Carocci: Biblioteca di testi e studi
Le famiglie omogenetoriali
editore: Carocci
pagine: 142
Nel libro si analizzano due categorie complesse: le famiglie omogenitoriali (quelle cioè in cui i genitori sono dello stesso sesso) e la responsabilità genitoriale (che ha rimpiazzato la nozione di autorità dei genitori, a sua volta sostitutiva della potestà). Entrambe le categorie risultano tanto attuali quanto ancora incomplete dal punto di vista della loro costruzione sociale e giuridica, nella quale si riflettono - in modo non sempre coerente e talora anche contraddittorio - i campi semantici e i codici comunicativi di differenti saperi, dalla filosofia alla sociologia, dall'antropologia alla psicologia e alla psicanalisi. Le autrici si propongono inoltre di indagare, anche attraverso i risultati di una ricerca empirica, il lavoro di istituzionalizzazione compiuto dai componenti medesimi delle famiglie omogenitoriali, adulti e bambini, nelle concrete relazioni di responsabilità che si manifestano nelle loro pratiche familiari di affetto e di cura.
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Filosofia, verità e politica. Questioni classiche
editore: Carocci
pagine: 198
Come nel volume già pubblicato dedicato alle filosofie contemporanee, in questa raccolta di saggi - che si concentra invece sulle filosofie classiche la relazione tra verità e politica è presa in esame da una doppia prospettiva, quella di teorie della politica sulla verità e quella di concezioni della verità sulla politica. Anche qui, ogni contributo presenta un filosofo di riferimento: Platone, Hobbes, Locke, Rousseau, Condorcet, Lessing, Kant, Bentham, Mill, Marx, Nietzsche. Facendo dialogare le loro diverse prospettive, ogni saggio intende chiarire perché, e sotto quali aspetti teoretici e pratici, la relazione tra verità e politica appare complicata e cosa spiega che la si consideri di volta in volta irrilevante o irrinunciabile.
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Tunisia. La primavera della Costituzione
editore: Carocci
pagine: 206
Quattro anni dopo le "primavere arabe", la Tunisia è il paese arabo-musulmano in cui la democrazia e il costituzionalismo hanno fatto registrare i maggiori progressi, anche grazie all'approvazione, il 26 gennaio 2014, di una Costituzione democratica profondamente innovativa nel panorama mondiale. Il volume, che rappresenta il prodotto di una ricerca svolta sul campo, attraverso la partecipazione attiva delle curatrici e di molti degli autori alla fase costituente, offre una completa panoramica della nuova Costituzione. I contributi qui raccolti esaminano sia il processo che ha portato alla sua elaborazione, supportato da una forte mobilitazione popolare, sia i contenuti, che rispecchiano un originale tentativo di trovare un equilibrio tra gli standard del "costituzionalismo globale" e le specificità della tradizione locale. Mantenere desta l'attenzione sulla nuova Costituzione tunisina appare oggi particolarmente necessario, in quanto essa, ponendo le basi per una proficua e innovativa convivenza dell'islam con la democrazia, costituisce un segno di speranza in un contesto regionale assai difficile e tormentato.
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Memoria pubblica e missioni di pace. Il caso della sindrome dei Balcani
di Daniela Volpi
editore: Carocci
pagine: 106
Dietro la riduttiva definizione "sindrome dei Balcani" si cela una vera e propria strage, dovuta presumibilmente agli effetti delle polveri tossiche sprigionate dagli armamenti impiegati nell'ultimo ventennio nel corso delle missioni internazionali di pace. Di queste vittime non vi è memoria; in loro nome non sono stati eretti monumenti, intitolate piazze, istituite giornate del ricordo. Il caso della sindrome dei Balcani rappresenta il paradigma eclatante di quella che può essere definita una "memoria senza dimora", la circostanza perfetta in cui le politiche dell'oblio e i processi di amnesia culturale hanno potuto agire in tutta la loro efficacia, fino a giungere a una negazione sistematica degli eventi stessi. Questa ricerca è perciò un viaggio all'interno dei meccanismi che hanno determinato l'oblio sociale e istituzionale della memoria pubblica di un frammento del nostro recente passato, in un percorso analitico il cui obiettivo è la scomposizione e l'oggettivazione dei processi di delegittimazione ai quali è stata sottoposta una tragedia di enormi proporzioni. È anche la denuncia delle pesanti condizioni di inquinamento ambientale causato dalle esercitazioni che hanno luogo all'interno dei nostri poligoni militari, nei quali vengono sperimentati armamenti letali, munizioni che sprigionano nano e microparticelle il cui elevato livello di tossicità è stato accertato da innumerevoli studi.
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Working Through Hiroshima. Arata Isozaki's destructive visions
di Antonio Di Campli
editore: Carocci
pagine: 99
Le riflessioni presentate in questo volume riguardano un particolare campo d'indagine definito dall'attrito tra processi di modernizzazione e la persistenza di tradizionali forme di produzione spaziale. In Giappone, sostiene Di Campli, alcuni processi di assorbimento della modernità nelle pratiche del progetto architettonico e urbanistico possono essere osservate analizzando alcune opere e sperimentazioni progettuali prodotte da Arata Isozaki negli anni Sessanta.
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Finzioni filosofiche
di Jean-Jacques Rousseau
editore: Carocci
pagine: 173
Il volume raccoglie nove testi, inediti in italiano o di difficile reperibilità, che presentano un Rousseau distante dalla sua immagine stereotipata di detrattore delle belle lettere. Dall'utopia all'epistola fittizia, dalla tragedia al racconto di fate, fino al pastiche biblico, questi scritti fanno emergere con forza il valore filosofico anche di quella parte della produzione del pensatore ginevrino che non si serve degli strumenti espressivi convenzionali della filosofia, ma che coniuga consapevolmente riflessione teorica e finzione letteraria. Grazie a questa fruttuosa sinergia, la finzione diventa, agli occhi di Rousseau, uno strumento euristico fondamentale per la riscoperta di quella naturalità perduta, dalla cui riconquista dipende la felicità umana.
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Libertà e innovazione nella città sostenibile. Ridurre lo spreco di enwrgie umane
di Stefano Moroni
editore: Carocci
pagine: 167
In Italia le istituzioni sembrano guidate da una concezione "meccanicistica" delle regole: ne esiste sempre una per qualunque problema ed essa deve mirare a risolverlo direttamente; perciò, si producono molte più regole del necessario (le quali, a loro volta, alimentano una burocrazia sovrabbondante). Il tutto è responsabile di uno spreco di energie umane. Il punto cruciale è che le regole, sia a livello centrale sia a livello locale, non devono e non possono determinare tutte le soluzioni; possono piuttosto - definendo più stabilmente sfere individuali protette e vietando solo esternalità negative specifiche - creare le opportunità perché individui e gruppi cerchino, creativamente, soluzioni contestualizzate. Non si tratta perciò di de-regolare, ma di regolare diversamente. Con particolare attenzione ai problemi della città e del territorio, il volume mostra come la "sostenibilità" e la "libertà" (intesa come opzione d'azione entro la cornice di un diritto che torni ad essere semplice, certo e imparziale) non siano affatto contrapposte.
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La tv invadente. Il reality del dolore da Vermicino ad Avetrana
di Anna Bisogno
editore: Carocci
pagine: 112
Trent'anni fa venne sdoganata in Italia la TV del dolore. Anzi, in quell'occasione, il paese fece scuola. Il 13 giugno del 1981 alle 7 del mattino, milioni di telespettatori italiani assisterono impotenti alla morte di Alfredino Rampi. Era giusto, non era giusto puntare le telecamere su un bambino che stava sprofondando in un buco? Di lì a poco, sarebbero state sconvolte tutte le nostre concezioni sul rapporto fra informazione e spettacolo. L'informazione ha cambiato volto, modalità di approccio alla notizia, dilata l'oggetto esplorato, abusa del diritto di cronaca. Esiste un limite sottile che separa informazione e intrattenimento ma troppo spesso viene varcato, alimentando una TV che sembra onnipotente.
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Comunicazione interculturale e sfera pubblica. Diversità e mediazioni nelle istituzioni
di Mohammed K. Rhazzali
editore: Carocci
pagine: 183
Le grandi trasformazioni indotte dai processi di globalizzazione - dalle migrazioni alle nuove tecniche e forme di organizzazione rese possibili dall'informatica - hanno negli ultimi anni messo in primo piano le dimensioni della comunicazione e dell'intercultura. Il confronto con la diversità culturale diviene oggi un passaggio ineludibile nelle pratiche comunicative che pervadono il tessuto concreto delle relazioni sociali e della stessa vita delle istituzioni. Allo stato attuale, operare nella sfera pubblica richiede l'adozione di una prospettiva comunicativa interculturale che, oltre a riconoscere le differenze, consenta anche la pratica della mediazione per valorizzare le molte realtà di una società sempre più plurale. Il volume presenta concetti e metodi di questo campo di studi e propone una serie di concreti casi di studio.
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Evoluzione e religione. Un difficile rapporto
editore: Carocci
pagine: 168
Lasciando sullo sfondo le vicende storiche dei conflitti tra teoria darwiniana dell'evoluzione e credenze religiose, il libro si chiede se tra la teoria scientifica dell'evoluzione biologica e il nucleo teologico delle religioni vi sia o meno un'intrinseca, sostanziale incompatibilità. Rispondono un indologo e studiosi delle tre religioni abramitiche (teologi del cristianesimo cattolico e di quello valdese, un rabbino, un islamologo) facendo trasparire l'intricata venatura sociale e politica che percorre le trame del rapporto tra evoluzione e religioni.
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Politica, moralità, fortuna. Riflessioni storico-filosofiche sul «Principe» di Machiavelli
editore: Carocci
pagine: 238
Lavoro collettivo di giovani ricercatori di differenti università italiane e tedesche, il volume, concepito in occasione del cinquecentenario della stesura del Principe, si propone come strumento di orientamento riguardo il capolavoro di Machiavelli, attraverso un'ottica comparatistica che intende ricostruire e problematizzare fonti e influenze classiche così come comprendere la portata dell'opera nell'analisi di alcuni suoi interpreti d'eccezione. Il testo coniuga il rigore scientifico della ricerca storico-filosofica all'accessibilità divulgativa senza che si esiti poi a trarne spunto per riflessioni di carattere filosofico su temi di attualità. Prefazione di Theo Kobusch.
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Difendere la democrazia. Il PCI contro la lotta armata
di Alessandro Naccarato
editore: Carocci
pagine: 330
Negli anni Settanta, di fronte all'attacco del terrorismo le reazioni della società, dei partiti e dello Stato furono per lungo tempo inadeguate. Le simpatie verso l'eversione presenti in ambienti della sinistra e le sottovalutazioni di molte istituzioni favorirono le formazioni armate. Il PCI quando comprese i pericoli del terrorismo rosso? Come reagì? Dal 1973, Enrico Berlinguer e il gruppo dirigente comunista intrapresero una lotta decisa contro il terrorismo. Nel 1976 il PCI costituì la sezione "Problemi dello Stato", che promosse in tutta Italia la prevenzione e il contrasto dell'eversione. Questa attività si svolse in un clima difficile, segnato da violenze e morti, e fu spesso accompagnata da un acceso dibattito interno. Dal 1979, con l'avvio a Padova e nelle principali città italiane di importanti indagini sulle BR e sul partito armato, nel PCI si aprì uno scontro sul garantismo; i magistrati furono accusati di avere costruito una montatura per perseguire reati di opinione. Riaffiorarono le ambiguità di giudizio sull'eversione rossa e sul ruolo della democrazia. Il volume, attraverso l'analisi dei documenti dell'epoca, ricostruisce l'azione decisiva svolta dal PCI nella sconfitta del terrorismo e consente di scoprire aspetti poco conosciuti di un periodo storico sanguinoso e terribile.
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