Carocci: Biblioteca di testi e studi
Un'etica per la scuola. Verso un codice deontologico dell'insegnante
editore: Carocci
pagine: 118
Il volume offre un'approfondita riflessione sui principi, sui valori e sulle norme di un codice di condotta professionale dell'insegnante; ne discute la legittimità entro le mura della scuola pubblica democratica e l'opportunità nel contesto della società contemporanea. Dai diversi autori emerge la comune convinzione che la definizione di un'etica della professione e l'adozione di un codice di condotta costituiscono due tappe essenziali del processo di professionalizzazione dell'insegnamento. In appendice è pubblicata una Proposta di codice deontologico redatta da Eirick Prairat che, assieme agli altri contributi del testo, rappresenta un'occasione importante per aprire un dibattito pubblico sull'etica e sulla deontologia dell'insegnante, sulla sua identità professionale e più in generale sui principi e sui valori della scuola pubblica nella società contemporanea.
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Commercianti a Firenze. Identità e cambiamento nel quartiere di San Lorenzo
di Anne Schiller
editore: Carocci
pagine: 213
Il volume prende in esame la complessità della vita moderna in una dinamica città italiana. Radicata nella ricerca sul campo, l'analisi si avvale delle metodologie dell'osservazione partecipante e di interviste agli attori in gioco, concentrandosi su San Lorenzo, un quartiere al contempo fiorentino e multietnico, celebre fin dall'antichità per il commercio, oltre che per il forte sentimento identitario dei propri abitanti. Il volume esplora le pratiche e le motivazioni dei nuovi venditori nel mercato rionale, la maggior parte immigrati da paesi stranieri; mostra come esse spesso si trovino in conflitto con le consolidate abitudini degli ambulanti storici. E ne esamina l'impatto sulle relazioni interpersonali nella zona. La ricerca guarda al turismo come a un catalizzatore nei processi di globalizzazione e si rivolge ai corsi di introduzione alle scienze sociali e a chiunque si interessi di antropologia, sociologia e studi urbani.
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Tempo sociale e neoliberismo. Velocità, competizione e nuove forme di alienazione
di Andrea Valzania
editore: Carocci
pagine: 120
Dopo avere introdotto le principali teorie sul tema, il volume affronta le profonde trasformazioni che hanno interessato il tempo sociale nel corso del Novecento, evidenziandone il legame indissolubile con il lavoro. L'avvento del neoliberismo, tuttavia, caratterizzato da processi di accelerazione e competizione senza precedenti, ha prodotto la crisi dei confini nei quali restavano inquadrate le più rigide temporalità moderne (lavoro e loisir, festività e non, giorno e notte). Tra le conseguenze più significative vi sono la presentificazione dell'esistenza, la deriva narcisistica delle relazioni e delle emozioni e il proliferare di nuove forme di alienazione. Di fronte a questi scenari, diventa necessario proporre una nuova teoria critica in grado di smascherare gli effetti patogeni sugli individui e di ipotizzare risposte se non di trasformazione - di resistenza.
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Napoli nel racconto della politica 1945-1997
di Luigi Musella
editore: Carocci
pagine: 233
Fino alla prima esperienza del governo Bassolino i quotidiani hanno avuto un ruolo centrale nella formazione del clima di opinione che volta per volta è prevalso nella storia politica di Napoli. I commenti circolati sui giornali crearono un quadro di riferimento, influenzando i comuni cittadini così come tutti i protagonisti della politica locale e nazionale. Non meno importante fu il sentire comune che si sviluppò con il faccia a faccia, nelle interazioni della vita quotidiana, e che molto rilievo assunse nei quartieri e rioni. La realtà costruita finì così per risultare il prodotto dell'attenzione e dell'elaborazione da parte dei media della realtà oggettiva, definendo persone, eventi, situazioni. Lauro fu raccontato, allora, come l'uomo che si era fatto da solo, Antonio Gava come un vero "uomo di potere", Valenzi come il "sindaco diverso" per una Napoli "cambiata".
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L'eternità del mondo. Hobbes e la filosofia aristotelica
di Anna Minerbi Belgrado
editore: Carocci
pagine: 240
Una ricerca sulla filosofia naturale di Hobbes, incentrata sulla sua formazione e sull'ambiente prossimo. L'elaborazione della propria concezione della materia e del movimento, da parte di Hobbes, è analizzata come un confronto ravvicinato con i testi di Aristotele, talora anche inaspettatamente simpatetico, e comunque sorprendente in un autore che si qualificherà per il suo anti-aristotelismo. D'altronde, suggerisce già qualcosa la convergenza sul tema dell'eternità del mondo. L'ambiente è ricostruito attorno alle discussioni su materia e movimento ad opera degli aristotelici "radicali" del Cinque e Seicento, mostrando come i loro travagli su tali temi non giungano però a superare l'ilemorfismo, cioè l'assunto della non-autonomia della "materia". Il rovesciamento di questo assunto si avrà solo col meccanicismo, nel XVII secolo, e Hobbes ne fa parte integralmente. Di contro alle tendenze attuali ad attenuare il conflitto fra ilemorfismo e meccanicismo, l'originalità di questo libro è, ancora più che nel ribadire l'alternatività fra i due paradigmi, nel mostrarne la compatibilità, nel caso di Hobbes, con la scelta di Aristotele quale punto privilegiato di riferimento teorico.
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Che cos'è un ideale. Da Platone alla filosofia contemporanea
di Simona Chiodo
editore: Carocci
pagine: 175
Se ci domandassimo che cos'è un ideale potremmo rispondere che è l'essenza dell'Occidente: la nozione filosofica di ideale, che ha una genesi estetica e un destino epistemologico ed etico, è la chiave per comprendere in modo profondo la nostra identità, dalle ragioni del suo sviluppo passato alle ragioni della sua crisi presente e, ancora, alla possibilità del suo sviluppo futuro. Leggere la storia dell'Occidente attraverso la dimensione dell'idealità significa partire da Platone e da Kant, che lavorano il primo all'idea e il secondo all'ideale, e arrivare all'Ottocento, che è il secolo dell'ideale degli autori romantici e di Hegel, che rivoluzionano il suo statuto, e al Novecento, che è il secolo della sua crisi: nella prima parte del Novecento abbiamo messo alla prova il monismo di un'"idealizzazione" totale, e siamo caduti in forme pericolose di totalitarismo, e nella seconda parte del Novecento abbiamo messo alla prova il monismo di una "realizzazione" totale, e siamo caduti in forme pericolose di anarchismo, dall'epistemologia all'etica e all'estetica. La riscoperta e la riforma dell'ideale, che, attraverso una relazione dualistica, e non monistica, con il reale, hanno fondato i successi più promettenti della filosofia, della scienza e della democrazia occidentali, possono ancora salvarci dalla nostra crisi identitaria e, in ultimo, dalla nostra incapacità di relazionarci in modo positivo con le identità degli altri esseri umani.
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Sovranità. Percorsi di un'idea tra Occidente e Islam
di Giovanni Zucchelli
editore: Carocci
pagine: 286
Il volume ricostruisce la nozione di sovranità nella storia del pensiero occidentale e islamico in un'ottica comparativa. Concetto sviluppatosi in Occidente nel tardo Medioevo attraverso le guerre di religione e l'avanzata del ceto borghese fino alla promulgazione delle moderne costituzioni liberal-democratiche, ha raggiunto il mondo islamico attraverso i valori della Rivoluzione francese diffusi da Napoleone nel XVIII secolo, quando il suo esercito invase l'Egitto. Questo contatto generò una sorta di schizofrenia nell'immaginario popolare e nelle istituzioni musulmane, che tentarono di coniugare una legislazione affidata al diritto positivo con la Legge divina. Il fallimento delle politiche economiche e sociali degli anni Sessanta del Novecento ha rimesso al centro della discussione il ruolo della sovranità di Dio e la possibilità stessa dell'esistenza di uno Stato islamico.
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«Ho avuto solo una fortuna». Biografia intellettuale di Daniel Bovet (1907-1992)
di Cozzoli Daniele
editore: Carocci
pagine: 223
Daniel Bovet ha ricevuto il premio Nobel per la fisiologia o la medicina nel 1957
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La medicina delle Muse. La musica come cura nella Grecia antica
di Antonietta Provenza
editore: Carocci
pagine: 239
I riferimenti agli effetti rasserenanti della musica sono ampiamente diffusi nei testi letterari greci sin dalle origini. Insieme con tale constatazione empirica, si sviluppa l'idea che la musica, nelle forme dell"'incantesimo cantato" (epodo) e del peana, sia in grado di curare i mali. Da questi aspetti della musicoterapia, strettamente connessi con religione e magia, nasce, a partire dai Pitagorici, la riflessione sull'efficacia psicagogica della musica, alla quale si riconosce un'affinità con l'anima che ne determina l'effetto terapeutico: agendo come catarsi, la musica controlla le emozioni, "corregge" le disposizioni caratteriali e influenza i comportamenti individuali. Le testimonianze su casi di terapia musicale appaiono pertanto come efficaci exempla della ricchezza di risorse offerte dalla musica, che curando insieme l'anima e il corpo - instaura quella visibile compostezza in cui si riflette pienamente l'equilibrio psico-fisico dell'individuo.
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Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo
editore: Carocci
pagine: 171
Le biblioteche sono un servizio democratico per l'apprendimento permanente e lo sviluppo culturale degli individui e dei gruppi sociali. Esse sono chiamate quindi a interpretare le esigenze della società e a rispondere alle sfide tecnologiche, sociali e culturali. Il volume propone un excursus sull'evoluzione delle biblioteche pubbliche, analizza il ruolo del libro cartaceo rispetto a quello elettronico e prospetta la necessaria condivisione della missione delle biblioteche nella società dell'informazione. Come afferma Robert Darnton nella Prefazione: "Le biblioteche sono istituzioni di lungo corso. Tuttavia il loro passato fa ben sperare per il futuro, perché esse sono sempre state e sempre saranno centri di studi e di cultura".
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I modelli nelle teorie scientifiche
editore: Carocci
pagine: 234
Che cosa sono le teorie scientifiche e come si rapportano al mondo? Che cosa distingue le teorie matematiche dalle teorie delle scienze empiriche e che cosa, invece, le accomuna? Come mai la matematica è il mezzo migliore e più potente per descrivere e spiegare i fenomeni naturali, ma anche molti di quelli sociali e psicologici? Domande di questo genere possono oggi essere affrontate in modo adeguato solo riconoscendo il ruolo fondamentale svolto dai modelli nello sviluppo delle scienze e delle loro teorie. La prima parte del libro analizza e ricostruisce le diverse accezioni del concetto di modello nella tradizione semantica della filosofia della scienza; la seconda e la terza sono invece dedicate ai modelli nelle teorie fisiche e in quelle matematiche. Il volume mette in luce come gran parte degli usi più significativi del termine "modello" nelle scienze possa essere ricondotta alla nozione matematico-insiemistica di modello. Essa costituisce la base di due distinti concetti di verità, uno dei quali si applica alle teorie matematiche e l'altro a quelle empiriche.
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