Carocci: Biblioteca di testi e studi
La crisi del soggetto. Marxismo e filosofia in Italia negli anni Settanta e Ottanta
editore: Carocci
pagine: 461
Questa ricerca sul marxismo in Italia tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo passato risponde a una domanda non banale: come mai nei primi anni Settanta pareva che il marxismo vivesse una nuova stagione ricca di promesse e ambizioni, e dieci anni dopo sembrava che non ne sopravvivesse più nulla? Nel ventennio Settanta-Ottanta si verificò un mutamento della storia mondiale che investì tutte le forme della soggettività. Esso quindi interrogava la filosofia e, in Italia, in primo luogo il marxismo, di cui venne proclamata la "crisi".
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Percorsi di comunicazione sociale. Teorie, strumenti, idee
di Gevisa La Rocca
editore: Carocci
pagine: 230
Il volume esamina la comunicazione sociale in relazione ad altri processi determinanti per una sua comprensione: l'evoluzione dello scenario della comunicazione, i legami con la comunicazione commerciale e quella pubblica, il rapporto con la sociologia dei processi culturali e comunicativi. Che cosa ci chiede la comunicazione sociale? Chi ne sono i soggetti promotori? Quali forme utilizza per veicolare i suoi messaggi? Perché le sue sono buone cause? Il testo risponde a questi interrogativi muovendo dal piano teorico a quello pratico; dalla ricerca di definizioni alla loro applicazione in forme e strumenti. L'obiettivo è duplice: indicare i percorsi evolutivi che hanno condotto la comunicazione sociale ad assumere i lineamenti che oggi la contraddistinguono ripercorrendone le tappe storiche e sociali; indicare come le più recenti modificazioni nel sistema mediale siano state da essa fatte proprie ed applicate.
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Progettare l'ambiente urbano. Riflessioni e strumenti
di Riccardo Pollo
editore: Carocci
pagine: 173
Una progettazione ambientalmente consapevole a scala microurbana ed edilizia richiede l'adozione di strategie e di strumenti molteplici. Le relazioni tra forma degli insediamenti e impatti sull'ambiente, tra clima ed edificato, tra elementi dell'ambiente quali l'acqua, il verde, l'aria e la qualità di vita sono solo alcuni dei nodi coinvolti. Il volume tocca molti di questi aspetti mettendoli in relazione nell'ambito del progetto architettonico. I diversi temi vengono affrontati senza la pretesa di portare alla completa padronanza di metodi e conoscenze proprie di ambiti specialistici, dalla climatologia alla chimica e l'ingegneria ambientale, alla tecnica dei trasporti, alla botanica e alla fisica, ma suggerendo un punto di vista consapevole delle implicazioni scientifiche e tecnologiche delle tematiche affrontate e delle scelte che si andranno a operare. L'obiettivo è indicare ai progettisti le ricadute sull'ambiente e sul benessere degli abitanti che derivano dalle loro scelte e aiutarli nel dialogo con le altre competenze scientifiche e tecniche specialistiche coinvolte.
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Oltre le tempeste d'acciaio. Tecnica e modernità in Heidegger, Jünger , Schmitt
di Giorgio Grimaldi
editore: Carocci
pagine: 238
L'interrogazione sulla tecnica che attraversa in profondità il Novecento non ha astratte radici teoretiche, ma nasce a partire dall'attenta osservazione dei due conflitti mondiali. È di qui che Heidegger, Jünger e Schmitt prendono le mosse per comprendere la téchne moderna. Dietro la superficie della domanda sulla tecnica e di un suo possibile nomos si avvertono in controluce duelli (Kant, Hegel, Marx, Nietzsche) e si agitano questioni decisive: la sfida di un cosmopolitismo concreto, la prospettiva di un'automazione progressiva dei processi produttivi, l'impossibile fine della metafisica, il nichilismo e i suoi spettri. Alcuni di essi portano con sé una promessa di libertà.
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La facoltà di linguaggio. Determinanti biologiche e variabilità culturali
di Francesco Ferretti
editore: Carocci
pagine: 127
Le capacità verbali umane sono acquisite o innate? Debbono essere considerate in riferimento a una forma di apprendistato sociale o invece esaminate nei termini di una predisposizione biologica di cui gli umani, diversamente da tutti gli altri animali, dispongono sin dalla nascita in modo indipendente dall'esperienza? A questi interrogativi risponde il libro, al cui centro è la riflessione relativa a un particolare aspetto delle capacità verbali umane la facoltà di linguaggio, appunto -, analizzando anche le diverse ipotesi che nel tempo sono state avanzate sul tema.
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Storia cinematografica della letteratura italiana
di Edoardo Ripari
editore: Carocci
pagine: 335
Lo studio dei rapporti tra letteratura e cinema ha da tempo suscitato la giusta attenzione. E tuttavia è assente un'indagine sistematica dei film che, nel corso di un secolo, hanno raccontato le grandi opere della letteratura italiana, inserite nella prospettiva della loro ricezione. Esiste, del resto, una vera e propria storia cinematografica della letteratura italiana, sommersa e da ricostruire, che, dal Medioevo, attraversa i secoli per giungere ai nostri giorni. L'autore colma questa lacuna, nella convinzione, dal punto di vista didattico, che questa storia sia parte essenziale del percorso che dal testo letterario a quello audiovisivo ricodifica e dà nuovo significato al "classico", riavvicinando l'alterità fra le dinamiche politico-sociali della pagina scritta e le esigenze del presente. Con sguardo rinnovato potremo così leggere le opere della nostra letteratura e vederne e ripensarne le interpretazioni cinematografiche, che ne rappresentano l'inesauribile fortuna.
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Prospettive per la scuola d'infanzia. Dalla Montessori al XXI secolo
di Massimo Baldacci
editore: Carocci
pagine: 158
Il volume muove dalla consapevolezza che, senza una rinnovata passione civile e pedagogica per la scuola d'infanzia e per l'emancipazione dei bambini e delle bambine, il nostro sistema scolastico e i nostri sforzi educativi sono destinati a poggiare su basi fragili e inadeguate. A questo proposito, oggi, occorre tutelare l'infanzia dalla mistificazione e dalla mercificazione legate al neoliberismo trionfante. L'obiettivo del testo è individuare una tradizione pedagogica che faccia perno sulla dimensione intellettuale secondo un orientamento democratico, anziché meritocratico ed economicista. Una tradizione sulla quale sia possibile innestare una nuova fase di sviluppo della scuola d'infanzia, volta a garantire la liberazione e l'autentica crescita umana di tutte le bambine e di tutti i bambini. Tale tradizione viene individuata lungo la linea che unisce Maria Montessori a Bruno Ciari, esprimendosi nell'idea di una scuola d'infanzia collocata in un orizzonte pienamente democratico, come scuola dei futuri cittadini.
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Il protestantesimo nello spazio pubblico. Il contributo del metodismo
editore: Carocci
pagine: 99
Anche nell'Occidente, le religioni svolgono un ruolo di crescente rilievo nello spazio pubblico. E così, come se si fosse concluso il ciclo della "secolarizzazione", registriamo un crescente protagonismo delle comunità di fede anche nelle dinamiche politiche e sociali. Il volume, il terzo della serie curata dal Centro di Documentazione Metodista, assume il tema nella sua dimensione storica e teologica, per poi affrontare i particolari casi di studio del metodismo nelle Americhe, nell'Irlanda del nord e in Italia.
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L'età della condivisione. La collaborazione fra cittadini e amministrazioni per i beni comuni
editore: Carocci
pagine: 191
Siamo entrati nell'età della condivisione. Le pubbliche amministrazioni, le imprese e il terzo settore si stanno attrezzando per affrontare il cambiamento di paradigma in atto. Il libro offre un'impalcatura teorica e strumenti pratici, multidisciplinari, per interpretare e applicare il paradigma della condivisione che, influendo sulle istituzioni sociali, economiche e giuridiche del XXI secolo, ci consente, nell'interesse generale, di moltiplicare capacità e risorse.
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Inconsci, coscienza e desiderio. L'incertezza in psicoanalisi
di Giuseppe Craparo
editore: Carocci
pagine: 102
Cosa qualifica la pratica psicoanalitica rispetto alle altre psicoterapie? La risposta dell'autore è che la psicoanalisi si caratterizza per essere una pratica dell'incertezza. Diversamente dal senso comune, nel volume l'incertezza viene declinata positivamente come ciò a cui dovrebbe "tendere" una pratica che si richiami alla singolarità del paziente, a una concezione del sintomo quale narrazione da interrogare, ma soprattutto al ruolo degli inconsci (non rimosso e rimosso). Particolare attenzione viene riservata proprio alla distinzione fra il cosiddetto inconscio rimosso, linguistico, sede di contenuti che sono andati incontro all'elaborazione simbolica, e l'inconscio non rimosso, presimbolico. Il rimando ai due inconsci porta l'autore a considerare la teoria psicoanalitica non più centrata sull'inconscio ma sugli inconsci: un cambio di vertice che risulta vantaggioso per la comprensione delle psicopatologie non nevrotiche (come, ad esempio, le psicosi), in cui si ravvisano compromissioni strutturali dei due inconsci. In questi casi, la psicoanalisi, intesa come pratica dell'incertezza, consisterebbe in un lavoro di co-costruzione degli inconsci attraverso una relazione che non punti a mettere in campo interventi correttivi precostituiti, ma a promuovere processi trasformativi favoriti dall'ascolto desiderante, da parte dell'analista, della parola del paziente. Prefazione di Domenico Cosenza.
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Il cinema di Renato Castellani
editore: Carocci
pagine: 233
Il volume, realizzato in collaborazione con il CSC-Cineteca Nazionale di Roma e il Museo Nazionale del Cinema di Torino, raccoglie gli atti del convegno svoltosi presso le Università di Genova, Pavia e Torino in occasione del centenario della nascita di Renato Castellani (2013). L'opera del regista ligure, figura chiave del cinema italiano tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta, viene indagata per la prima volta in tutti i suoi aspetti, dai capolavori neorealisti alla produzione televisiva degli anni Settanta e Ottanta. Grazie all'analisi puntuale di singole opere e a ricognizioni più ampie, mirate a mettere in dialogo la filmografia del regista con il contesto cinematografico, sociale e culturale a lui contemporaneo, il volume restituisce l'immagine di un autore dalle molte sfaccettature, che ha attraversato generi diversi, passando dal film formalista a quello legato ai modi del Neorealismo, dalla commedia anni Cinquanta fino al film in costume, mantenendo intatte alcune cifre distintive: la cura maniacale del racconto, la contaminazione tra arti diverse (dal teatro alla letteratura alla pittura), la vocazione spettacolare mai disgiunta dall'approfondimento psicologico o dall'indagine sociale, l'attitudine a rinnovare forme e registri restando fedele all'idea di un cinema "popolare" e facilmente leggibile.
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Il tempio, il rituale, il giuramento. Spazi sul sacro in Tucidide
di Paola Schirripa
editore: Carocci
pagine: 270
Il volume sfida uno dei più assodati pregiudizi legati all'universo storico di Tucidide: la presunta assenza d'interesse per il sacro e per la religione, in ragione del razionalismo "laico" dell'autore delle Storie. La rilettura attenta dell'opera consente oggi di correggere una visione che rischia di essere limitativa e persino fuorviante. Lo "spazio" che Tucidide offre al sacro non appare, infatti, residuale e s'intreccia fittamente con i significati profondi della visione del mondo greco in guerra. Lo spazio fisico del tempio, lo spazio simbolico del rituale, lo spazio verbale del giuramento e della parola sacra trovano un'eco sorprendente nelle sue pagine, che certo non tacciono il "tradimento" e lo svuotamento della religione nell'età della crisi di Atene e della grecità intera, ma senza ricadere negli schemi di un "moderno" agnosticismo. Ancora "figlio" del V secolo, nonostante la sua nuova e geniale sintesi storica, lontana dalla contaminazione dei generi dei predecessori, Tucidide sembra rimpiangere una religiosità arcaica e solenne, che affiora dalla festività antica di Delo o dal tracciato dei primi templi di Atene, e che, ancorché adulterata dalla guerra, resta materia viva d'indagine.
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