha resistito finora a ogni tentativo di elucidazione; dimostrerò, estendendo il campo di osservazione a Oriente, che esse sono elementi sopravvissuti di una concezione astrale del mondo delle divinità greche. Sono di fatto null'altro che simboli delle stelle fisse i quali, errando per secoli dalla Grecia attraverso l'Asia minore, l'Egitto, la Mesopotamia, l'Arabia e la Spagna, certo hanno perduto in pieno la chiarezza dei loro contorni greci". Il saggio è corredato dalle riproduzioni dell'intero ciclo degli affreschi del Salone di Rappresentanza di Palazzo Schifanoja. Con uno scritto di Fritz Saxl.
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12,50

La Tour Eiffel

di Roland Barthes

editore: Abscondita

pagine: 88

"Sguardo, oggetto, simbolo, la Tour Eiffel è tutto quello che l'uomo pone in essa, e questo tutto è infinito. Spettacolo guardato e guardante, edificio inutile e insostituibile, mondo familiare e simbolo eroico, testimone di un secolo e monumento sempre nuovo, oggetto inimitabile e incessantemente riprodotto, essa è il segno puro, aperto a tutti i tempi, a tutte le immagini e a tutti i sensi, metafora senza freno; attraverso la Tour Eiffel, l'uomo esercita la grande funzione dell'immaginario, che è la propria libertà, poiché nessuna storia, per quanto oscura, ha mai potuto sottrargliela". (R. Barthes)
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12,00

Scritti sull'arte

di Piero Manzoni

editore: Abscondita

pagine: 143

L'interesse di Piero Manzoni (1933-1963) per la scrittura ha origini lontane. Protagonista dell'arte del Novecento, in gioventù fu indeciso se consacrarsi alla pittura o alla scrittura. Testi teorici, manifesti, articoli, scritti programmatici, strumenti per conoscere - e far conoscere - le sue idee, a volte pubblicati e tradotti già in vita in varie lingue straniere, testimoniano l'evolversi delle scelte e delle riflessioni manzoniane. Emblemi del suo "essere totale ", di un artista dalla vocazione internazionale che ha concepito e realizzato in pochissimi anni Achromes, Linee, Sculture viventi, Merda d'artista, Socie du monde e molte altre opere radicali sintesi di poesia e ironia, gusto del paradosso e rigore concettuale. La scrittura, permeata da un substrato filosofico, sarà parte fondamentale di tutto il suo folgorante percorso. Il presente volume raccoglie sia gli scritti sull'arte editi in vita (dal 1956 al 1963) sia un nutrito corpus di bozze, dattiloscritti, appunti, alcuni trascritti e pubblicati per la prima volta.
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14,00

Pop art. Interviste di Raphaël Sorin

editore: Abscondita

pagine: 117

La Pop Art americana è il movimento artistico più conosciuto, più popolare del dopoguerra. Alcuni dei suoi protagonisti sono diventati leggendari - Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Tom Wesselmann, Jasper Johns, Robert Rauschenberg, James Rosenquist -, le mostre che li celebrano si susseguono, le monografie si moltiplicano. Quello che mancava era la testimonianza diretta delle loro idee e dei loro propositi, enunciati nel libro che qui viene presentato, una raccolta di interviste risalenti al periodo più vivo e importante per la Pop Art, gli anni Sessanta. Protagonista diretta di questo movimento è la realtà della civiltà di massa, contrassegnata dall'ossessiva presenza dell'apparato pubblicitario, dall'invasione dei prodotti della società dei consumi, dal martellamento dei messaggi dei mass media (fumetti, réclame, manifesti): gli artisti della Pop Art lavorano manipolando immagini e oggetti già fabbricati che ne potenziano le implicite qualità espressive.
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13,00

Scritti sull'arte

di Eugène Delacroix

editore: Abscondita

pagine: 82

"Di fronte a un oggetto veramente bello un istinto segreto ci avverte del suo valore e ci costringe ad ammirarlo malgrado i pregiudizi o le antipatie. Questo accordo tra persone in buona fede dimostra che se tutti gli uomini sentono l'amore, l'odio o le passioni nello stesso modo, se sono inebriati dagli stessi piaceri o straziati dagli stessi dolori, ugualmente si commuovono di fronte alla bellezza, come si sentono urtati alla vista del brutto, cioè dell'imperfezione. Accade però che se hanno il tempo di riesaminarsi e di rivivere la primitiva emozione parlando o scrivendo, questi ammiratori prima così unanimi non si intendono più, nemmeno sui punti principali della loro ammirazione; le abitudini di scuola, i pregiudizi culturali o patriottici tornano ad imporsi e sembra allora che i giudici più competenti siano i più propensi a contraddirsi; perché la gente senza pretese o si commuove poco, o conserva la primitiva ammirazione. In queste varie categorie non consideriamo l'esercito degli invidiosi, che il bello getta sempre nella disperazione."
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