Carocci: Biblioteca di testi e studi
Alle origini dell'antropologia medica. Il pensiero di Viktor von Weizsäcker
di Oreste Tolone
editore: Carocci
pagine: 175
Il volume ricostruisce il percorso che condusse Viktor von Weizsäcker, a partire dagli anni Venti del Novecento, alla fondazione di un'antropologia medica, analizzando in particolare lo stretto rapporto esistente tra la "nuova medicina" e il "nuovo pensiero" di Franz Rosenzweig e Martin Buber, così come affiora soprattutto dalla rivista "Die Kreatur". Inoltre definisce concettualmente i capisaldi, i nuclei tematici di tale disciplina: tra questi, il Gestaltkreis, l'antilogica, il metodo biografico, l'indeterminismo terapeutico. Infine, analizza la querelle che oppose agli inizi degli anni Cinquanta Karl Jaspers a Viktor von Weizsäcker - documentata anche da un interessante scambio epistolare - con l'intento di cogliere lo statuto epistemologico della medicina e l'attualità della proposta di Weizsäcker, soprattutto alla luce del rinnovato dibattito sul rapporto medico-paziente, promosso dalle cosiddette medical humanities, e del nuovo concetto di salute e malattia che esse comportano.
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I «Mixed Methods» nella ricerca sociale
editore: Carocci
pagine: 198
Approccio emergente nella letteratura e nel panorama della ricerca sociale in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, i Mixed Methods (MM) sono ancora relativamente poco conosciuti e utilizzati nella ricerca sociale in Italia. La rigida distinzione tra sfera di conoscenza quantitativa e sfera di conoscenza qualitativa non sembra però più reggere le sfide con una realtà sociale i cui eventi e fenomeni sono caratterizzati da forte complessità e mutevolezza. Di qui l'auspicio di un vero e proprio terzo approccio, del quale le autrici forniscono inquadramenti ontologici, epistemologici e metodologici, allo scopo di fare chiarezza tra le diverse posizioni, mettendone in luce i punti di forza - intesi sia in via teorica sia in via procedurale - e gli elementi che richiedono ancora un'attenta riflessione.
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Proprietari a tutti i costi. La disuguaglianza abitativa in Italia
di Marianna Filandri
editore: Carocci
pagine: 143
Le condizioni abitative del nostro paese si caratterizzano per l'alta percentuale di case in proprietà, il cui numero è andato via via crescendo a partire dal secondo dopoguerra. L'acquisto della casa è generalmente considerato un obiettivo auspicabile, tuttavia esistono dei costi, individuali e sociali, che minano la bontà di tale modello. La proprietà della casa, infatti, pur rappresentando una condizione di vantaggio rispetto all'affitto non è di fatto sufficiente a garantire un certo livello di benessere, a meno di essere accompagnata da una buona posizione nella stratificazione sociale; anzi, la proprietà stessa può rappresentare un vincolo, specialmente in alcuni periodi della vita degli individui. Il volume analizza approfonditamente le disuguaglianze abitative in relazione a tre ambiti: il disagio abitativo, considerato come indicatore multidimensionale di vari aspetti dell'abitare; i costi abitativi e le soglie di affordability in relazione alla povertà; la prima destinazione abitativa dei giovani. Esso si interroga inoltre sul ruolo che le politiche pubbliche hanno avuto nel contribuire alla cultura della proprietà della casa e sulle implicazioni che quest'ultima ha avuto in relazione alle disuguaglianze.
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Le avventure della libertà. Dall'antica Grecia al secolo delle donne
di Izzo Francesca
editore: Carocci
pagine: 161
La progressiva affermazione del soggetto femminile tra il XX e il XXI secolo ha fatto cadere una dopo l'altra le barriere che
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Educatori in ricerca. Un'esperienza locale fra teoria e pratiche
di Silvio Premoli
editore: Carocci
pagine: 133
La Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (Nazioni Unite, 1989) ha promosso un nuovo modo di pensare che ha generato enormi cambiamenti all'interno del Child and Family Welfare. Uno degli aspetti innovativi che ne emergono è il vedere nella qualità degli interventi socioeducativi uno dei maggiori interessi dei soggetti in via di sviluppo. Il volume racconta una storia di apprendimento organizzativo che permette di cogliere la dinamicità del dialogo tra i flussi globali di cambiamento nel settore dei servizi socioeducativi per bambini e famiglie vulnerabili, concentrandosi sull'esperienza pratica e radicata nel locale della cooperativa sociale La Grande casa di Sesto San Giovanni, in particolare sulle attività dei Laboratori tematici di ricerca. I Laboratori sono spazi di costruzione della conoscenza che, attraverso un dispositivo riflessivo, ispirato alle comunità di ricerca e di pratiche, promuovono processi di innovazione e trasformazione, teorie locali e saperi situati sul lavoro socioeducativo, apprendimenti condivisi. Emergono così le voci di professionisti competenti, spesso inascoltate, e che, invece, in questo contesto vengono assunte come contributi preziosi nell'arricchire e rinnovare una cultura socioeducativa e pedagogica che è il vero patrimonio di un'organizzazione del terzo settore come La Grande casa.
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La rivoluzione culturale di Lucrezio. Filosofia e scienza nell'antica roma
di Marco Beretta
editore: Carocci
pagine: 311
La diffusione dell'epicureismo nel mondo antico trova in Lucrezio uno degli interpreti più originali. La filosofia presentata nel "De rerum natura", scompaginando l'ordine costituito, mette la conoscenza della natura a fondamento della felicità dell'uomo e della liberazione dalle sue paure: solo attraverso un'indagine spregiudicata dei fenomeni naturali e delle cause recondite del loro manifestarsi diviene possibile assegnare all'uomo un'etica capace di renderlo libero nelle sue azioni e, contemporaneamente, di farlo vivere in sintonia con le leggi dell'universo. La scienza della natura viene dunque posta a base dell'etica, della cultura e addirittura della politica. Da allora, mai alla scienza è stato tributato un più alto valore culturale.
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Università e movimenti studenteschi nell'Egitto contemporaneo (1908-81)
di Patrizia Manduchi
editore: Carocci
pagine: 182
Dalle emozioni suscitate e dagli interrogativi aperti dalle cosiddette "primavere arabe" e dal loro incerto e talora drammatico epilogo prende spunto il volume, che si propone come un'agile narrazione del nascere e dell'evolversi del dissenso giovanile nel mondo arabo, osservato nel suo formarsi all'interno dell'università, il luogo deputato a far maturare la coscienza politica e a far sviluppare sia il senso di appartenenza culturale sia la consapevolezza dei propri diritti e doveri. Si è scelto l'Egitto come case study non solo perché cuore del mondo musulmano e culla della cultura araba, primo paese in cui sono sorte e si sono sviluppate tutte le nuove ideologie e le tendenze culturali della storia recente (nazionalismo, panarabismo, femminismo, fondamentalismo), ma anche perché l'università egiziana, intesa come istituzione laica e moderna, è stata la prima a nascere nel mondo arabo agli albori del secolo XX.
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La tradizione estetica giapponese. Sulla natura della bellezza
di Laura Ricca
editore: Carocci
pagine: 189
L'indagine del volume si incentra sull'esame di alcune idee estetiche del Giappone tradizionale che non sono state oggetto di analisi teoretiche sistematiche, ma hanno trovato espressione in concrete pratiche di vita e attività artistiche concepite come vere e proprie "vie" di perfezionamento spirituale. Il saggio si compone di due parti. Nella prima si pongono le premesse per indagare le idee-patrimonio dell'arte e della cultura estetica nipponica; la messa a fuoco di alcuni principi cardine che affondano le loro radici nella sensibilità "classica" giapponese contribuisce a illuminare taluni tratti della visione del mondo estremo-orientale. Nella seconda parte si analizzano alcune significative idee estetiche, la cui peculiarità è di non essere mai state organizzate in un sistema organico, forse perché troppo ovvie o troppo "vissute". Proprio nello spirito di tale dimensione esistenziale la struttura del libro segue un percorso non lineare, dettato essenzialmente da libere associazioni, ispirandosi al genere classico "zuihitsu" - letteralmente "seguire il pennello", ovvero pensieri in libertà, non necessariamente legati da nesso logico. Lungo questo percorso si sviluppano poi ulteriori diramazioni innescate da quei punti di congiunzione con il pensiero filosofico ed estetico occidentale che si offrono all'intuizione nella prospettiva di un'ermeneutica comparata.
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Il corpo narrante. Pedagogia dell'agire sportivo
di Roberta Franchi
editore: Carocci
pagine: 246
Il vissuto sportivo degli atleti è quanto viene messo in gioco, è esistenza. L'invisibile e il sacro, che sono l'essenziale e che nutrono la passione sportiva e la nostra anima, rischiano di essere messi da parte quando l'attenzione è rivolta soltanto ai risultati e alla performance. L'allenamento non è mai unicamente prestazione, forza, velocità e tecnica, ma anche e sempre vita e relazioni, che percorriamo e ci percorrono. Esserci nello sport è un esserci come in qualsiasi altro campo, ma che intesse linguaggi, discorsi e fraseggi particolari. Il libro intende raccontarli, soffermandosi su esperienze sportive che meritano un'analisi di tipo fenomenologico-esistenziale più approfondita, e offre la possibilità di ritrovare quella parte di poesia che lo sport porta con sé nell'incarnare i valori tragico-eroici dell'uomo che persegue i suoi sogni con spirito e speranza e, nel farlo, immagina, vede e crea.
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La rivoluzione del bere. L'alcol come esperienza culturale
editore: Carocci
pagine: 119
I consumi di alcol sono oggi al centro di un dibattito pubblico ricco di contraddizioni. Da un lato, la produzione vinicola è considerata un patrimonio economico e culturale da salvaguardare e valorizzare; dall'altro, soprattutto se associato ai giovani e alla guida, l'alcol sempre più spesso è oggetto di campagne di allarme sociale, che non sempre risultano efficaci laddove non coniugano gli aspetti epidemiologici e quelli socioculturali. La ricerca presentata dal volume prende in esame il territorio del Piemonte, in particolare la provincia di Cuneo, per evidenziare i fattori di protezione e quelli di rischio che connotano le zone di produzione e quelle di solo consumo. Emerge che sebbene nelle prime ci siano più consumatori, i comportamenti considerati a rischio per la salute sono minori e che dunque una cultura del bere radicata nella tradizione e improntata alla conoscenza favorisce modelli di consumo moderato.
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Profumo d'immortalità. Controversie sull'anima nella filosofia volgare del Rinascimento
di Marco Sgarbi
editore: Carocci
pagine: 381
Il libro introduce al problema dell'immortalità dell'anima in lingua volgare nel Rinascimento, portando alla luce lavori a stampa e manoscritti fino ad ora poco letti o studiati. Si tratta di un'indagine volta a determinare generi letterari, contesto di produzione e idee principali. Il volume adotta una prospettiva tipologica nella speranza di rendere giustizia all'inesauribile ricchezza del tema. Si incontrano così testimonianze sul rapporto tra filosofia e religione, sulla condanna di tesi eretiche, sui dibattiti nelle accademie o sui tentativi di conciliazione fra platonismo e aristotelismo. Il testo offre dunque un contributo alla ricostruzione di una questione cruciale per l'epoca, che non toccava solamente gli intellettuali, ma anche semplici mugnai.
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L'intervento sociale tra gestione del rischio e partecipazione
editore: Carocci
pagine: 197
Il libro offre spunti di riflessione a partire da due esperienze di ricerca fatte in questi anni: la prima ha studiato la questione della qualità nelle professioni sociali da un'ottica pluralista, la seconda ha esplorato il tema dell'accesso ai servizi sociali quale processo chiave per gli interventi sociali. Proponendosi come risposta critica e costruttiva a un clima di politiche sociali, generate da economie neo-liberali, che enfatizzano l'attivazione dell'individuo e della resource efficiency dei metodi di intervento, il volume intende contribuire alla crescita e al consolidamento del progetto delle professioni sociali. Questo consolidamento si basa su processi di produzione di conoscenza che, pur aderendo a standard di scientificità, si confrontano con modi diversi di conoscere e con prospettive differenti. La questione di chi partecipa ad una costruzione di conoscenza per i servizi sociali non ha solo una rilevanza pratica, ma anche etica, connessa alla produzione di un sapere che non contribuisca a processi di oppressione ma che, al contrario, apra percorsi di democratizzazione dei contesti e dei servizi sociali.
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